“Performare a tutti i costi? Ammetto di non saper volare. I miei figlioli Masno e Duccio sono il panorama più bello che potessi mai vedere”: parla Enrico Nigiotti

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Musica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Festival di Sanremo numero quattro. È un bel traguardo quello raggiunto da Enrico Nigiotti che ritorna al Festival per presentare “Ogni volta che non so volare”. La canzone farà parte del suo sesto album in studio, che si intitolerà “Maledetti Innamorati” – prodotto da Juli, Celo ed Enrico Brun – e verrà pubblicato il 13 marzo. Il nuovo disco raccoglie 11 canzoni. All’interno della tracklist “L’amore è / L’amore va”, l’unico pezzo con un ospite del disco: Olly. Prima di salire sul palco dell’Ariston, Enrico Nigiotti porta la sua musica nei teatri italiani con “Maledetti Innamorati”, un tour sold out e prodotto da A1 Concerti, che si concluderà il 5 febbraio.

È il tuo quarto Sanremo, quanto è cambiato Nigiotti dall’ultima partecipazione del 2020 con “Baciami Adesso”?
Sono cambiato come, come diceva Eraclito, “non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume”. Quindi sono cambiato come l’acqua di un fiume, ma sono sempre lo stesso. Sono felice, sono successe tante cose in questi anni, brutte, ma anche cose bellissime. Quindi sulle mie spalle ho più bagaglio, ho più vita addosso, ho assaggiato più vita e dentro sia il pezzo di Sanremo che al mio album, c’è vita nuova.

Qual è il messaggio di “Ogni volta che non so volare”?
È un flusso di coscienza che attraversa non solo la mia vita, ma anche la vita un po’ di tutti.Viviamo in un momento dove performare sembra essere l’unica maniera per esistere. Non solo nella musica, ma in tutti gli ambiti sembra quasi che devi avere per forza successo. In realtà ‘io non so volare’, è bello ammetterlo. Ma soprattutto è bello anche cadere e poi riuscire a rialzarsi, anche perché in quei momenti lì riesci a capire chi veramente ti sta accanto. Viviamo in un momento in cui è tutto un ‘fratello, brò’, ma poi alla fine le vere amicizie, gli amori veri, insomma le persone che ti fanno star bene, che ci sono e ci saranno sempre, si contano sulle dita di una mano.

Tra le collaborazioni spicca quella con Olly, che ha vinto lo scorso anno. Vi siete sentiti? Cosa ti ha consigliato?
C’è stima con Olly, che tra altre cose, è l’unico ospite del mio nuovo disco ‘Maledetti innamorati” nel brano “L’amore è / L’amore va”. Ci siamo conosciuti con Juli a un tavolino con del vino. Così è nata la collaborazione sia nel suo album e adesso nel mio con un mash-up di due canzoni. Lui è sempre stato molto carino con me, mi ha subito videochiamato quando ha saputo che ero nel cast di Sanremo. In un mondo come quello della musica, nello showbusiness, dove tanti rapporti sono più di circostanza, sono felice di aver trovato due amici, due fratelli. Sono persone che ci saranno sempre, come io ci sarò sempre per loro.

In questi 4 anni ci sono stati momenti difficili e belli. Vuoi raccontarci un momento difficile che hai dovuto affrontare e il primo momento bello che ti viene in mente?
Uno dei momenti più difficili della mia vita si riallaccia alla paura di non riuscire a vivere musica, ma anche quando ho cominciato a intraprendere questo ‘cammino’, ci sono stati tanti periodi in cui avevo paura di non riuscire a continuare. Ci sono stati momenti in cui c’era poca fiducia nei miei confronti da parte di tante persone che avevo attorno. Il momento più bello è il 13 marzo del 2023 quando sono nati Masno e Duccio, i miei figlioli, che sono il panorama più bello che potessi mai vedere

Ci racconti la scelta della cover e della collaborazione con Alfa per Sanremo 2026?
Ormai diciamo che con i genovesi c’è un bel rapporto (ride, ndr). Alfa l’ho conosciuto un anno e mezzo fa perché mi aveva chiamato il suo produttore per fare una piccola session in studio, insieme. Da lì ci siamo conosciuti e ‘presi bene’, come dicono i giovani. Ho deciso di portare come cover a Sanremo ‘En e Xanax’, che è un pezzo stupendo di Bersani, un gioiello. Mi piaceva l’idea di condividere questa cosa e unire tre generazioni: la mia, quella di Alfa e quella di Bersani. Certe canzoni, soprattutto quelle come questa, dovrebbero essere conosciute da tutti.

Chi sono i Maledetti Innamorati per Nigiotti?
Sono quelli un po’ come me, innamorati della vita, dei sogni, dell’amore, che comunque vedono il sole anche nelle giornate di pioggia. È importante non solo essere sotto al sole ma anche essere sotto la pioggia per crescere un po’ come accade nei campi in campagna. Quindi parliamo di tutti quelli che non si arrendono, sono quelli che continuano a camminare in salita e non smettono mai.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo disco?
È un disco importantissimo perché segna un po’ il mio ritorno. È un disco che parla della mia vita, ma anche della vita di tutti perché lo ripeterò all’infinito sono una persona come gli altri. Rispetto a 5 anni fa ho fatto più di un bagno nella vita.

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Il Fatto Quotidiano

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