Presunti dossier sul Secolo XIX, maggioranza in Regione vota la fiducia al presidente Bucci
- Postato il 17 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Un Consiglio regionale, quello odierno, nel quale ha tenuto banco la vicenda del presunto dossieraggio nei confronti del Secolo XIX con il caso che ha riguardato direttamente il presidente Bucci e il suo staff di comunicazione.
La maggioranza in Regione si è compattata a difesa del governatore ligure, finito al centro delle polemiche: nel corso della seduta è stato approvato con 16 voti a favore (maggioranza) e 13 contrari l’ordine del giorno 336 sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza, che “impegna il presidente della giunta a proseguire nell’azione di buon governo della Regione e nell’attuazione del programma amministrativo come da mandato ricevuto dagli elettori”.
Durante il lungo dibattito in aula, tra i temi affrontati quello sulla tutela della libertà di stampa: è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno 337, sottoscritto da tutti i gruppi, che “impegna il presidente della Giunta a ribadire formalmente il pieno rispetto della libertà e dell’autonomia del lavoro giornalistico, a garantire che l’attività della struttura di Regione Liguria rispetti i compiti professionali; a assicurare la massima trasparenza del funzionamento delle strutture di comunicazione istituzionale dell’ente”.
Le minoranze in Consiglio regionale sono andate all’attacco, con il PD che ha annunciato un esposto alla Corte dei conti in merito all’utilizzo di soldi pubblici per scopi definiti “puramente elettorali e di propaganda politica”.
In aula, quindi, è stato affrontato il punto relativo alla condanna di monitoraggi e pressione sulle testate giornalistiche: con 16 voti contrari (maggioranza) e 13 contrari è stata respinta una risoluzione 5 proposta da Armando Sanna (PD) che avrebbe impegnato il Consiglio regionale a condannare fermamente ogni forma di attività di monitoraggio, pressione, condizionamento, delegittimazione nei confronti di testate giornalistiche e giornalisti posta in essere attraverso uffici, strutture o risorse dell’amministrazione pubblica regionale.
Il documento prevedeva anche la presa d’atto, da parte del Consiglio regionale, “della conclamata inadeguatezza del presidente della Giunta regionale nel garantire il rispetto dei principi di trasparenza, legalità e corretto esercizio del potere pubblico“.