Presunti dossier sul Secolo XIX, lo scontro continua: Bucci e Brambilla pubblicano le chat

  • Postato il 14 marzo 2026
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brambilla chat bucci

Genova. Continua lo scontro tra il presidente della Regione Marco Bucci e il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla sui presunti dossier per condizionare la linea editoriale del quotidiano. Dopo l’ultimo scambio a colpi di comunicati stampa, nella tarda serata di venerdì il governatore ha rilasciato altre dichiarazioni e ha pubblicato gli screenshot di alcune conversazioni private col giornalista per suffragare quello che era stato definito un “accordo” tra i due, circostanza al centro dello scambio di querele col portavoce Federico Casabella. Brambilla, in risposta, ha mostrato altri messaggi per denunciare le pressioni esercitate sull’editore, con cui Bucci ha sempre negato di essersi rapportato.

Il governatore: “Brambilla non ha mai negato di volere il confronto”

Bucci cita nuovamente il “diritto di criticare” che avrebbe esercitato come qualsiasi cittadino. “Avrei sperato di non dover arrivare al punto di rendere nota la chat con il direttore del Secolo XIX, ma sono costretto a farlo per ristabilire la verità e dimostrare che non è vero che lui non fosse d’accordo a questo scambio continuo di considerazioni – scrive -. Come dimostra tutta la chat con lui, il nostro rapporto è sempre stato improntato alla massima cordialità, franchezza e correttezza fin dal suo arrivo alla guida del quotidiano. Ci siamo incontrati più volte, e a più riprese ci siamo scambiati opinioni, complimenti, critiche, giudizi reciproci, sempre con piena condivisione e spirito costruttivo. Il direttore ripetutamente, dando dimostrazione di correttezza, mi chiedeva di segnalare ogni volta le mie considerazioni e mi ha sempre ringraziato, a conferma di quello che era un accordo di confronto costante. Anche durante il periodo elettorale il confronto è stato aperto e franco. Quanto uscito in questi giorni stravolge però tutta la realtà”.

Il governatore contesta la natura di un messaggio che Brambilla ha diffuso: Detto questo sono veramente stanco di queste cose. Facciamo un giornale onesto. E stop”. Secondo Bucci non era riferito ai report e non era rivolto né a lui né al suo staff: “È l’ultima parte di un commento dello stesso direttore a un post apparso su Facebook, contro il Secolo XIX, che io stesso gli ho segnalato. Scriverla, come ha fatto, sulle pagine del proprio giornale e darla ad altri quotidiani come prova che lui rifiutava le nostre segnalazioni è una cosa estremamente grave. Vuol dire far credere che lui mi abbia detto di essere stanco delle mie osservazioni, mentre al contrario era riferito a tutt’altro”.

Poi arrivano gli screenshot. È il 22 novembre 2025 e Bucci annuncia l’invio di “alcuni resoconti”, precisando che non c’è alcuno spirito polemico” e anticipando che “alcune osservazioni, anche da parte nostra, potrebbero essere esagerate”. Brambilla risponde poco dopo e, dopo aver menzionato un “nostro incontro con Vago“, cioè l’editore del Secolo XIX, lo invita ad avvisarlo subito per “precisare qualcosa” o dire la sua “senza che si sedimenti nulla”. Tuttavia si dice anche “molto dispiaciuto dal tono che usa” il suo ufficio stampa che “esamina frasi, foto e occhielli”.

 

“Si dice dispiaciuto del tono, difende giustamente il lavoro dei suoi giornalisti, ma mai nega di essere d’accordo a questo confronto costante che prosegue da oltre un anno – il commento di Bucci -. Quando in conferenza stampa ho invitato a chiedere al direttore come facesse l’editore ad avere le nostre segnalazioni, intendevo proprio questo: il direttore sapeva bene che il confronto costante con lui, a volte, ha coinvolto anche l’editore, come ritengo normale e trasparente che sia”. E quindi: “Alla luce di tutto lo scambio di messaggi, qualcuno può davvero pensare che il direttore del Secolo XIX non fosse d’accordo a ricevere queste segnalazioni di cui mi ringrazia e addirittura mi sollecita ad inviare con maggiore frequenza?”

“Il direttore – aggiunge il presidente ligure – mi chiede di mostrare altre chat in cui avrei veicolato un altro documento che cita anche nel suo articolo del 12 marzo 2026 e che mostra ad altri. Documento di cui rende noti giorno, ora, minuto e secondo di ricezione da parte dell’editore. Non ho contezza di quale documento si tratti, anche se mi viene falsamente attribuito”. Si tratta del cosiddetto “decalogo” o “vademecum” in cui si danno suggerimenti su come confezionare il giornale in modo più favorevole al centrodestra. Bucci chiede al direttore di renderne noto anche il mittente. “E chiedo, se le ha, che mostri quelle che sono state definite con formula diffamante blacklist di giornalisti sgraditi e che né io né il mio staff abbiamo mai fatto e mai ci sogneremo di fare. Non intendo invece violare la riservatezza di chat che riguardano altre persone, cosa che il direttore invece ha fatto pubblicando messaggi altrui. Ribadisco invece di non aver mai inoltrato all’editore il messaggio che il direttore mi attribuisce e che sarebbe riferito agli esponenti del Pd genovese“.

Il direttore: “Bucci ha passato tutti i limiti e continua a mentire”

A stretto giro Michele Brambilla pubblica un nuovo articolo sul Secolo XIX e rilancia le accuse: “Mi ero ripromesso di non parlarne più, anche per rispetto del mio editore, che mi ha sempre garantito la libertà di fare un giornale imparziale e indipendente. Ma Marco Bucci ha passato il limite inviando senza chiedermi l’autorizzazione le mie chat con lui. Sono tra l’altro chat in cui, se uno le legge tutte, è chiaro che io protesto per le sue ingerenze. Ma Marco Bucci, come ho scritto l’altro giorno ha mentito in qualità di presidente della Regione Liguria, affermando, in una conferenza stampa che è stata ripresa in diretta da due emittenti televisive, e che quindi è documentabile, di non sapere nulla di un vademecum per le istruzioni per le elezioni amministrative, cioè di un manuale di istruzioni su come il secolo avrebbe dovuto seguire la sfida tra Salis e Piciocchi”.

Ecco dunque gli screenshot prodotti da Brambilla. Sono conversazioni con Pierfrancesco Vago, uomo di fiducia del patron di Msc Gianluigi Aponte e presidente di BlueMedia, società editrice del quotidiano. L’immagine va letta da destra a sinistra, la data è il 13 maggio 2025, quindi ben prima della chat pubblicata da Bucci e nei giorni decisivi per la campagna elettorale a Genova.

screenshot brambilla vs bucci

Ci sono due messaggi inoltrati, un articolo sul Pd che difende la tassa sui crocieristi e un commento: “Questi del Pd genovese sono cretini totali, il Secolo dovrebbe evidenziare che sono diventati il partito delle tasse e anti porto invece di dargli spazio”. Non è chiaro chi li abbia mandati. Poi Vago invia la “risposta del governatore Bucci“, cioè il famigerato “vademecum” coi vari consigli (non richiesti, secondo Brambilla). Non si tratta di un messaggio inoltrato. L’editore invita Brambilla a chiamarlo appena possibile per spiegare e aggiunge: “La sto solamente mettendo in copia di conversazioni che abbiamo a latere per tenere gli animi calmi“.

Brambilla sostiene che quel documento lo abbia inviato proprio Bucci al suo editore: “Ora, siccome Bucci ha passato oggi tutti i limiti negando ancora l’esistenza stessa di quel vademecum per le elezioni, e siccome continua a diffamarmi dicendo che io ero d’accordo con lui nel confezionare quei dossier, a malincuore pubblico alcuni, solo alcuni dei molti screenshot che documentano le pressioni del governatore della Liguria Bucci sul mio editore durante la campagna elettorale e anche dopo. Io ribadisco soltanto, e vorrei che fosse molto chiaro, che il mio editore, Pierfrancesco Vago, è una persona perbene, che ha sempre respinto queste pressioni del governatore Bucci, e mi ha sempre garantito di fare un giornale libero e indipendente, come mi aveva chiesto il mio editore Gianluigi Aponte al momento dell’assunzione. BlueMedia, editrice del secolo esce pulitissima da questa vicenda. L’unico che ne esce male è Bucci, che anche ieri ha perseguito il suo disegno di menzogna, sostenendo che io ero d’accordo con lui nel confezionare dossier contro i miei giornalisti e ribadendo di non averli mai inviati all’editore del Secolo”.

Il file contenente i dossier inviato poi da Bucci a novembre, secondo il direttore del Secolo XIX, dimostrerebbe che “il confezionamento di questi report è proseguito senza quel presunto confronto con il sottoscritto che sarebbe stato alla base dell’iniziativa. La mia risposta viene interpretata come un avallo all’iniziativa quando evidentemente è solo un invito a segnalare tempestivamente in futuro eventuali errori oggettivi o richieste di precisazione. Subito dopo, infatti, contesto il tono del documento che mi è stato inviato e l’approccio prevenuto nei confronti del giornale con il quale è stato concepito”. “Bucci ha mentito in conferenza stampa, ha mentito giovedì e mentito ieri“, conclude Brambilla.

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Genova24

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