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Pd nel caos, caccia al traditore: "Chi ha votato per Gasparri?"

  • Postato il 3 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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Pd nel caos, caccia al traditore: "Chi ha votato per Gasparri?"
Pd nel caos, caccia al traditore: "Chi ha votato per Gasparri?"

A sinistra parte la caccia ai "traditori". Cioè quei senatori del Partito democratico che hanno "osato" votare per Maurizio Gasparri alla presidenza della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama. La vicenda è nota: la scorsa settimana Gasparri è stato costretto alle dimissioni dalla carica di capogruppo di Forza Italia in Senato, sostituito da Stefania Craxi. La figlia di Bettino, appena nominata, ha quindi subito proposto Gasparri per il nuovo ruolo. 

Al Fatto quotidiano l'hanno presa male, con Andrea Scanzi come suo solito tra i più feroci, sui social, nei confronti dell'ex ministro delle Telecomunicazioni nel governo Berlusconi. Il fronte dei no-Maurizio, però, si è subito incrinato con sommo disappunto di Marco Travaglio & co. In Commissione, infatti, quattro senatori del Pd hanno deciso di sostenere la sua nomina, disobbedendo peraltro all'ordine di scuderia emanato dalla segretaria Elly Schlein e dal suo braccio destro, il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, ovvero l'astensione.

 

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Il Fatto fa i nomi dei 4 ribelli: Graziano Delrio, Pier Ferdinando Casini, Silvio Franceschelli (sostituto di Alessandro Alfieri) e la canadese Francesca La Marca. "Questa scelta - rivela il retroscena del quotidiano diretto da Travaglio - arriva dopo la battaglia portata avanti dallo stesso Delrio per un disegno di legge a sua prima firma sull'antisemitismo con l'adozione della definizione Ihra (quella che contiene in nuce il divieto di critica a Israele), in rotta con la linea del Nazareno, che invece ha optato per un disegno di legge a prima firma Andrea Giorgis. Battaglia andata avanti per mesi, con la sponda dello stesso Gasparri nel centrodestra e con il Pd spaccato sul voto finale a un testo contenente anche la definizione Ihra (6 a favore, tra cui Delrio, nonostante l'astensione del resto del gruppo)...". Insomma, al di là della stima per Gasparri potrebbe esserci una resa dei conti "a rate" nei confronti del Nazareno, una tensione che va avanti da mesi e che può esplodere alla prima occasione propizia. 

 

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E anche Daniela Preziosi, sul Domani, se la prende con la sinistra e in particolare con il partito della Schlein: "Le opposizioni denunciano, protestano, si stracciano le vesti. Ma poi, zitto zitto, il Pd vota il neopresidente, curando di non fare troppa pubblicità al bel gesto. Il giro di quadriglia fra presidenze è disinvoltissimo, e infatti criticatissimo dalle opposizioni, perché coinvolge non (solo) un partito ma un'articolazione del Senato. Epperò ieri, al momento del voto, Gasparri ha totalizzato ben 18 voti su 20".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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