Perchè il Governo Meloni ancora non è riuscito ad approvare il Ddl sicurezza

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Politica
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Il primo ok della Camera al disegno di legge Sicurezza è datato 18 settembre 2024. Sono però passati quasi sette mesi e il testo è tornato solo ora al Senato a causa di varie ragioni tra cui le obiezioni di Mattarella. Vediamo nello specifico quali sono appunto queste obiezioni e perché il Governo non sia ancora riuscito a far approvare una delle sue leggi bandiera.

La legge è tornata a Palazzo Madama solo dallo scorso giovedì. Da quel giorno sono iniziati una serie di incontri tra gli uffici della Presidenza della Repubblica, Palazzo Chigi e i capigruppo in Parlamento di Fratelli d’Italia e Forza Italia per far approvare la legge rapidamente.

A questi incontri non è presente la Lega, la terza gamba del Governo. Il partito di Matteo Salvini resta infatti indisponibile a cambiare la norma seguendo le indicazioni del Colle, a differenza di Forza Italia ed anche di Fratelli d’Italia. Gli altri due partiti di Governo si sono anche esposti con il Quirinale avendo garantito che le modifiche ci sarebbero state.

Ddl Sicurezza, il problema delle coperture finanziarie

Dopo quasi un anno in Parlamento, al Senato si sono accorti che le coperture finanziarie sono insufficienti dato che erano previste solo per il 2024. Ora i tempi si allungheranno inevitabilmente. Serve quindi trovare le coperture ed accontentare tutti: la Lega da un lato, il Colle dall’altro.

Cosa non va del Ddl Sicurezza secondo il Capo dello Stato

Sergio Mattarella ha sempre firmato tutte le leggi proposte dal Governo Meloni senza obbiettare nulla. Anche sulla questione della separazione delle carriere proposta dal Governo Meloni ha fatto sapere di non voler mettere bocca chiedendo all’esecutivo solo di abbassare i toni nei confronti della Magistratura. Cosa ben diversa è per quanto riguarda il Decreto Sicurezza: il presidente della Repubblica ha mosso precise osservazioni su alcuni capitoli a rischio di incostituzionalità. Si va dalla detenzione in carcere per le donne incinte fino al divieto di vendita di sim telefoniche ai migranti e all’elenco di opere pubbliche sulle quali viene esteso il reato di manifestare come le stazioni.

Quando l’elenco delle criticità è stato recapitato a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha dato personale disponibilità a emendare il testo durante i lavori parlamentari. Ad opporsi era stato invece fin da subito Salvini. E mercoledì scorso il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo ha rilanciato la posizione del partito: “Per noi si va avanti su questa strada, il ddl deve passare così com’è”.

Marco Lisei, il relatore del partito guidato da Meloni, non ha escluso modifiche ed ha detto che il governo è aperto “a un provvedimento fatto bene che non abbia problematiche successive” proprio per evitare che Mattarella possa rimandare indietro il testo una volta che è stato approvato. Lo può fare se non sarà corretto nelle parti indicate. È nei suoi poteri di garante della Costituzione e Meloni potrebbe incontrarlo nei prossimi giorni per capire meglio come uscire da questa impasse.

Scontri manifestanti polizia ad un corteo
Perchè il Governo Meloni ancora non è riuscito ad approvare il Ddl sicurezza (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Cosa prevede il Decreto Sicurezza

Questo il contenuto del testo tanto discusso reato per reato:

  • Reato di rivolta e resistenza passiva – Il detenuto che partecipa a una rivolta con atti di “violenza, minaccia o resistenza” con 3 o più persone, rischia la reclusione da 1 a 5 anni. Punita anche “la resistenza passiva” (la famosa norma “anti-Gandhi di cui parlano le opposizioni). Stessa stretta anche per i migranti nei Centri di trattenimento e rimpatrio. Si introduce l’aggravante del reato di istigazione a disobbedire in carcere.
  • Danneggiamenti durante le manifestazioni – Pene più severe per chi provoca danni durante le manifestazioni con violenze o minacce. Carcere da 1 anno e 6 mesi a 5 anni, multa fino a 15mila euro.
  • Estensione del Daspo urbano – Il Questore può vietare l’ accesso a zone come le stazioni a chi è stato denunciato o condannato anche solo con sentenza di primo grado, nei 5 anni precedenti. Si amplia l’ambito di applicazione dell’arresto in flagranza differita previsto per il reato di lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio, anche ai casi in cui il fatto è commesso durante le manifestazioni.
  • Più tutele per gli agenti – Gli agenti di pubblica sicurezza potranno portare senza licenza alcuni tipi di armi anche quando non sono in servizio. E per loro si anticipano le spese legali fino a 10mila euro, per ogni fase di giudizio, per gli atti compiuti in servizio. Potranno indossare la ‘bodycam’. Si introduce il reato di lesioni personali a un ufficiale o agente di polizia nell’adempimento delle proprie funzioni.
  • Niente sim per stranieri senza permesso di soggiorno – Se si vendono Sim senza osservare gli obblighi di identificazione dei clienti si rischia la chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni. Niente Sim per i migranti senza permesso di soggiorno.
  • Giro di vite contro le navi delle Ong – Carcere fino a 2 anni per il comandante della nave straniera che non obbedisca all’ ordine di una nave da guerra nazionale nel caso in cui questa chieda di visitare o ispezionare l’imbarcazione. Carcere da 3 a 10 anni per il comandante o l’ufficiale della nave straniera per atti compiuti contro la nave da guerra nazionale.
  • Reato di occupazione arbitraria – Chiunque occupi o si impossessi senza titolo di un immobile altrui o ne impedisca l’accesso al legittimo proprietario, è punito con il carcere da 2 a 7 anni. Procedura d’urgenza per il rilascio dell’immobile.
  • L’aggravante della stazione – Scatta l’aggravante se il reato è commesso dentro o vicino stazioni e metro o sui treni. E se c’è truffa aggravata nei confronti degli anziani.
  • Nessuna tutela per le detenute madri – Nessun differimento obbligatorio della pena in carcere per le detenute incinte o madri con figli fino a un anno. Inasprite anche le pene per chi impiega minori nell’accattonaggio (pena massima 5 anni).
  • Stop alla cannabis – La Cannabis light si equipara a quella stupefacente. E si vieta commercio, lavorazione, esportazione di foglie, infiorescenze e resine anche di tutti i prodotti contenenti sostanze derivate dalla canapa.
  • Niente “sit-in” su strade e binari – Chi organizza sit-in di protesta lungo binari ferroviari, strade e autostrade impedendo la circolazione di mezzi o persone rischia il carcere da 6 mesi a 2 anni se il blocco è commesso con più persone. La sanzione amministrativa diventa fattispecie penale. Si tratta di una norma molto discussa nata con uno scopo che appare specifico, quello di fermare i blocchi stradali organizzati dagli attivisti di Ultima Generazione.
  • Nel mirino i “no ponte” e i “no Tav” – La violenza o la minaccia nei confronti del pubblico ufficiale commessa per impedire “la realizzazione di un’opera pubblica o di un’ infrastruttura strategica” diventa un’aggravante e le pene possono aumentare fino a un terzo.
  • Modifiche al codice antimafia – Sono soggette alla normativa sulla documentazione antimafia anche le imprese aderenti ai contratti di rete. Ma il Prefetto può non applicare i divieti di contrattare e ottenere concessioni se viene meno il sostentamento per l’interessato e la sua famiglia. Novità anche in materia di protezione di collaboratori e testimoni di giustizia per quanto riguarda la loro copertura e sui beni sequestrati alla mafia.
  • Revoca della cittadinanza per reati gravi – Si estende da 3 a 10 anni, dal momento della condanna definitiva, il termine per poter revocare la cittadinanza in caso di reati gravi come il terrorismo. Ma non si può procedere alla revoca se l’interessato non possiede o non può acquisire altra cittadinanza.
  • Detenzione di materiale con fini terroristici – Rischia il carcere da 2 a 6 anni chiunque si procura o detiene istruzioni per compiere atti di terrorismo e divulgazione di istruzioni sulla preparazione e l’uso di sostanze esplosive o tossiche ai fini del compimento di delitti contro lo Stato. Stretta per il noleggio di autoveicoli sempre per “prevenire atti terroristici.
  • Più poteri agli 007 – Più poteri agli 007 che in nome della sicurezza potranno commettere vari reati senza doverne rispondere come la partecipazione e la direzione di associazioni terroristiche. Potranno anche avere accesso a banche dati e sistemi informatici di tutte le pubbliche amministrazioni. Gli si può attribuire la qualifica di agente di pubblica sicurezza con funzioni di polizia. Potranno mantenere la copertura anche durante eventuali procedimenti penali e potranno condurre colloqui con detenuti e internati per acquisire informazioni.
  • Norme in favore del lavoro per i detenuti – Si agevolano le aziende pubbliche o private che impieghino detenuti anche all’esterno degli istituti penitenziari.

 

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