Pasqua 2025, le uova costano il 30% in più del 2024. L’agricoltore lancia l’allarme : “Il problema principale è reperire il cacao”

  • Postato il 31 marzo 2025
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  • Di Il Vostro Giornale
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ciccolato nocciole uova

La Pasqua 2025 è alle porte ed è sempre più vicino il momento di comprare le uova di Pasqua e di affrontare il rincaro dei prezzi rispetto al 2024. Il motivo? L’aumento del costo del cacao e la crisi del burro all’ingrosso (più 83% in un anno con il caro energia e la carenza di latte per il calo della produzione mondiale). Due fattori che fanno sì che le uova (ma anche le colombe pasquali) vengano vendute a peso d’oro.

Secondo i dati forniti da Codacons il prezzo delle uova ha subito una maggiorazione del 30% rispetto all’anno appena passato, quindi i prodotti di gamma medio-alta supereranno i 22 euro a confezione. Dietro i rincari le quotazioni del cacao ai massimi, mentre la crisi dei raccolti continua.

Costo delle materie prime

L’aumento dei prezzi delle uova pasquali è causato dal rincaro delle materie prime (cacao e burro). Il cacao ha avuto un incremento pazzesco, se ad inizio anno si registrava un +175% rispetto al 2024 nel mese di marzo si è registrato un +300%. Alcune delle principali cause che ha causato questa impennata sono stati i disastri naturali in Africa occidentale, una delle maggiori regioni produttrici di cacao. Siccità, forti piogge e malattie delle piante hanno ridotto significativamente l’offerta.

“Lo scorso anno compravo la polvere di cacao a 5 euro al chilo, quest’anno a 12 euro – ci spiega Mattia Tarable, proprietario dell’omonima azienda agricola Tarable, con sede vicino a Bra (in un territorio dedito fin dai tempi più antichi alla coltivazione delle nocciole e alla lavorazione del cacao) – il problema però non è solo la questione del rincaro del prezzo ma anche il fatto di reperirlo“.

“La pianta di cacao viene prodotta solamente in certe zone del mondo. Una di queste è la zona vicino all’equatore. Se da una parte, per quanto riguarda l’Africa, ci sono stati problemi legati alle piogge, qua ci sono problemi legati ad una saturazione del territorio. Non c’è più posto per aumentare il volume delle piantagioni e quindi non si riesce a soddisfare una richiesta mondiale sempre più in aumento”, ci spiega.

Una pianta di cacao produce un solo chilo di fave di cacao ma la domanda continua ad aumentare in maniera esponenziale nel mondo. Troppe poche piantagioni per soddisfare una tale richiesta mondiale ma secondo l’esperto non è possibile aumentare la produzione: “Alcuni agricoltori del centro America provano a far produrre ad una pianta più di un chilo di fave di cacao ma ottengono invece l’effetto contrario – spiega – questa è la natura, non possiamo chiedere alla pianta di produrne due chili perché non ci riesce – afferma Mattia – L’agricoltura produce cacao a seconda delle capacità della pianta non a seconda delle necessità. Non si riesce a produrne di più e neanche a piantare più piantagioni anche se la richiesta aumenta, dobbiamo accettare questa cosa – prosegue l’agricoltore – dobbiamo rassegnarci che la quantità di prodotto è sempre la stessa, inutile che ne vogliamo sempre di più”.

Il prezzo del cacao è in costante aumento e questo si riflette anche sul costo del burro di cacao. Ad aprile 2024, una tonnellata di cacao alla Borsa di Londra costava 10.173 sterline (il livello più alto mai registrato) e a giugno il prezzo medio era già di 8.271 dollari per tonnellata, con un aumento del 160,7% su base annua. Ad oggi si vende, in media, a 40 euro al chilo: “La richiesta aumenta, il prodotto non c’è ma tutti lo vogliono quindi è chiaro che il costo delle uova (ma non solo) è in crescita. Se possiamo coltivare in Italia il cacao? Beh con il clima controllato si può fare tutto, ma con costi esorbitanti. Poi dovrei vendere il cacao a 1000 euro al chilo per rientrare dei costi”, spiega Mattia.

Tra i motivi che hanno causato l’impennata dei prezzi anche i problemi legati all’energia che aggravano i costi di produzione a carico delle industrie e si riflettono sui prezzi.

Nonostante però l’aumento, il Codacons, ha constatato che la domanda delle uova di Pasqua è in linea con quella della scorso anno. Grandi e piccini quindi, nel giorno di Pasqua, non vogliono rinunciare ad aprire il proprio uovo.

Autore
Il Vostro Giornale

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