Perquisizione dell’anticorruzione a casa del capo di gabinetto di Zelensky: il presidente ucraino costretto a far dimettere il fedelissimo Yermak

  • Postato il 29 novembre 2025
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Volodymyr Zelensky perde pezzi nell’ora più difficile dei negoziati e resetta l’ufficio presidenziale. Venerdì sera il presidente ucraino ha annunciato le dimissioni del suo onnipotente capo di gabinetto, Andrii Yermak, la cui residenza era stata perquisita nella mattinata dagli investigatori anticorruzione. Le perquisizioni che probabilmente hanno riguardato anche gli uffici di presidenza, sono arrivate mentre Kiev è sotto la pressione degli Stati Uniti per la firma di un accordo di pace con la Russia che, nel frattempo, non perde occasione di ribadire che “stiamo trattando solo con Washington”. E così il presidente ucraino ha dovuto rimescolare velocemente le carte.

“Non voglio che nessuno metta in discussione l’Ucraina ed è per questo che abbiamo preso le decisioni odierne”, ha detto Zelensky. Nel suo discorso serale ha poi annunciato che avrebbe “resettato” l’ufficio presidenziale, ha annunciato che Yermak aveva rassegnato le dimissioni e che sabato avrebbe avviato le consultazioni per nominare un nuovo capo di gabinetto. Il nome di Yermak, poi, non figurava nell’elenco dei funzionari che, secondo Zelensky, avrebbero composto la delegazione ucraina per il prossimo round di negoziati con gli Stati Uniti. La delegazione sarà ora guidata congiuntamente da Andrii Hnatov, capo delle forze armate ucraine, Andrii Sybiha, ministro degli Esteri ucraino, e Rustem Umerov, capo del Consiglio di sicurezza ucraino, ha affermato Zelenskyy. I negoziati avranno luogo “presto” .

L’interessato, che pure dice di essersi messo collaborativamente a disposizione degli investigatori, sostiene però di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia e quindi di non essere il target degli investigatori che gli hanno perquisito la casa. Le agenzie invece confermano che l’obiettivo dell’indagine è proprio lui. Fatto sta che man mano che passavano le ore sono maturate le dimissioni.

Le perquisizioni arrivano in coda all’indagine Mida su uno scandalo di corruzione nel settore energetico da 100 milioni di dollari che coinvolge alti funzionari ucraini e che ha dominato i titoli dei giornali nazionali nelle ultime settimane. In un contesto in cui l’Unione Europea ritiene che la lotta alla corruzione sia fondamentale per l’adesione dell’Ucraina all’UE.

Yermak è stato il principale negoziatore dell’Ucraina nei colloqui di pace con la Russia e gli Stati Uniti. Le perquisizioni senza precedenti nel cuore del governo ucraino arrivano in un momento molto delicato per Kiev e non è chiaro dove si trovassero Zelenskyy e Yermak al momento dell’irruzione mattutina. “Gli investigatori non stanno incontrando alcun ostacolo”, ha scritto Yermak su Telegram.

Non è chiaro se e come le perquisizioni siano collegate al caso Mida e Anton Tatarnikov, il portavoce dell’ufficio nazionale anticorruzione NABU, ha rifiutato di commentare, citando restrizioni legali sulla divulgazione di dettagli relativi a un’indagine in corso. Intanto il portavoce della Commissione europea, Guillaume Mercier, ha dichiarato alla radio locale ucraina Radio Svoboda che da Bruxelles stanno seguendo da vicino gli sviluppi e che le perquisizioni dimostrano che le agenzie anticorruzione ucraine stanno lavorando.

Gli investigatori sospettano che la mente del complotto sia Tymur Mindich, un tempo socio in affari di Zelensky. Mindich è fuggito dal Paese e qualsiasi procedimento penale a suo carico sarà probabilmente condotto in contumacia. A causa dello scandalo si sono già dimessi due ministri di spicco del governo. Due ex vice di Yermak, Oleh Tatarov e Rostyslav Shurma, hanno lasciato il governo nel 2024 dopo che le autorità di controllo hanno indagato su di loro per irregolarità finanziarie. Un terzo vice, Andrii Smyrnov, è stato indagato per corruzione e altre irregolarità, ma ha continuato a lavorare per Yermak

Lo scandalo ha causato nuovi problemi a Zelensky, che sta cercando di ottenere il sostegno dei paesi occidentali. All’inizio di novembre il presidente ucraino ha dovuto affrontare una ribellione senza precedenti da parte dei propri parlamentari, dopo che gli investigatori hanno reso pubblici i dettagli delle indagini sul settore energetico. Sebbene Yermak non sia stato accusato di alcun illecito, diversi parlamentari di alto rango del partito di Zelensky hanno affermato che il capo di gabinetto avrebbe dovuto assumersi la responsabilità della debacle per ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica. Alcuni hanno affermato che se Zelensky non lo avesse licenziato, il partito avrebbe potuto dividersi, mettendo a rischio la maggioranza parlamentare del presidente. Ma Zelensky li ha sfidati esortando gli ucraini a unirsi e a “smettere i giochi politici”, alla luce delle pressioni degli Stati Uniti per raggiungere un accordo con la Russia.

Del resto il rapporto tra Yermak e Zelensky dura da oltre 15 anni, quando il primo era un avvocato che si stava cimentando nel mondo della produzione televisiva e il secondo era un famoso comico e attore ucraino. Ha supervisionato gli affari esteri come membro della prima squadra presidenziale di Zelensky ed è stato promosso a capo di gabinetto nel febbraio 2020. Yermak ha accompagnato Zelensky in ogni viaggio all’estero dall’invasione russa nel febbraio 2022 e la fiducia in lui del presidente ha reso il potere di Yermak quasi intoccabile. A livello nazionale, i funzionari lo descrivono come il guardiano di Zelensky e si pensa che abbia scelto tutti i vertici del governo, compresi i primi ministri e i ministri.

Il capo della commissione parlamentare anticorruzione ucraina, Anastasiia Radina, ha dichiarato sui social media che le dimissioni di Yermak sono arrivate “meglio tardi che mai”. Mykyta Porturaev, un parlamentare del partito di Zelensky che la scorsa settimana aveva chiesto le dimissioni di Yermak e la formazione di un governo trasversale, ha affermato che il raid anticorruzione ha aggravato la crisi politica ucraina.

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