Per Carlo Ancelotti chiesti 4 anni e 9 mesi di carcere e oltre 3 milioni per frode dal pm di Madrid

  • Postato il 3 aprile 2025
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il giorno dopo le dichiarazioni in Tribunale a Madrid, per Carlo Ancelotti, attualmente allenatore del Real Madrid, è arrivata una pesantissima richiesta di pena frode: 4 anni e 9 mesi. Secondo l’agenzia di stampa Efe nell’ambito della seconda e ultima udienza del processo il legale dell’ex calciatore e allenatore delle squadre più blasonate d’Europa (Psg, Chelsea, Bayern Monaco, Mila, Juve et cetera) ha invocato l’assoluzione del suo assistito o, in caso di condanna, che gli vengano applicate attenuanti visto che ha già versato al fisco la cifra contestata ovvero un milione di euro. I fatti contestati riguardano gli esercizi fiscali del 2014 e del 2015, nel primo periodo di Ancelotti sulla panchina dei blancos.

Nel prestare ieri dichiarazione davanti al giudice, l’allenatore aveva detto di non aver “mai pensato di frodare il fisco” e di non essersi reso conto che “qualcosa non era corretto”. Stando a fonti giudiziarie consultate dall’Ansa, la sentenza sul caso è attesa “tra non prima di un paio di settimane”. La procura ha chiesto anche di infliggere una multa di circa 3,1 milioni di euro. L’accusa è di aver evaso 1.062.079 euro nelle dichiarazioni del 2014 e 2015, durante la prima tappa nella panchina della Casa Blanca (2013-2015), dove è tornato nel 2021.

Sull’esempio di altre celebrity del calcio come Lionel Messi, Cristiano Ronaldo o star della musica come Shakira, ex moglie di Gerard Piqué, Ancelotti potrebbe arrivare a un patteggiamento ed evitare il carcere. Venerdì l’ex allenatore del Milan, la sua squadra del cuore con la quale ha vinto due Champions League, oltre alle 3 conquistate con il Real Madrid, ha assicurato in conferenza stampa di non essere “preoccupato”. “Ho fiducia cieca nella legge e nella giustizia. Mi infastidisce che dicano che ho frodato il fisco, ma testimonierò con entusiasmo” aveva assicurato l’unico allenatore ad aver vinto i cinque maggiori campionati europei (La Liga, Premier League, Serie A, Ligue 1, Bundesliga).

A effetti fiscali, Ancelotti, residente dal luglio 2013 all’ottobre 2015 a Madrid, ha dichiarato – secondo la Procura – solo i guadagni derivati dal suo contratto con il Real Madrid, omettendo quelli provenienti dai diritti di immagine che, secondo l’accusa, “in maniera fittizia ha preteso di aver ceduto ad altri enti” e da alcune proprietà immobiliari. Secondo la Procura, gli introiti derivati dai diritti d’immagine sono stati di 1,2 milioni di euro nel 2014 e di 2,9 milioni nel 2015. E “al fine di eludere il pagamento di tali diritti di immagine”, Ancelotti avrebbe fatto ricorso a “un complesso e confuso schema di fideiussioni e società interposte”, per “canalizzare la riscossione”. In questo modo, avrebbe “simulato la cessione dei suoi diritti di immagine a enti privi di attività reali” con sede al di fuori della Spagna, “perseguendo così l’opacità nei confronti dell’Agenzia Tributaria spagnola”.

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Il Fatto Quotidiano

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