Pochi soldi e nessun botto. Si chiude il calciomercato invernale: Juve e Milan si “accontentano”, assente l’Inter
- Postato il 3 febbraio 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Non è mai facile commentare il calciomercato invernale. Figuriamoci farlo. Soprattutto quando i soldi sono pochi e, a questo, si aggiungono i blocchi di mercato che nemmeno si pensava sarebbero arrivati. Basti chiedere al Napoli, per avere conferma: ha liquidità il club campione d’Italia di De Laurentiis, ma per una questione di ammortamenti del bilancio, il costo del lavoro allargato (il lordo, cioè, degli stipendi di tutta la prima squadra, staff incluso) supera quello dei ricavi. Tradotto? Operazioni solo in prestito, che devono essere creative. E quindi eccoli, Giovane e Alisson. Prestiti dall’onere alto, resi possibili grazie alle cessioni di Lucca e Lang (che gravavano sul bilancio ma soprattutto sul rendimento della squadra), con diritti di riscatto a bonus tutti da confermare la prossima estate. Ma al di là del Napoli, il mercato di gennaio è stato difficile. Più difficile del previsto. I botti? Solo quelli di capodanno…
Perché grandi acquisti, va detto, non ce ne sono stati. Sorpassi e controsorpassi sì, ma quelli sono abbastanza all’ordine del giorno. Il più avvincente è stato quello dell’Atalanta, che ha spiazzato tutti con l’acquisto di Raspadori. L’ex Napoli sembrava a un bivio: Roma da un lato (la più avanti), proprio il Napoli dall’altro. Alla fine hanno vinto i nerazzurri, che rispetto alle altre candidate hanno preso l’attaccante a titolo definitivo, accontentando sia lui (che non voleva sentirsi di passaggio), sia l’Atletico, che ha evitato la minusvalenza dopo soli sei mesi dall’acquisto. Quello dei Percassi è stato il blitz più sorprendente e vincente, dettato dal fatto che probabilmente già sapevano che Lookman, alla fine, sarebbe partito (che sarebbe andato proprio a Madrid, però, non si poteva proprio prevedere). Conti a posto e un giocatore da rilanciare anche in ottica Mondiale, senza dimenticare che con Scamacca al Sassuolo fece benissimo.
Le altre? Hanno aspettato. E hanno anche preso, per carità. Ma senza riuscire davvero ad accendere le fantasie dei tifosi. Forse ce l’ha fatta un po’ di più la Roma, che ha fatto arrivare Malen per cui Gasperini stravede, Zaragoza (anche lui richiesto dall’allenatore) e il giovane ma molto interessante Robinio Vaz dal Marsiglia. Del Napoli si è già detto. Compreso, velatamente, il fatto che sia stato sconfessata buona parte del mercato estivo: via Lucca, Lang e Marianucci.
Il Milan ha provato a sorprendere tutti con Mateta ma alla fine si è dovuto ‘accontentare’ del solo Fullkrug. Il tedesco è arrivato benissimo e si è integrato alla grande, sia chiaro. Ma il francese sembrava un acquisto per il presente e il futuro, non fosse stato per quel ginocchio che non convinceva e che dopo i supplementi di visite mediche ha fatto stoppare all’ultimo le trattative. Probabilmente ricordandosi anche tutti i dubbi che, questa estate, avevano portato a interrompere l’acquisto ormai definito di Boniface dall’Eintracht.
Manca il colpo, come è mancato alla Juve, che cercava un attaccante e si è trovata, a sorpresa, con un vice Yildiz come Boga e un esterno come Holm (arrivato dal Bologna al posto del deludente Joao Mario). Kolo Muani, alla fine, non è tornato nonostante avesse provato a far capire al Tottenham quanto avrebbe preferito un trasferimento in bianconero. E soprattutto non è arrivato Zirkzee, che volevano un po’ tutti ma è rimasto allo United, di nuovo.
L’olandese è stato l’oggetto del desiderio di Juve, Napoli e, di nuovo, Roma, ma tempistiche e costi gli hanno remato contro. E a proposito, quello che doveva sembrare il mercato delle punte (con anche Ferguson e Dovbyk in uscita) si è dimostrato essere quello delle mezze punte o degli esterni offensivi. Perché gli attaccanti costano, e in un mercato senza tanti soldi non è facile riuscire ad arrivarci. Meglio cambiare, quindi, con buona pace di allenatori e tifosi che forse si sarebbero aspettati qualcosa di più. Ma ora si tira una riga e si ricomincia. Fino al prossimo giugno.
Non aveva bisogno di attaccanti l’Inter, che come spesso capita da anni si muove solo se arriva l’occasione giusta. Non è successo quest’anno, non fosse per il giovanissimo Jakirovic. Ma la classifica parla da sé: i colpi arriveranno in estate. Quando i nerazzurri daranno via a una grandissima opera di rinnovamento. Anche se numericamente e qualitativamente c’erano tre potenziali operazioni da fare: un portiere, un difensore, un esterno.
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