I pinguini stanno cambiando calendario. In un'Antartide che si scalda a velocità doppia rispetto al resto del mondo, la sopravvivenza è diventata una corsa contro il tempo. Non è solo il ghiaccio a sparire: a cambiare sono i ritmi biologici stessi di questi animali.
Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Animal Ecology, l'anticipo della stagione calda sta costringendo intere colonie a stravolgere il momento dell'accoppiamento, anticipandolo di giorni o addirittura settimane nel tentativo disperato di adattarsi a un ecosistema che non riconoscono più.. Il "grande fratello" dell'Antartide. Per capire come stia cambiando la vita dei pinguini, i ricercatori hanno messo in campo un'operazione di monitoraggio senza precedenti. Dal 2012, una rete di 77 telecamere ad alta tecnologia è stata installata tra la Penisola Antartica e le isole vicine, sorvegliando h24 ben 37 colonie diverse. Lo studio, durato dieci anni e focalizzato su tre specie chiave (i pinguini di Adelia, i pigoscelidi antartici e i Papua), ha richiesto quattro anni di analisi dati prima di arrivare alla pubblicazione. Il risultato è una fotografia spaventosa dei cambiamenti in atto nel continente bianco.. Maledetta primavera. I dati rivelano un'anomalia climatica scioccante: le zone scelte dai pinguini per nidificare si stanno scaldando a una velocità folle, circa 0.3 °C all'anno, ovvero quattro volte più rapidamente rispetto alla media del resto dell'Antartide ("soli" 0.07 °C).
Questa "primavera precoce" sta forzando gli uccelli a una scelta obbligata: anticipare la stagione riproduttiva. I pinguini stanno cercando di sincronizzare la nascita dei piccoli con la nuova disponibilità di cibo, ma questa accelerazione forzata dei ritmi biologici mette a rischio il delicato equilibrio delle colonie e il futuro della specie.. Chi vince e chi perde. Lo studio mette in evidenza come l'anticipo della stagione riproduttiva dei pinguini sia da record: i Papua, per esempio, hanno spostato l'orologio indietro di 13 giorni di media, con alcune colonie che iniziano a "lavorare" addirittura 24 giorni prima di quanto facessero 10 anni fa. I pinguini di Adelia, invece, hanno anticipato i tempi di "solo" 10 giorni, come hanno fatto i pigoscelidi antartici: le tre specie stanno quindi, per così dire, riorganizzando i rispettivi calendari.
Il problema più grosso è che non tutti i pinguini reagiscono allo stesso modo al caldo. I pinguini Papua mangiano pesci, calamari, granchi e altre prede che rimangono relativamente abbondanti anche con un'Antartide più calda: la conseguenza è che, delle tre specie, sono l'unica che sta aumentando il numero delle proprie colonie. Le altre due specie, specializzate invece in prede "glaciali", hanno sempre meno cibo, e dunque meno colonie: nel loro caso, il caldo coincide con un declino rapidissimo..