Polistena, medico si dimette da Ortopedia

Il Quotidiano del Sud
Polistena, medico si dimette da Ortopedia

All’ospedale di Polistena un medico lascia l’Ortopedia. Reparto in crisi e turni insostenibili, sospeso il servizio notturno di urgenze


POLISTENA – Un medico dell’unità di Ortopedia dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi ha presentato le dimissioni. La notizia, in sé, non avrebbe nulla di straordinario, se non fosse che arriva da un reparto che da tempo lavora in condizioni di evidente affanno e in un ospedale che rappresenta un presidio essenziale per un’area vasta come la Piana di Gioia Tauro.

MEDICO DI ORTOPEDIA LASCIA L’OSPEDALE, UN ADDIO CHE PESA


Qui, ogni rinuncia pesa più che altrove, perché le dimissioni non raccontano solo una scelta professionale, ma mettono a nudo una fatica strutturale. L’Ortopedia di Polistena opera da tempo in condizioni di evidente affanno, tanto che è stata disposta la sospensione temporanea del servizio di pronta disponibilità ortopedica notturna. Dalle ore 20 alle 8, l’attività è infatti interrotta e le urgenze ortopedico-traumatologiche vengono indirizzate all’ospedale di Locri.

LE CRISI E DIFFICOLTÀ NELLA STRUTTURA DEL PRONTO SOCCORSO DI POLISTENA


Durante le ore diurne, il Pronto soccorso di Polistena continua a farsi carico dei pazienti che non necessitano di interventi urgenti, mentre i casi più complessi vengono gestiti secondo disponibilità specialistiche. È un equilibrio fragile, retto su organici ridotti, turni difficili da coprire e una pressione costante che si riflette sul lavoro quotidiano dei professionisti rimasti. C’è però un elemento che impedisce di archiviare questa vicenda come un epilogo già scritto.

AFFRONTARE LE CRITICITÀ EMERSE

Per i prossimi due mesi, infatti, il medico risulta ancora formalmente dipendente. Un dato che apre uno spazio, breve ma concreto, in cui la storia può ancora cambiare direzione. Non si tratta di un dettaglio procedurale, ma di un tempo che potrebbe essere utilizzato per affrontare le criticità emerse e provare a dare risposte che vadano oltre l’emergenza. Le motivazioni non sono note, ma il quadro in cui questa scelta prende forma è sotto gli occhi di tutti: turni massacranti, carichi di lavoro prolungati, una pressione costante che alla lunga logora anche i professionisti più motivati.

MEDICO ORTOPEDICO CHE LASCIA, MARGINI DI TRATTATIVA

La speranza, allora, è che questi due mesi non siano solo il conto alla rovescia verso una perdita annunciata, ma un’occasione per intervenire sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive organizzative del reparto. Perché una sanità che sospende i servizi notturni e perde i suoi medici senza interrogarsi sulle cause è una sanità che arretra. E ogni arretramento ha un costo che pagano tutti.

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