Perché le Olimpiadi sono il seme della crescita. Parla Alessandro Morelli
- Postato il 26 febbraio 2026
- Economia
- Di Formiche
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Si scrive Olimpiadi, si legge crescita e, magari, anche innovazione e, perché no, geopolitica. E comunque, Milano-Cortina insegna, quando l’Italia e gli italiani si mettono in testa di fare bene le cose, le fanno. Nei giorni in cui il governo raccoglie i dividendi, sotto forma di plauso internazionale, dei Giochi invernali appena conclusi, già si pensa alla prossima sfida: quella che mira a portare nuovamente a Roma, 80 anni dopo, le Olimpiadi estive.
Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al coordinamento della politica economica e di programmazione degli investimenti pubblici e già viceministro delle Infrastrutture incaricato di organizzare e supervisionare Milano-Cortina 2026, ha toccato questo e altri temi nel corso del suo intervento al convegno “I Giochi Olimpici tra sviluppo economico e soft power”, organizzato da Formiche nella cornice di Palazzo Wedekind.
“L’ultima Olimpiade, quella invernale, è stata un’esperienza di vita. Ho vissuto, personalmente, la costruzione di questa grande avventura. Abbiamo assistito a due settimane eccezionali, frutto di un percorso iniziato nel 2018”, ha premesso Morelli. “Questi sono stati i primi Giochi invernali diffusi nella storia, dando vita a un modello che funziona. Il lascito delle competizioni per i territori non è banale e diverso da quello che può essere l’eredità di Expo. In alcune manifestazioni, come appunto i Giochi diffusi, non c’è un luogo puntuale, ma più luoghi, con ricadute dunque ad ampio spettro”, ha spiegato Morelli. “Cito l’esempio della tanto discussa pista di bob, su cui l’opera di convincimento è stata assolutamente efficace. I territori hanno capito che grazie alle varianti connesse, era possibile arrivare a Cortina venti minuti prima. E alla fine il territorio ha compreso i benefici”.
Secondo Morelli “le Olimpiadi sono esattamente questo: un volano di crescita ma anche di progresso, nonché un acceleratore di investimenti. E non si tratta di benefici temporali, che si esauriscono con la manifestazione. Appare evidente che investimenti legati a questa o quella manifestazione ma legati alle comunità, potranno generare effetti benefici nel lungo periodo. Cito a tal proposito un dato, quello relativo alla notorietà internazionale che ci danno queste manifestazioni. In questi giorni abbiamo compreso come queste competizioni diano al Paese che li ospita una visibilità assoluta, aumentando il credito agli occhi del mondo. Le Olimpiadi sono al contempo acceleratore e vetrina internazionale”.
Parlando poi della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2040, “io ci metto l’all in“, ha spiegato Morelli. “Grazie ai Giochi di Milano-Cortina partiamo con un certo vantaggio. C’è però un tema su cui dobbiamo confrontarci: i Giochi invernali hanno funzionato perché le teste che ci hanno lavorato erano le stesse. E poi le amministrazioni, tutte, hanno collaborato, mettendosi a disposizione. Non so se questa congiuntura, quasi perfetta direi, potrebbe esserci nei prossimi anni. Vale comunque la pena sperarlo”.
A margine dell’evento il sottosegretario si è intrattenuto con Formiche.net per chiarire ulteriori aspetti circa le ricadute economiche delle Olimpiadi appena concluse. “L’eredità, secondo gli studi di molte università, supererà i 5 miliardi di euro. Ma parlare solo di soldi sarebbe riduttivo, c’è anche un’eredità, diciamo, morale e comunque di lungo periodo. I centri alpini che hanno ospitato le gare, diventeranno i centri mondiali dello sci o delle discipline invernali. Per questi territori, infatti, iniziano adesso le vere Olimpiadi, quelle in cui migliaia di turisti e amanti dello sport, decideranno di vivere questi luoghi. Questa è la grande opportunità dei Giochi, abbiamo piantato un seme e ora, piano piano, crescerà un albero. E se tra dieci anni vedremo infrastrutture vive, turismo destagionalizzato e nuovi investimenti, allora avremo centrato l’obiettivo”.