Passler attacca e rilancia dopo l’esclusione dai Giochi: “Non sono stata trattata come un essere umano”

  • Postato il 2 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Trovata positiva al letrozolo prima dell’inizio delle Olimpiadi invernali, ma poi riammessa e riabilitata a pieno titolo dal Tribunale Antidoping, Rebecca Passler è stata comunque costretta a dire addio a Milano Cortina. La biathleta originaria di Anterselva si è, infatti, trovata le porte sbarrate dalla Federsci azzurra, che ha deciso di non farla gareggiare nei Giochi di casa. In queste ore, l’azzurra ha deciso di sfogarsi sui social.

Passler torna a parlare

La 24enne trentina ha deciso di togliere il velo di silenzio sulla dolorosa esclusione dai Giochi invernali. Rebecca ha, infatti, affidato al proprio profilo Instagram il proprio sfogo. Una testimonianza dura e diretta, ma al tempo stesso carica di rabbia e di voglia di tornare a gareggiare e guardare avanti, non senza però togliersi prima qualche proverbiale sassolino dalle scarpe.

“Dopo alcune settimane difficili, sono finalmente pronta a condividere con voi i miei sentimenti”, si legge nel post, che prosegue con l’ammissione: “È stata la cosa peggiore che possa capitare a un atleta. Ero devastata. Tutto ciò per cui avevo lavorato, ogni singolo giorno, mese e anno, inseguendo un solo sogno, è stato distrutto in un solo momento”.

Il duro sfogo

Poi lo sfogo: “Inoltre, non sono stata trattata con il rispetto che ogni essere umano merita. Oltre essere un’atleta, sono ancora una persona. Ho sentimenti. Ci sono stati momenti che mi sono sembrati ingiusti e impossibili da capire”. E non mancano i ringraziamenti: “Ma devo dire che ho ricevuto un incredibile sostegno da molte persone che sono state al mio fianco in questo periodo. Voglio ringraziare ciascuno di voi dal profondo del mio cuore”, ha scritto Rebecca.

I ringraziamenti a la voglia di tornare in pista

Il messaggio si chiude con la voglia di lasciarsi alle spalle tutto e tornare alle competizioni: “Ora è il momento di guardare avanti. Stabilire nuovi obiettivi. Combattere. Diventare più forte. Non arrendersi mai. Il viaggio continua”, ha concluso l’azzurra, che ha accompagnato il post da un bello scatto in compagnia della mascotte di Milano Cortina e il berretto della nazionale italiana.

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Contaminazione involontaria

Fermata a fine gennaio perché positiva al letrozolo, Rebecca aveva poi dimostrato la propria innocenza. La contaminazione era, infatti, stata involontaria e causata probabilmente dall’utilizzo dello stesso cucchiaino della madre, Herlinde Kargruber, colpita da un tumore al seno. Una malattia di cui la figlia era completamente allo scuro e che costringeva la donna a sottoporsi a terapia endocrina continuativa a base, appunto, di letrozolo.

La riammissione ai Giochi e la beffa

A metà febbraio, poi, il via libera per tornare a gareggiare, con la Corte Nazionale d’Appello di NADO Italia ad accogliere il suo ricorso e riammetterla ai Giochi. Un nulla osta che, però, è rimasto inascoltato. La FISI ha deciso infatti di tenerla fuori dalla squadra azzurra. Rebecca avrebbe potuto prendere parte alla staffetta 4×6 km femminile in programma il 18 febbraio, ma così non è stato. Una scelta tecnica dettata da un lato a una preparazione non ottimale viste le settimane di “limbo”, e dall’altro dal timore di vedere revocata l’eventuale medaglia in caso di successiva squalifica per doping.

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Virgilio.it

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