Presunti dossier sul Secolo XIX, Bucci in consiglio: “Siamo parte lesa, questo caso non esiste”
- Postato il 17 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Noi siamo la parte lesa di questa vicenda. Lo sono i cittadini liguri, lo è la Regione, lo è lo staff di comunicazione, lo è il sottoscritto. Siamo la parte lesa, perché quando si parla di dossieraggio si evoca un’attività oscura, clandestina e intimidatoria, si evoca un abuso di potere, si insinua un comportamento incompatibile con le istituzioni. Tutto questo molto semplicemente non è mai accaduto“.
Queste le parole del presidente ligure Marco Bucci in consiglio regionale sul caso dei presunti dossier nei confronti del Secolo XIX esploso la settimana scorsa. Era stata l’opposizione a chiedere formalmente al governatore di riferire in aula sul caso, evocando anche lo spettro delle dimissioni. Negli scorsi giorni Bucci e Brambilla, il direttore del quotidiano, hanno pubblicato stralci delle conversazioni tra loro due. Nel frattempo l’Ordine dei giornalisti ha in corso un’istruttoria disciplinare e la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta a partire dalla querela per diffamazione contro Federico Casabella, portavoce del governatore, che ha annunciato una controquerela nei confronti di Brambilla.
Un caso che “non esiste”, ribadisce il presidente prendendo la parola all’inizio della seduta. Nessun comportamento illecito e intimidatorio, sostiene Bucci: “Non ci sono dossieraggi, non esistono blacklist di giornalisti, non esistono vademecum occulti, non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l’informazione. Esiste invece il puro confronto” che “avviene quotidianamente tra istituzioni e organi di informazione” ed è “assolutamente fisiologico in una democrazia matura, e alzi la mano che non ha chi non ha mai mandato un’osservazione critica a un giornale”, ribadisce citando l’articolo 21 della Costituzione.
“Il mio staff di comunicazione, come qualunque ufficio stampa di qualunque amministrazione pubblica, anche qui nel nostro territorio, monitora quotidianamente ciò che viene pubblicato, segnala eventuali inesattezze, rappresenta osservazioni anche quando provengono da privati cittadini che osservano quello che è scritto, leggono quello che è scritto e riferiscono. Questo non è un reato, non è un sopruso, è il normale esercizio di un ruolo professionale nel rispetto delle istituzioni per cui lavora – rimarca Bucci -. Se segnalare un articolo ritenuto non equilibrato diventa dossieraggio, allora qualsiasi amministrazione di questo paese sarebbe colpevole”.
Il governatore ricorda che il rapporto con l’attuale direttore del Secolo XIX Michele Brambilla “per oltre un anno è stato improntato a cordialità, franchezza e confronto diretto“, parla di “critiche reciproche anche in presenza dell’editore, come ha confermato lo stesso direttore” e poi rileva: “È molto singolare che ciò che per mesi è stato un confronto considerato legittimo e persino sollecitato venga oggi invece reinterpretato come qualcosa di opaco a distanza di quattro mesi“.
“Io ho sempre avuto un carattere molto diretto – prosegue – ma la franchezza non è intimidazione, la critica non è censura, il confronto non è pressione. In quest’aula si criticano spesso le scelte della giunta, molte volte anche con toni molto duri. È assolutamente legittimo, è democrazia”. E si richiama ancora alla libertà di critica, che “è quella che fa nascere la libertà di stampa, non è il contrario”.
“Io non permetterò, e invito tutti a non permettere, che venga infangata l’immagine della Regione Liguria e dei suoi cittadini sulla fase di accuse che non hanno senso e sono completamente prive di fondamento”. “Il caso di cui discutiamo non è un caso, è soltanto una polemica. La politica ha il dovere di distinguere tra polemica e realtà. Io continuo e continuerò a svolgere il mio ruolo con trasparenza, determinazione e rispetto delle istituzioni. Chi ha responsabilità pubbliche faccia altrettanto, evitando processi mediatici basati su presupposti che semplicemente non esistono – conclude Bucci -. Libertà vuol dire anche poter criticare, cosa che in quest’aula si fa spesso e molte volte si fa anche bene. Oggi abbiamo mandato la nostra critica, direi molto bene”.