Poco personale nei commissariati, il Siap intende portare i numeri al prefetto e avviare azioni di tutela dei poliziotti carichi di lavoro
- Postato il 2 aprile 2025
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- Di Genova24
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Genova. Il Siap denuncia una “gravissima emergenza dei commissariati di polizia della provincia di Genova, aggravata da una cronica carenza di personale che sta mettendo a rischio il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini”.
Di fronte a questa situazione il Siap intende portare i dati ufficiali al prefetto e chiedere interventi urgenti; avviare un’azione di tutela legale per difendere i poliziotti dal sovraccarico di lavoro e dal rischio professionale; denunciare la scelta della questura di Genova di ignorare il protocollo di garanzia, che avrebbe migliorato le condizioni di servizio.
Il sindacato ha raccolto i dati ufficiali forniti dall’Amministrazione, che confermano una situazione definita insostenibile. “Questi dati saranno portati al prefetto, che ha un ruolo fondamentale nel coordinamento della sicurezza pubblica, e che a breve incontreremo per chiedere interventi urgenti”.
Di fronte a questa realtà, il Siap annuncia l’avvio di un’azione di tutela legale per “la professionalità dei poliziotti, esposti a carichi di lavoro eccessivi e a un rischio professionale inaccettabile”.
Secondo il segretario Roberto Traverso “Per più di dieci anni la sicurezza a Genova è stata trascurata da chi ha governato la città. Le politiche adottate dalle amministrazioni precedenti non hanno mai messo in campo un progetto strutturale di sicurezza, trascurando le necessità dei commissariati e dei presidi di polizia. In questo scenario, i commissariati sono stati lasciati senza adeguato personale e senza risorse, esponendo la città a rischi crescenti. Oggi, finalmente, vediamo un cambiamento positivo: la candidata sindaco Silvia Salis ha messo la sicurezza al centro del suo programma, segno che le priorità stanno cambiando. Questo rappresenta una speranza, anche se la strada per una sicurezza strutturale e ben organizzata è ancora lunga”.
Per il Siap è fondamentale che la sicurezza non venga trattata come uno strumento politico del momento, ma come una questione complessa che richiede un piano integrato e strutturato. “Polizia di Stato e polizia locale devono lavorare insieme, non in competizione. Ognuna di queste forze ha competenze specifiche che vanno rispettate e valorizzate, senza creare conflitti tra i lavoratori della sicurezza”.
Traverso evidenzia che la centrale operativa unica, mai realizzata, è una grande occasione persa, nonostante la polizia di Stato operi in una struttura logistica ormai inadeguata.”I fondi del decreto Sicurezza Salvini sono stati usati per una centrale della polizia locale, che invece avrebbe potuto essere condivisa con le forze dell’ordine statali. Sarebbe stato un grandissimo passo avanti per condividere nell’ambito delle proprie competenze le proprie funzioni e anche per migliorare il servizio Nue 112 che, come noto deve essere sicuramente rivisitato e migliorato. Senza investimenti sulla sicurezza urbana si creano e si rafforzano purtroppo le condizioni per il radicamento e la criminalità organizzata che sta dilagando in particolare per lo spaccio di stupefacenti e tutti i reati connessi a tale gravissimo fenomeno”.
La mappa e i numeri
La città di Genova, suddivisa in 9 Municipi, ha una popolazione complessiva di circa 590.000 abitanti.
Ecco la suddivisione territoriale e il numero di residenti per ogni Municipio:
• Municipio I – Genova Centro Est: 89.528 abitanti
• Municipio II – Genova Centro Ovest: 64.501 abitanti
• Municipio III – Genova Bassa Val Bisagno: 73.900 abitanti
• Municipio IV – Genova Media Val Bisagno: 55.400 abitanti
• Municipio V – Genova Val Polcevera: 60.504 abitanti
• Municipio VI – Genova Medio Ponente: 59.702 abitanti
• Municipio VII – Genova Ponente: 58.826 abitanti
• Municipio VIII – Genova Medio Levante: 59.200 abitanti
• Municipio IX – Genova Levante: 62.756 abitanti
A Genova sono presenti sette commissariati, che dovrebbero garantire la sicurezza su tutto il territorio. Tuttavia, i numeri parlano chiaro: il personale è del tutto insufficiente.
Ecco il dettaglio degli organici attuali, aggiornati al 31 marzo 2025:
• Commissariato Centro: 55 operatori
• Commissariato Prè: 39 operatori
• Commissariato Cornigliano: 42 operatori
• Commissariato Sestri Ponente: 36 operatori
• Commissariato San Fruttuoso: 43 operatori
• Commissariato Foce Sturla: 29 operatori
• Commissariato Nervi: 25 operatori
Questi commissariati coprono vaste aree con centinaia di migliaia di residenti:
• Cornigliano e Sestri Ponente (Municipi VI e VII) → circa 180.000 abitanti
• Centro e Prè (Municipi I e II) → circa 155.000 abitanti
• San Fruttuoso (Municipi III e IV) → circa 130.000 abitanti
• Foce Sturla e Nervi (Municipi VIII e IX) → circa 123.000 abitanti
Nel Tigullio solo due commissariati
Nel Tigullio sono presenti solo due Commissariati, che devono far fronte a un’area vastissima:
Commissariato di Rapallo
• Residenti in inverno: 30.000
• Residenti in estate: fino a 90.000
• Personale in servizio: 43 operatori
Commissariato di Chiavari
• Residenti in inverno: 28.000
• Residenti in estate: fino a 84.000
• Personale in servizio: 45 operatori
Ogni commissariato svolge le stesse funzioni di una mini-Questura, garantendo servizi fondamentali come: volanti per il controllo del territorio, ufficio denunce, ufficio passaporti, ufficio licenze armi, squadra di polizia giudiziaria, attività investigativa e di prevenzione, vigilanza e difesa passiva (almeno 5 unità al giorno).
“Nonostante l’evidente crisi − dice Traverso − la questura di Genova ha scelto di ignorare la proposta di protocollo di garanzia avanzata dal Siap, da utilizzare nei giorni in cui a causa di sovraccarichi di lavoro eccezionali il numero del personale a disposizione nei 9 commissariati della provincia di Genova non è sufficiente a garantire l’efficacia del servizio e la sua sicurezza. Protocollo che avrebbe tutelato la sicurezza dei poliziotti e garantito una migliore gestione dei servizi, visto che prevede misure precise per assicurare, per esempio: chiusura degli uffici denunce nei commissariati nei giorni della settimana in cui il personale assegnato è insufficiente, senza attingere da altri settori; copertura delle squadre volanti senza compromettere la sicurezza di altri settori operativi; gestione dei codici rossi solo con personale qualificato e con un coinvolgimento della procura prima di imporre turnazioni forzate; servizi di vigilanza con contatto diretto con il pubblico sempre con almeno due operatori, per evitare di esporre i poliziotti a rischi inutili”.
Il questore, pur riconoscendo l’importanza di questa proposta, ha scelto di non assumerla come impegno concreto, lasciando i poliziotti se garanzie e scaricando su di loro il peso delle carenze organizzative, riferisce il Siap. Il questore, per ottenere la firma di quegli accordi, si è fatto sostenere da una risicata maggioranza sindacale del 59%. “Una scelta che ci ha deluso, vista comunque la stima che nutriamo nei confronti di un questore che, fin dal suo arrivo, ha cercato di restituire autorevolezza alla polizia di Stato arginando le bramosie di una gestione non coordinata messa in campo dal sindaco Bucci. Tuttavia, la decisione di andare avanti a colpi di maggioranza risicata è stata un grave errore, che chiaramente ci vedrà impegnati per tutelare fino in fondo la categoria”.