Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Peste Suina, l’allarme di Osa: “Continua a diffondersi: bisogna mettere in discussione le politiche basate sui fucili”

  • Postato il 9 giugno 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
Peste Suina, l’allarme di Osa: “Continua a diffondersi: bisogna mettere in discussione le politiche basate sui fucili”

Liguria. “I tredici casi di Peste Suina Africana (PSA) recentemente accertati in Liguria, di cui nove nel savonese – sette a Piana Crixia e due a Varazze – dimostrano che le strategie adottate finora non stanno producendo i risultati attesi”.

Lo affermano il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) che “ritengono necessario aprire una seria riflessione sull’efficacia delle politiche che continuano a fare largo affidamento sugli abbattimenti e sulle attività venatorie come strumenti di contenimento del virus”.

“Numerosi esperti e studi scientifici hanno evidenziato come il disturbo provocato dalla pressione venatoria possa aumentare gli spostamenti dei cinghiali sul territorio, con il rischio di favorire la dispersione degli animali e, di conseguenza, la diffusione della malattia. Per questo motivo appare legittimo interrogarsi sull’opportunità di continuare a puntare prevalentemente su misure che, a distanza di anni dall’inizio dell’emergenza, non sembrano aver portato alla risoluzione del problema”.

“La caccia non elimina il virus. La PSA è una malattia complessa che richiede interventi coordinati, rigorosi e fondati sulle evidenze scientifiche. In diversi contesti europei, il contenimento dell’epidemia è stato perseguito attraverso un insieme di strumenti che comprendono il controllo della mobilità degli animali, la gestione delle carcasse, la biosicurezza e, in determinate situazioni, limitazioni alle attività che possono aumentare gli spostamenti della fauna selvatica”.

“La PSA provoca sofferenze gravissime agli animali colpiti, con tassi di mortalità estremamente elevati. Per questo PAI e OSA chiedono alle istituzioni di investire maggiormente in prevenzione, monitoraggio, recinzioni efficaci, ricerca scientifica e strategie non cruente, abbandonando la convinzione che il problema possa essere risolto semplicemente aumentando il numero degli abbattimenti”.

“Ogni giorno che passa senza un cambio di passo comporta nuovi contagi, nuove sofferenze animali, costi economici crescenti e un ulteriore aggravamento dell’emergenza. I cittadini hanno il diritto di sapere quali risultati concreti abbiano prodotto le misure adottate finora e di pretendere che le risorse pubbliche vengano impiegate nelle soluzioni più efficaci”.

“La Peste Suina Africana non è soltanto un’emergenza veterinaria: è anche una questione di responsabilità politica, trasparenza amministrativa e capacità di assumere decisioni basate sui dati anziché sulle consuetudini. Quando un’emergenza persiste nonostante anni di interventi, il dovere delle istituzioni non è perseverare negli stessi errori, ma avere il coraggio di rivedere le proprie strategie”.

PAI e OSA ritengono che “continuare a considerare il fucile come la risposta principale a una crisi sanitaria complessa significhi ignorare le criticità emerse in questi anni. La vera sfida non è abbattere più animali, ma fermare il virus. E se il virus continua a circolare, è doveroso chiedersi se la strada intrapresa sia davvero quella giusta. Solo un confronto trasparente, fondato sulla scienza e libero da interessi ideologici o venatori, può portare a soluzioni efficaci e durature per la tutela degli animali, del territorio e della salute pubblica”.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti