Parco eolico sul monte Camulera, il 5 gennaio incontro pubblico a Osiglia: “Il progetto si può ancora fermare”
- Postato il 3 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Osiglia. “E’ davvero green? Il progetto eolico sul Monte Camulera si può ancora fermare”. Lunedì 5 gennaio 2025, alle ore 20.30, presso l’Imbarcadero di Osiglia, si terrà un incontro pubblico. “Il progetto eolico non è ancora deciso e può essere fermato o ridimensionato, ma solo se si agisce ora, in modo coordinato e consapevole. Se si lasceranno scadere i termini del 14 gennaio, le possibilità di incidere si ridurranno drasticamente”, spiega Walter Orsi, referente dell’iniziativa.
“Durante la serata di lunedì – prosegue – interverranno tecnici qualificati che spiegheranno con chiarezza tutte le criticità inaccettabili del progetto. È fondamentale che cittadini e soprattutto Amministratori siano presenti per capire come fermare o ridimensionare il progetto, perchè questi impianti non sono più accettabili in questa Valle. Il tempo è poco. Le conseguenze sarebbero durature”.
“Il progetto – spiegano – prevede 6 pale eoliche alte circa 200 metri tra Osiglia e Murialdo, in un contesto ambientale fragile, boschivo e montano. Le principali criticità già emerse includono: vento sporadico e non costante, con produzione energetica incerta, sproporzione evidente tra impatto territoriale e benefici reali, pale sovradimensionate rispetto alla scala del paesaggio, impatto paesaggistico permanente e irreversibile, cumulatività con altri impianti e infrastrutture, rischi idrogeologici e interferenze con le sorgenti, deprezzamento del valore immobiliare, danno al turismo e all’identità della Valle”.
“Studi e simulazioni dimostrano inoltre che l’impatto visivo supera i confini regionali, arrivando fino al Piemonte: un elemento che rafforza la debolezza del progetto in sede di VIA. Per contrastare il progetto possiamo presentare osservazioni ufficiali nella Via (ogni cittadino, associazione o gruppo può inviare osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, evidenziando le criticità tecniche, ambientali e paesaggistiche. Più osservazioni motivate e documentate arrivano, più il progetto si indebolisce), azione coordinata del gruppo (è fondamentale partire da un testo base condiviso, mantenere una linea comune, personalizzare leggermente ogni osservazione), fare pressione su Comuni e Regione (i Comuni di Osiglia e Murialdo, insieme alla Regione Liguria, possono esprimere pareri critici, chiedere integrazioni e approfondimenti, segnalare incompatibilità con il territorio”.
“L’impatto visivo che supera i confini comunali e regionali rafforza: la necessità di maggiore prudenza, valutazioni più severe, la fragilità complessiva del progetto in sede autorizzativa. Ricordiamo che non siamo contro le energie rinnovabili, siamo contro impianti sproporzionati e speculativi. Il territorio non può pagare danni certi per benefici incerti. Pale sempre visibili, spesso ferme non è transizione ecologica, è consumo di territorio”, conclude.