Pechino Express 2026, Italiani in viaggio verso l’Oriente più estremo di sempre

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Di Panorama
  • 1 Visualizzazioni

Adrenalina, fatica, fame, passaggi chiesti in strada e notti incerte sotto cieli lontani. Ma anche scoperta, emozioni, legami che si spezzano o si saldano per sempre. Torna Pechino Express e lo fa con una promessa chiara: questa volta l’Estremo Oriente sarà davvero estremo.

Dal 12 marzo in esclusiva su Sky Italia e in streaming su NOW, dieci coppie si lanceranno in una corsa di oltre 5.450 chilometri tra Indonesia, Cina e Giappone, con destinazione finale Kyoto, in un viaggio che non è solo gara ma trasformazione.

Pechino Express 2026, Italiani in viaggio verso l’Oriente più estremo di sempre

Costantino al comando e tre inviati per tre Paesi

A guidare la spedizione sarà ancora una volta Costantino della Gherardesca, capitano ironico e implacabile, che per la prima volta non sarà solo: tre inviati, uno per ciascun Paese attraversato – Lillo, Giulia Salemi e Guido Meda – accompagneranno i viaggiatori in un’edizione che punta a moltiplicare punti di vista, tensione narrativa e colpi di scena.

Prima della partenza ufficiale, il 1° marzo andrà in onda lo speciale “La Missione Zero”, un laboratorio segreto in cui le coppie saranno testate su manualità, intuito e resistenza – fisica e mentale – per decretare chi porterà la temutissima busta nera nella prima tappa. Un dettaglio che, per chi conosce il programma, può cambiare completamente il destino della gara.

Le 10 coppie: ironia, talento, rivalità

Il cast è un mosaico di mondi lontanissimi che si incontrano nello stesso zaino leggero e nello stesso euro al giorno.

Ci sono Gli Spassusi, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, amici storici e maestri della comicità partenopea; I Raccomandati, Chanel Totti e Filippo Laurino, amicizia nata sotto i riflettori e cresciuta tra social e creatività; Le Dj, Jo Squillo e Michelle Masullo, legame elettivo tra generazioni; I Veloci, Fiona May e Patrick Stevens, coppia nella vita e nello sport, con un passato olimpico che promette competitività pura.

E poi I Rapper, Dani Faiv e Tony 2Milli, espressione della nuova scena urban; Gli Ex, Steven Basalari e Viviana Vizzini, relazione in bilico messa alla prova dall’Oriente; I Comedian, Tay Vines e Assane Diop, stand up e ironia come arma di sopravvivenza; I Creator, Elisa Maino e Mattia Stanga, figli della generazione digitale; Le Biondine, Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, madre e figlia tra teatro e sogni; Le Albiceleste, Candelaria e Camila Solórzano, sorelle argentine con Milano nel cuore.

Un cast che promette alleanze imprevedibili, attriti inevitabili e quella tensione emotiva che nasce quando si dorme poco, si mangia meno e si dipende dalla gentilezza degli sconosciuti.

Dall’Indonesia al Giappone: un Oriente che cambia pelle

La rotta 2026 è una delle più ambiziose di sempre. Si parte dall’Indonesia, tra Bali e Java, dove il sacro convive con la natura selvaggia e ogni tempio sembra sospeso tra acqua e fuoco. Si attraversa la Cina, terra che vive contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro, toccando metropoli come Shanghai e Nanchino, dove tradizione e ipermodernità si sfiorano senza mai confondersi.

Infine il Giappone, il Sol Levante, con Tokyo e Kyoto come poli opposti e complementari: da un lato la vertigine urbana, dall’altro la lentezza rituale, fino alla finalissima nella città che più di ogni altra custodisce l’anima del Paese.

Resistenza, spirito di adattamento e 1 euro al giorno

Le regole restano quelle che hanno reso iconico il format: uno zaino ridotto al minimo, 1 euro al giorno in valuta locale, nessun comfort garantito. Ospitalità da chiedere, passaggi da conquistare, prove da superare.

La gara corre su un doppio binario: competizione pura e immersione culturale. Vince chi arriva primo, ma resta chi sa adattarsi, ascoltare, farsi accogliere. Ed è proprio questa tensione tra velocità e umiltà a rendere Pechino Express qualcosa di più di un reality.

Con oltre 1.600 ore di registrazione, 120 persone di troupe, 31 telecamere e 3 droni, l’edizione 2026 promette un racconto visivamente potente, quasi cinematografico, di un viaggio che sarà fisico ma soprattutto interiore.

Alla fine, quando i chilometri saranno finiti e gli zaini svuotati, resterà ciò che Pechino Express sa fare meglio: cambiare lo sguardo. Perché l’Estremo Oriente non sarà solo una destinazione, ma una prova. E mai come questa volta, davvero estrema.

Autore
Panorama

Potrebbero anche piacerti