Pressing sul governo e primarie, la doppia sfida per Conte-Schlein
- Postato il 3 aprile 2026
- Politica
- Di Agi.it
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Pressing sul governo e primarie, la doppia sfida per Conte-Schlein
AGI - Da una parte, il pressing sul governo, dall'altra la frenata sulle primarie. In mezzo, il nodo della legge elettorale. In seno ai partiti di opposizione i fari sono puntati in queste ore sulla vicenda del ministro dell'Interno Piantedosi, tirato in ballo dalla giornalista e organizzatrice di eventi Claudia Conte su una presunta relazione.
La memoria corre immediatamente al caso Sangiuliano-Boccia ed è per questo che le opposizioni chiedono al responsabile del Viminale di chiarire su eventuali consulenze della stessa Conte in Parlamento o al ministero.
"Il punto è che, da quanto emerge dalla stampa, questa persona sarebbe stata assunta come consulente in una commissione parlamentare che, guarda caso, si occupa di sicurezza e di periferie, e quindi lavora in stretto contatto con il Viminale", spiega Schlein: "Addirittura avrebbe avuto un contratto di docenza pagata alla Scuola di Polizia. Quindi è chiaro che anche su questo bisogna fare chiarezza", aggiunge la leader del Pd.
Una richiesta di chiarimenti che il partito del Nazareno mette nero su bianco con una interrogazione parlamentare firmata da Serracchiani e Bonafè. Anche per i Cinque Stelle, "non si tratta per niente di un fatto di cronaca rosa, è un fatto politico", sottolinea Francesco Silvestri: "Bisogna capire se sono state consulenze a una persona che aveva una relazione con il ministro dell'Interno. Qui si parla di soldi pubblici e di incarichi che non possono essere legati a una vicinanza".
La "trappola" politica e il ruolo di Marco Gaetani
A far discutere, tuttavia, è anche la sede in cui Claudia Conte ha rilasciato la sua intervista, ovvero il podcast diretto da Marco Gaetani, nome molto vicino a Fratelli d'Italia. Per Riccardo Magi si tratta della prova che alla base della vicenda c'è una "trappola" orchestrata ad arte per mettere mano alla squadra di governo. Anzi, "un trappolone teso al ministro dell'Interno da parte del principale partito di maggioranza che esprime la presidente del Consiglio. Marco Gaetani", dice Magi, "è un esponente di Fratelli d'Italia, già leader di Gioventù Nazionale, e comunicatore di FdI, altro che giornalista indipendente come vuole far credere Donzelli". Da qui la richiesta di chiarimento di Magi, non a Piantedosi, ma direttamente alla premier: "Cosa bolle in pentola? È previsto un avvicendamento al Viminale o è un atto di killeraggio politico da parte del suo partito verso Piantedosi per regolare conti interni?".
Intanto, è Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione di FdI, a spazzare il campo dai sospetti: Gaetani, dice Donzelli incalzato dai cronisti nei pressi di Montecitorio, "è un giornalista che collabora con varie realtà, ha collaborato e collabora anche con Radio Atreju ma è un giornalista che collabora per varie testate, quindi Radio Atreju non c'entra nulla con questa vicenda".
Il "fuoco amico" e il pressing su Nordio
Per Giuseppe Conte, dentro il governo "è iniziato il fuoco incrociato amico, perché è chiaro che questa vicenda del ministro Piantedosi avviene in contesti che fanno pensare ad attacchi interni. La maggioranza sta collassando, franando clamorosamente e iniziano attacchi di fuoco amico", aggiunge il leader M5s.
Ma nel mirino delle opposizioni, oltre a Piantedosi, torna anche il ministro Nordio, complice anche il deferimento dell'Italia alla Corte Penale Internazionale, per non aver accolto la richiesta di collaborazione sul caso Almasri. "Nordio e Piantedosi dovrebbero subito andare a fare compagnia a Delmastro e Bartolozzi", dice Nicola Fratoianni di Avs. Un pressing che si fa sempre più serrato e che parrebbe finalizzato a ottenere uno showdown da parte del governo che possa portare a elezioni anticipate.
La frenata del Partito Democratico sulle primarie
I leader del centrosinistra continuano a dirsi certi di riuscire a farsi trovare pronti in caso di urne. Ma i segnali che arrivano dai partiti sono dissonanti. Nel Partito Democratico, ad esempio, sono in molti a frenare rispetto alla prospettiva di "precipitare" verso le primarie. E questo per almeno due ragioni. La prima è che una competizione di Schlein contro Conte avrebbe come effetto quello di far riemergere le distanze tra i partiti che i leader stanno cercando di comporre, a partire dall'iniziativa sulla politica estera ospitata domenica scorsa da Più Europa. La seconda ragione è che, vinca l'una o vinca l'altro, uno dei due partiti ne uscirebbe 'azzoppato' e con una leadership da ricostruire.
A dichiararsi apertamente contro il dibattito sulle primarie sono Goffredo Bettini e Andrea Orlando, per i quali si tratta di un discorso "prematuro" e "divisivo". Per questo Bettini chiede di togliere il dossier dal tavolo e di concentrarsi nel lavorare ai fianchi Giorgia Meloni e il suo governo: "Occorre agire da subito, insieme, come opposizione al governo Meloni, che allo stato attuale resta. Neanche per un attimo si può allentare la presa", avverte l'esponente Pd. La pensa allo stesso modo Andrea Orlando, per il quale è "un po' un errore precipitare subito la discussione sulle primarie". Un discorso che si allaccia alla vittoria del referendum, da non "trasferire automaticamente nel campo politico".
Alternative alle primarie e il nodo della legge elettorale
Le alternative alle primarie, a sondare fonti del Pd, sarebbero sostanzialmente due. La prima, che faccia il leader del campo largo chi guida il partito maggioritario nella coalizione. Ma qui si inserisce il nodo della legge elettorale. Perché, se dovesse passare il modello proposto del centrodestra, con la dichiarazione del premier al momento del deposito delle liste, sarebbe necessario accordarsi prima, e non solo sul programma. Ecco, allora, la seconda strada: sedersi attorno a un tavolo e accordarsi su programma, candidato premier e squadra di governo. Una soluzione che i Cinque Stelle hanno già mostrato di volere evitare in nome della trasparenza.
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