Popolare di Bari, batosta da 122 milioni, vittoria per i risparmiatori lucani
- Postato il 27 gennaio 2026
- Banca Popolare Di Bari
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Popolare di Bari, batosta da 122 milioni, vittoria per i risparmiatori lucani

Crac Popolare di Bari, il Tribunale condanna gli ex vertici a risarcire 122 milioni di euro. Federconsumatori Basilicata: «Passo avanti per migliaia di lucani traditi». Dopo il crac in migliaia persero somme investite o messe da parte per anni. In Basilicata scatta la mobilitazione per trasformare la sentenza in ristori concreti per le famiglie
Una batosta milionaria si abbatte sugli ex vertici della Banca popolare di Bari che avrebbero gestito per anni l’istituto di credito in modo “diseconomico” e “imprudente” fino a causarne il dissesto. Per questo, dovranno risarcire con circa 122 milioni di euro Banca del Mezzogiorno (BdM Banca), l’istituto nato dalle ceneri dell’ex Pop Bari e società per azioni che fa parte del gruppo Medio Credito Centrale.
POPOLARE DI BARI, RISARCIMENTI DA CIRCA 122 MILIONI DI EURO
Lo ha deciso il Tribunale civile di Bari. «Una decisione che rappresenta un primo, importante passo verso il riconoscimento delle responsabilità e dei diritti calpestati di migliaia di cittadini, molti dei quali lucani, che hanno visto svanire i risparmi di una vita – spiega Federconsumatori Basilicata a difesa di gran parte dei correntisti lucani dell’istituto – Da anni denunciamo le gravi irregolarità nella gestione dell’istituto bancario, che ha venduto titoli ad alto rischio a piccoli risparmiatori, spesso senza fornire adeguata informazione e trasparenza. Le condanne civili confermano quanto da tempo sosteniamo: non si è trattato di semplici errori, ma di una sistematica violazione dei principi di correttezza e tutela del cliente».
LA STORIA DELLA BANCA POPOLARE DI BARI
Per oltre 50 anni, ricostruisce la sentenza, la Banca Popolare di Bari è cresciuta e si è affermata, diventando il primo gruppo del Mezzogiorno. Il castello creato da Luigi Jacobini nel 1960, però, ha iniziato a scricchiolare nel 2012 e si è definitivamente sfaldato nel 2019, dopo che la Banca d’Italia, a seguito di un’ispezione, sciolse gli organi di amministrazione e controllo della Pop Bari e sottopose l’istituto ad amministrazione straordinaria. La banca, nel 2018, aveva chiuso i bilanci individuale e consolidato con perdite di 432 e 420 milioni, dati «riconducibili a una pregressa gestione diseconomica», a un «circolo vizioso alimentato da perdite o modesti risultati economici e scarsa patrimonializzazione», determinato «dai risultati economici di una lunga serie di anni» a cui «hanno fatto seguito esercizi (2016 e 2017) pressoché privi di redditività, se non addirittura in perdita economica».
Le parole sono quelle dei giudici della sezione imprese del Tribunale di Bari, che hanno condannato gli ex vertici della banca, tre ex sindaci e la società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC) a risarcire Bdm.
LE OPERAZIONI SOTTO ACCUSA DI MARCO E GIANLUCA JACOBINI
A pagare saranno l’ex presidente Marco Jacobini, il figlio ed ex vicedirettore generale Gianluca e altri 11 ex amministratori. I due Jacobini, secondo quanto stabilito dai giudici, potranno rispondere per una somma fino a 109 milioni. Sono diverse le operazioni sotto accusa, la più importante delle quali è quella legata al gruppo Maiora, esposta con la banca per 160 milioni. Un indebitamento, per i giudici, causato dalla responsabilità esclusiva degli Jacobini e dell’ex ad Giorgio Papa, responsabili di «distorsioni informative e dell’occultamento dei dati» ai consiglieri non esecutivi.
A causa del crac della Pop Bari, migliaia di azionisti e risparmiatori persero somme investite o messe da parte per anni.
RISARCIMENTI BANCA POPOLARE DI BARI, LE REAZIONI
La sentenza, per le associazioni AssoAzionistiBpb e Comitato indipendente azionisti BPB, «conferma ancora una volta il diritto dei 70mila soci a essere ristorati». Per l’Unione nazionale Consumatori, «quei 120 milioni, un vero e proprio tesoretto, devono andare agli azionisti» e «devono tradursi in un ristoro concreto per chi ha subito l’azzeramento dei risparmi di tutta una vita». Il Codacons sottolinea come «la sentenza rafforza in modo significativo la posizione dei risparmiatori, aprendo la strada ad azioni risarcitorie sempre più incisive».
«È IL MOMENTO DI PASSARE DALLE SENTENZE AI FATTI»
«Tuttavia, non possiamo accontentarci. È il momento di passare dalle sentenze ai fatti – sottolinea ancora Federconsumatori Basilicata – Chiediamo l’istituzione di un fondo di garanzia pubblico per i risparmiatori traditi».
Il Quotidiano del Sud.
Popolare di Bari, batosta da 122 milioni, vittoria per i risparmiatori lucani