Per oltre due anni perseguita una collega in ospedale tra messaggi e appostamenti: divieto di avvicinamento e obbligo di firma per un 45enne

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Copertina
  • Di Genova24
  • 3 Visualizzazioni
Generica

Genova. Per due anni e mezzo ha perseguitato una dottoressa dell’ospedale San Martino di Genova, dove anche lui lavora come amministrativo, con telefonate, messaggi, pedinamenti e appostamenti fino a costringere la donna a farsi scortare dalle colleghe e anche dal marito nel tragitto casa lavoro. Per questo la giudice Elisa Campagna, ha disposto per un genovese di 45 anni, indagato per stalking,  il divieto di avvicinamento a meno di un chilometro dalla donna e l’obbligo di firma quotidiana ai carabinieri.

La donna, 37 anni, lo aveva sentito per la prima volta al telefono nel luglio 2023: l’aveva chiamata sul cellulare per dirle che c’era un referto pronto. Lei si era domandata per un attimo perché quello sconosciuto a cui non spettava comunicarle nulla rispetto ai risultati di un esame, avesse il suo numero, ma non ci aveva dato troppo peso. Poi erano cominciate le telefonate, a cui lei non rispondeva, i messaggi whatsapp dai toni abbastanza assurdi. Lei per un anno li aveva ignorati finché a un certo punto gli aveva risposto con un lungo messaggio dicendogli senza mezzi termini che era molesto e doveva smetterla perché lei non aveva nessuna intenzione di avere a che fare con lui.

Poi lo aveva bloccato ovunque. A quel punto sono cominciati i pedinamenti e gli appostamenti, al bar dell’ospedale, al parcheggio, fuori dagli spogliatoi, dove tra l’altro – come ha raccontato una collega della donna al giudice – lui non aveva alcuna ragione di stare, visto che va al lavoro in abiti civili e non ha necessità di cambiarsi.

In qualche occasione alcune colleghe della donna lo avevano ripreso chiedendogli cosa ci facesse lì e invitandolo ad andarsene, ma lui imperterrito insisteva dicendo di essere lì “per caso”. La 37enne, che aveva scoperto che l’uomo aveva avuto atteggiamenti molesti in passato anche con una sua collega, aveva aspettato a denunciarlo anche perché, per un periodo di circa sei mesi fino al gennaio di quest’anno, l’uomo era stato assente dal lavoro e lei aveva potuto rifiatare.

A gennaio però lui è tornato al lavoro e, pur trasferito in un altro reparto, ha ricominciato a presentarsi più volte al giorno, nei luoghi frequentati dalla dottoressa. E per lei è ricominciato l’incubo. Il 21 gennaio la 37enne lo ha affrontato fuori dall’ingresso degli spogliatoi, dove se l’era ritrovato davanti dicendogli che allora non aveva capito niente e che adesso l’avrebbe denunciato. La risposta inquietante è stata “Sei una calamita naturale”.

A quel punto è andata a far denuncia, assistita dall’avvocata Morena Steri, Trattandosi di un reato previsto dal cosiddetto ‘codice rosso’ nel giorno di pochi giorni sono state ascoltate dalla pm Daniela Pischetola, che coordina le indagini, diverse colleghe della parte offesa che hanno confermato i fatti e dettagliato alcuni episodio di stalking a cui hanno assistito direttamente. Così il 30 gennaio, nel giro di una settimana, è stata disposta dalla giudice Campagna la misura cautelare. Al 45enne, oltre al divieto di avvicinamento a meno di un chilometro dalla parte offesa, è stato applicato anche l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, in alternativa al braccialetto elettronico che lui ha rifiutato.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti