Parigi, i “Volenterosi” la regia europea in attesa del testo a quattro
- Postato il 18 aprile 2026
- Esteri
- Di Paese Italia Press
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Il vertice dei Volenterosi tenutosi a Parigi il 17 aprile 2026 presso il palazzo dell'Eliseo si conclude senza risultati decisivi. Il gruppo europeo rimane in attesa della formulazione di un testo condiviso a livello quadrilaterale, evidenziando le difficoltà nel raggiungimento di posizioni comuni su questioni strategiche continentali. La Francia mantiene il ruolo di coordinatore diplomatico in questa delicata fase negoziale.
Il vertice dei cosiddetti “Volenterosi”, riunitosi il 17 aprile 2026 all’Eliseo, si chiude senza una dichiarazione formale a quattro, ma con un dato politico chiaro: la costruzione di una regia europea sulla sicurezza internazionale è ormai avviata, seppur ancora incompleta.
A Parigi si sono ritrovati il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a una più ampia coalizione internazionale collegata anche da remoto.
Sky TG24
Al centro, la crisi nello Stretto di Hormuz e la necessità di garantire la libertà di navigazione dopo la tregua tra Israele e Libano e la riapertura temporanea del passaggio marittimo.
L’Espresso
Una dichiarazione che ancora non c’è
Nonostante le attese, al termine dell’incontro non è stato diffuso alcun testo ufficiale congiunto nel formato ristretto dei “quattro”. Un’assenza tutt’altro che marginale.
Il vertice ha prodotto:
una convergenza politica sulla missione internazionale di sicurezza marittima
l’impegno a definire operativamente una forza multinazionale già nei prossimi incontri (previsto un passaggio a Londra)
L’Espresso
Ma non ancora:
una dichiarazione firmata
né una struttura definitiva di comando e ingaggio
Segno che il processo è ancora in fase di negoziazione tra le principali capitali europee.
Hormuz e il ritorno della centralità europea
Il vertice ha confermato una linea comune: la riapertura dello Stretto di Hormuz è condizione essenziale per la stabilità globale.
Macron ha parlato di “messaggio di unità”, mentre Meloni ha ribadito che la libertà di navigazione rappresenta un principio cardine del diritto internazionale e un interesse vitale per l’economia globale.
L’ipotesi sul tavolo è quella di una missione multinazionale a guida europea, con possibile coinvolgimento di partner internazionali, da attivare però solo dopo condizioni stabili di cessate il fuoco.
Meloni tra Europa e Stati Uniti: una posizione di equilibrio
Uno degli elementi più rilevanti emersi dal vertice riguarda il posizionamento italiano.
La partecipazione di Giorgia Meloni arriva infatti dopo un evidente irrigidimento nei rapporti con il presidente USA Donald Trump, che nelle stesse ore ha attaccato Roma accusandola di scarso allineamento.
Il contesto è quello di una frattura più ampia:
Francia più orientata a una autonomia europea
Germania favorevole a mantenere il coinvolgimento americano
Italia su una linea intermedia, aperta al dialogo ma pronta ad adattarsi
In questo quadro, Meloni ha mantenuto una postura pragmatica:
disponibilità italiana a contribuire con assetti navali
ma solo in presenza di autorizzazione parlamentare e in un quadro multilaterale
Particolarmente significativo il clima registrato all’Eliseo tra Meloni e Macron.
All’arrivo della premier italiana si è assistito a un gesto simbolico – un abbraccio pubblico – letto da molti osservatori come segnale di distensione dopo tensioni pregresse. �
la Repubblica
Un atteggiamento diverso rispetto al precedente incontro tra i “Volenterosi” del 6 gennaio 2026 sempre a Parigi, quando il focus era sulla guerra in Ucraina e sulla costruzione di garanzie di sicurezza con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
l’obiettivo era la convergenza euro-americana
la presenza di emissari USA era centrale
Nel vertice del 17 aprile, invecegli Stati Uniti sono apparsi più defilati e controversi
l’Europa ha cercato una maggiore autonomia decisionale
Un cambio di scenario che si riflette anche nel diverso approccio diplomatico tra Roma e Parigi.
Una regia in costruzione
Il vertice del 17 aprile non produce dunque un documento finale, ma segna un passaggio politico rilevante.
Emerge una fase di costruzione:
della catena di comando europea
delle regole di ingaggio di una missione internazionale
e soprattutto di una posizione comune tra alleati divisi sul ruolo degli Stati Uniti
La “dichiarazione a quattro” resta attesa, ma il dato già evidente è un altro:
l’Europa sta cercando di dotarsi di una propria capacità di iniziativa strategica, pur senza rompere definitivamente con Washington.
Non più semplice coordinamento internazionale, ma neppure ancora un vero pilastro autonomo europeo.
E proprio su questo equilibrio – tra unità, prudenza e ambizione – si giocherà la partita delle prossime settimane.
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