Più passa il tempo, più la nostra specie ruba l'habitat agli orsi. Sta accadendo con gli orsi polari e con l'orso bruno, ma c'è una sottospecie di quest'ultimo che ha imparato più delle altre a convivere con gli umani. Si tratta dell'orso marsicano, che vive in quello che oggi è il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e del quale sopravvivono appena 50 esemplari. I quali, come dimostra uno studio pubblicato su Molecular Biology and Evolution, e forse proprio per via dei loro numeri ristretti, sono più docili e placidi dei loro parenti stretti – una caratteristica che si ritrova anche nel loro DNA.. Il DNA dell'orso dell'Abruzzo. L'orso marsicano esiste come sottospecie da 2 o 3.000 anni (la data non è ancora certa), quando una prima popolazione di orso bruno si staccò da quella principale, isolandosi per migliaia di anni. Da allora, l'orso marsicano ha sviluppato caratteristiche fisiche che lo distinguono da quello bruno: è più piccolo, ha alcune sottili differenze anatomiche e soprattutto è molto più abituato a convivere con gli umani.. Convivenza. Per capire quanto la convivenza prolungata abbia cambiato l'orso marsicano, un team dell'Università di Ferrara ha analizzato i genomi di 12 esemplari di marsicano, confrontandoli con quelli dei suoi parenti che vivono in Europa, oltre a una popolazione di orsi bruni americani. La prima scoperta fatta grazie a questa analisi è anche la più prevedibile: il tasso di inbreeding (cioè di accoppiamenti tra parenti) all'interno della popolazione di orso marsicano è decisamente più alto di quelli degli altri orsi bruni.. Come sopravvivere all'agricoltura. Più interessante è il fatto che il DNA dell'orso marsicano porta evidenti i segni della selezione relativamente a certi geni collegati con la riduzione dell'aggressività: in parole povere, l'orso marsicano è ormai più docile anche geneticamente. Le cause di questa selezione sono facili da spiegare: intorno a 3.000 anni fa, nell'Italia centrale arrivò l'agricoltura, e con essa il taglio delle foreste e l'inizio della frammentazione e distruzione dell'habitat dell'orso marsicano.. Variante genetica. Gli orsi si trovarono quindi ad avere meno spazio a disposizione e a incrociare più spesso gli umani: gli esemplari più aggressivi venivano uccisi più facilmente, mentre quelli più docili venivano ignorati e riuscivano a riprodursi e a passare i loro geni.
Questo dimostra che, come ha spiegato Giorgio Bertorelle, uno degli autori dello studio, se è vero che «le interazioni uomo-animale mettono a rischio la sopravvivenza di una specie, possono anche favorire l'emergere di tratti che riducono il conflitto». Secondo gli autori, si tratta di una variante genetica che va conservata, e non "diluita", per esempio con operazioni di ripopolamento con altre sottospecie di orso bruno..