Perché Putin guarda al partito di Vannacci

  • Postato il 14 febbraio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni
Perché Putin guarda al partito di Vannacci

Caro Direttore, consenta di svolgere alcune riflessioni riguardanti le possibili implicazioni future della scissione dalla Lega messa in atto da Vannacci. Il punto di partenza è costituito da una constatazione: Putin non ha alcuna intenzione di fare una pace ragionevole con l’Ucraina. O nella sostanza Zelensky si arrende, o continua la guerra. La conseguenza di questa scelta è quella di una guerra ibrida volta specialmente a disintegrare l’Unione Europea, sostenendo le forze più di destra che sono anche le più filo-putiniste ed esercitando il massimo di contrapposizione a quelle che sostengono in modo più coerente Zelensky e l’Ucraina. La guerra ibrida mette in campo una quantità notevole di strumenti che vanno dalla cibernetica alla cleptocrazia (acquisizione per via monetaria di leader politici, partiti, giornali, diplomatici, addirittura, come è avvenuto in Inghilterra, anche di squadre di calcio fino all’utilizzazione di Epstein). In questo quadro da parte russa c’è una grande attenzione nei confronti delle varie nazioni europee, e fra esse l’Italia.

Sembra evidente che Putin non gradisce in modo assai netto né le posizioni del presidente della Repubblica Mattarella, né quelle della premier Meloni. A sua volta il ministro degli esteri Lavrov ha espresso la sua insofferenza nei confronti del suo omologo italiano Tajani. Ciò detto è possibile che le cose siano ancora più complicate di come si sono manifestate nelle recenti sedute del Parlamento con il voto differenziato dei tre parlamentari vicini a Vannacci che hanno votato la fiducia al governo e poi contro la legge che rifinanzia l’Ucraina (stando in buona compagnia con i parlamentari del M5S, di Sinistra e Verdi). Da sempre Salvini ha manifestato la sua simpatia per Putin, e anche la sua contrarietà all’invio di armi alla Ucraina, però quando si è trattato di votate in Parlamento, egli ha dato sempre la priorità alla tenuta del governo e anche alla prevalenza su questo tema delle competenze ministeriali da parte della premier Meloni, del ministro della Difesa Crosetto e del ministro degli Esteri Tajani. Su questo punto fondamentale hanno certamente esercitato una influenza i presidenti di Regione Fontana, Zaia e Fedriga. È possibile, non certo, che nel futuro in Putin prevalga una sorta di scelta per ciò che riguarda l’Italia verso il “tanto peggio tanto meglio”.

Visto l’Atlantismo e l’Europeismo del governo Meloni meglio favorire alle prossime elezioni, attraverso la netta separazione della lista Vannacci la vittoria di un campo largo dove, a parte la minoranza dei riformisti del Pd, gli altri sull’Ucraina o sono molto tiepidi come la maggioranza del Pd guidata dalla Schlein, o sono esplicitamente filo-putinisti come Conte, o comunque contrari a qualunque sostegno militare alla Ucraina come Fratoianni e Bonelli. Il futuro ci dirà quali di queste posizioni verranno scelte dai russi. A tutto ciò va aggiunto un altro elemento: oggi l’Italia è sotto pressione da due altri punti di vista. L’Anm non perdona al governo di avere approvato una legge che conferma, anzi accentua l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ma che riduce drasticamente il potere dei 50 cacicchi (i vertici delle correnti di Anm) che da sempre esercitano il potere di vita e di morte su 9000 magistrati. Su un altro versante c’è un movimentismi che pratica in modo sistematico la guerriglia urbana concentrata contro le forze dell’ordine (pro-Pal, centri sociali, anarchici, black-bloc) che stanno usando mezzi d’attacco che possono provocare da un momento all’altro anche un morto. Solo gli ingenui e i falsi ing

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti