Persia e Iran: due toponimi diversi per un territorio vastissimo, usati in alternanza in varie fasi storiche e a volte indifferentemente come sinonimi.
Ma qual è la loro origine? Il sostantivo più antico, "Iran", nasce dalla locuzione aryanam shafram, cioè "il dominio degli iranici", ovvero le regioni abitate dagli "Arya", le popolazioni indoeuropee giunte nell'altopiano iranico intorno al 1000 a.C. Solo nel III secolo d.C. il nome acquistò valore politico oltre che etnico: la dinastia persiana sasanide (224-651 d.C.) chiamò infatti il proprio impero Ērānšahr ("Paese degli Iranici", in dialetto medio persiano). Dopo la conquista islamica, gli Arabi preferirono cambiare nome: non più Iran ma Fārs (dall'antico persiano Pārsa), diventato Persís in greco e Persia in latino.. Il territorio. Si trattava del nome della regione meridionale dell'Iran in cui i Persiani si erano stanziati e da cui avevano preso il loro nome: le fonti occidentali di epoca classica lo avevano usato poi per indicare tutto il territorio dell'Impero achemenide, di cui quella regione costituiva effettivamente il cuore.. Discendenze. A lungo il Paese portò il nome di Persia, nonostante qualche breve periodo di alternanza con l'altro più antico toponimo, finché, nel 1935, lo scià Reza Pahlavi chiese all'Occidente di non chiamare più il suo Paese in quel modo. E, alle porte del secondo conflitto mondiale, rispolverò "Iran" in chiave nazionalistica, per sottolineare la discendenza dagli antichi Arya e un legame con gli ariani della Germania: non per convinzioni naziste, ma per affrancarsi da britannici e sovietici, le potenze che si spartivano il controllo del suo Paese.
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