Per la Metro1 mancano i fondi del Governo per l’acquisto di dodici treni, si allungano i tempi dei lavori

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Economia
  • Di Quotidiano Piemontese
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Metro Torino

TORINO – Lavori fino alla fine del 2027 e fondi del Governo che dovranno sbloccarsi per l’acquisto di nuovi dodici treni.

È quanto riportato da Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte, e Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte. Questa mattina, infatti, si è tenuto il sopralluogo della Commissione Trasporti ai cantieri per il prolungamento della Metro 1, richiesto dal Movimento 5 Stelle.

Durante la visita alla futura stazione di Collegno Centro sono stati richiesti alcuni chiarimenti in merito al cronoprogramma dei lavori, per il quale si temono drastici allungamenti delle tempistiche a causa della crisi della Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (ICI), società capofila dell’appalto per portare la linea fino a Rivoli.

Entro fine febbraio il Tribunale del Lavoro si esprimerà sulla proposta di concordato avanzata dalla ICI. In caso di accettazione del concordato, si ipotizza di attivare le nuove fermate entro fine 2027 (con tre anni di ritardo rispetto all’ipotesi iniziale). In caso contrario si procederà con un nuovo bando per l’affidamento dei lavori, con tempistiche ulteriormente dilatate. Ciò inciderebbe anche sugli esercizi commerciali e artigianali della zona interessata dal cantiere, per i quali i 5Stelle proporranno alla Giunta Cirio di prevedere nuovi ristori.

Resta però ancora da sciogliere il nodo dei dodici nuovi treni che bisognerà acquistare per garantire tempi di percorrenza adeguati sulla linea. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è arrivato ancora un euro degli almeno 148 milioni necessari (una cifra che, con il “caro materiali”, potrebbe superare anche i 200 milioni). Fondi che il Governo deve sbloccare il prima possibile per evitare altri ritardi.

Continueremo a monitorare la vicenda con attenzione e chiederemo aggiornamenti puntuali sui lavori, affinché i cittadini non siano costretti a subire ulteriori disagi.

Concludono.

Il sopralluogo sul cantiere

La seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava,  ha verificato che il cantiere è aperto e una quarantina di operai è al lavoro. La delegazione è scesa all’interno della stazione Collegno Centro, la seconda stazione del prolungamento Ovest della linea 1 situata su corso Francia dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica.

A ricevere i commissari, dicono dalla Regione, sono stati i rappresentanti di InfraTo e della ditta appaltatrice che hanno spiegato che l’opera è arrivata attorno al 75-80% del completamento. All’interno di questo appalto e in previsione del prolungamento del percorso, al fine di garantire le attuali frequenze sono state acquisite 4 nuove vetture con altre 12 opzionali in attesa di finanziamenti che si aggiungerebbero agli attuali 29 treni. Il costo per ciascun treno è attorno ai 10 milioni di euro mentre, il necessario nuovo sistema di segnalamento wireless, che costa 175 milioni, fornisce le istruzioni ai convogli per la marcia.

Le nuove stazioni sono concepite con particolare riguardo anche per le persone con ridotta mobilità e ipovedenti. Sono dotate di doppio ascensore in modo da permettere un attraversamento di corso Francia sicuro ad ogni tipologia di utenza. Accanto all’appalto per la realizzazione dell’opera è stato illustrato anche quello che riguarda la migrazione dal vecchio sistema di segnalamento analogico al nuovo sistema CBTC digitale. Il nuovo sistema, oltre che nella tratta in costruzione, è in fase di installazione anche nella tratta in esercizio.

Il sistema Val, attualmente in esercizio, con le porte in banchina è considerato molto sicuro e la disponibilità dei treni, che corrono su gomma è del 98-99%. Le nuove carrozze saranno intercomunicanti e saranno dotate di moderni pannelli a led per la comunicazione ai passeggeri. Il sistema Val consente di superare dislivelli del 6% e, per via delle dimensioni più ridotte dei treni, di avere gallerie e stazioni più compatte rispetto alle metropolitane tradizionali.

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Quotidiano Piemontese

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