Parco eolico Ferriere, scatta la “resistenza” sui monti dell’Aveto: territori in rivolta, raccolte migliaia di firme in poche ore

  • Postato il 27 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Parco eolico Ferriere progetto

Genova. Dopo la pubblicazione dei “disegni” del parco eolico Ferriere, sono bastate poche ore perché le diverse comunità territoriali iniziassero ad organizzarsi per opporsi a questo maxi progetto, che prevede l’installazione di sette gigantesche pale da 180 metri sui crinali dell’alta val D’Aveto, al confine tra Emilia Romagna e Liguria.

Lo scorso venerdì Genova24 ha svelato in anteprima le dimensioni e le caratteristiche del progetto proposto dalla società Ferriere Wind S.r.l. di Milano, scatenando l’immediata la reazione prima sui social, dove l’idea è stata accolta con sconcerto dalla maggior parte delle persone (presente anche qualche favorevole all’opera), e poi nei palazzi istituzionali, “scossi” dal doversi “difendere da una simile assurdità”.

E’ la sindaca di Ferriere, piccolo comune piacentino, incastonato tra la val Nure e la Val D’Aveto a commentare il progetto: “Una proposta inaccettabile per il nostro territorio, la cui stessa sopravvivenza dipende dalla tutela di questi luoghi, rimasti lontani da urbanizzazioni selvagge e industrie – spiega la prima cittadina Carlotta Oppizzi, le cui parole rivelano una certa insofferenza per le modalità con cui si è arrivati alla definizione di questo progetto – Sapevamo che esisteva, lo sapevamo da agosto, quando è stata aperta la pratica presso il ministero, ma nessuno ci aveva mai trasmesso la documentazione completa, arrivata solamente il 23 gennaio. Ora i tempi sono strettissimi per portare osservazioni, ma abbiamo attivato immediatamente tutti i tecnici disponibili per studiare il progetto e rilevare ogni singola criticità. E’ chiaro che non accetteremo imposizioni, tuteleremo il nostro territorio fino alla fine”.

Nel frattempo la stessa Oppizzi ha avviata sulla piattaforma Change.org una petizione on line per fermare il progetto, petizione che nel giro di tre giorni ha già superato le 5mila sottoscrizioni: “Il nostro comune conta poco più di mille abitanti – osserva la sindaca – questa mobilitazione di massa ha quindi un significato fortissimo: questi territori sono un patrimonio di tutti, non solo di chi li abiti e di chi ci lavora, e per questo vanno difesi“. Domenica 1 febbraio, ore 15, presso il salone parrocchiale di Ferriere, è stata indetta la prima assemblea pubblica sul tema: “Analizzeremo il progetto e ci coordineremo su come muoverci”.

Sulla stessa linea anche il Comune di Santo Stefano, il cui territorio “accoglierebbe” la grande stazione elettrica di servizio al parco eolico Ferriere e vedrebbe scavi e importanti ricadute paesaggistiche: “La nostra giunta non è contraria all’eolico a prescindere – spiega il sindaco Roberto Pareti – ma il progetto così presentato si caratterizza per dimensioni e impatto complessivo che risultano del tutto sproporzionati rispetto alla realtà territoriale, ambientale e paesaggistica del nostro Comune. Un intervento di tale portata non può essere considerato coerente né compatibile con le caratteristiche e le vocazioni del nostro territorio“.

“Una prima analisi della documentazione evidenzia inoltre diverse criticità e incongruenze, nonché il superamento di vincoli esistenti, giustificato principalmente dal richiamo alla necessità e urgenza dell’intervento, motivazioni riconducibili alle tempistiche di accesso ai fondi del PNRR. Riteniamo che tali esigenze non possano in alcun modo prevalere su una corretta pianificazione e sul rispetto del territorio e della comunità locale – aggiunge il comunicato del comune affidato ai social – Per queste ragioni, le forze di maggioranza e di minoranza del Consiglio Comunale, esprimono una chiara e netta contrarietà al progetto “Ferriere 2” nella sua attuale configurazione, ribadendo che solo una profonda e completa riformulazione dello stesso potrà costituire la base per una eventuale futura rivalutazione. L’Amministrazione continuerà a informare i cittadini sugli sviluppi della vicenda, mantenendo ferma la volontà di tutelare il territorio, l’ambiente e gli interessi della comunità”. E anche a Santo Stefano D’Aveto è prevista una assemblea pubblica, calendarizzata l’8 febbraio.

Nel frattempo anche le associazioni ambientaliste ed escursionistiche hanno dichiarato di essere al lavoro per esaminare la documentazione e produrre osservazioni e contro deduzioni approfondite per contrastare il progetto. Dalla pubblicazione della documentazioni sono scattati i 30 giorni per la fase pubblica: una procedura compressa, riservata ai progetti legati al Pnrr, e che ha come scadenza il prossimo 21 febbraio

Il progetto del Parco Eolico Ferriere

Il cuore tecnologico del progetto Parco eolico Ferriere sono i sette aerogeneratori previsti, di ultima generazione ma anche di grande taglia, ciascuno caratterizzato da una potenza nominale di 4,5 MW, per un totale complessivo di 31,5 MW. Dal punto di vista dimensionale, le macchine presentano caratteristiche imponenti: un’altezza ipotetica al mozzo di 112 metri e un’altezza complessiva che arriverà almeno a 180 metri, ma che potrebbe essere “potenziata” fino a sfiorare i 200 metri.  Sebbene le turbine siano localizzate nel comune piacentino di Ferriere, il “circuito elettrico” è indissolubilmente legato al territorio genovese. A Santo Stefano d’Aveto è infatti prevista la costruzione della grande Sottostazione Elettrica Utente (SEU), una stazione di trasformazione necessaria per l’immissione dell’energia nella rete nazionale. Il collegamento tra le turbine e questo snodo avverrà tramite una complessa rete di cavidotti interrati in alta e media tensione, che correranno lungo i pendii per una dozzina di chilometri.

L’efficienza dell’impianto poggia su uno studio anemologico che analizza la risorsa vento sul crinale che svetta a circa 1500 metri sul livello del mare. Le turbine entreranno in funzione con una brezza di 3 m/s, ma raggiungeranno la velocità di regime — ovvero la massima erogazione di potenza — solo con venti di 11,5 m/s. Una soglia che sembra essere però superiore alla ventosità media ordinaria del sito. Le misurazioni fatte in zona, infatti, indicano una velocità media di circa 5 m/s alla quota di 40 metri e lo studio modellistico allegato alla documentazione arriva a calcolare valori maggiori (non citati nella documentazione) all’altezza del mozzo a 112 metri. Dato ipotizzato che garantirebbe una produzione netta annua di 66.622 MWh. Questo significa che l’apporto energetico totale del parco equivarrebbe al funzionamento delle macchine alla massima potenza per circa 2.100 ore equivalenti, pari a 88 giorni. Una quantità di energia che potrebbe alimentare circa 24.700 abitazioni all’anno, tenendo conto che il consumo medio annuo familiare in Italia, secondo l’Arera, si attesta a circa circa 2.700 kWh annui. Un numero che, per dare una dimensione visiva, potrebbe applicarsi al sole case del quartiere di Marassi a Genova

L’impatto sui territori

L’impatto sul territorio del parco eolico Ferriere prescinde dai confini amministrativi e interessa l’intera dorsale appenninica coinvolta nel progetto, tra cui punti nevralgici come il Passo della Crociglia, il Piano della Ciosa e il crinale dei Bosenti. La sfida logistica per la realizzazione di tali strutture è senza precedenti per la zona: il trasporto di componenti lunghe oltre 85 metri, come le pale, imporrà una trasformazione radicale della viabilità esistente. Le attuali strade forestali e i sentieri di crinale verranno convertiti in piste di cantiere con carreggiate stabilizzate larghe fino a 5 metri. Nei punti di svolta verranno create le “Turning Areas“, slarghi temporanei che richiederanno sbancamenti massicci per consentire il raggio di curvatura dei bilici extra large deputati al trasporto delle parti. Queste nuove arterie partiranno dalla frazione di Selva e risaliranno i versanti per circa sei chilometri incidendo in modo permanente sulla morfologia dei luoghi.

Dalla prospettiva ligure, lo snaturamento della sentieristica storica rappresenta la criticità maggiore. I documenti cartografici allegati al progetto fotografano l’interferenza diretta con la storica rete sentieristica dei monti liguri. In particolare, la viabilità di cantiere andrà in parte a sovrapporsi o ad affiancarsi al sedime dei sentieri di crinale tra il Passo della Crociglia e le pendici del Monte Bue, trasformando i camminamenti per escursionisti in arterie carrabili necessarie alla manutenzione dei sette giganti d’acciaio.

Oltre all’impatto visivo dai picchi del Maggiorasca e del Bue, si aggiunge l’impatto acustico analizzato nei documenti. Ogni aerogeneratore produce una potenza sonora alla sorgente di circa 105 dB. Lo studio individua come “ricettori” principali le abitazioni di Selva di Ferriere e alcune frazioni di Santo Stefano d’Aveto, situate a distanze superiori ai 1.000 metri, dove i livelli stimati dovrebbero restare entro le soglie normative di 50-55 dB di giorno e 40-45 dB di notte. Tuttavia, la contrapposizione più forte riguarda la fruizione dei luoghi: se presso le case il rumore sarà attutito dalla distanza, esso risulterà invece potenzialmente invasivo e costante proprio sui sentieri escursionistici che passano a ridosso delle pale, dove il fruscio aerodinamico sarà probabilmente l’unico sottofondo udibile. Non va dimenticato il fenomeno dello shadow flickering, citato nello studio: l’intermittenza dell’ombra prodotta dal movimento delle pale “illuminerà” per diverse ore al giorno i camminatori lungo il crinale, creando un effetto di disturbo visivo analizzato come un “impatto non evitabile”.

Autore
Genova24

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