Parco eolico “Bric Mund”, l’impianto da 29,4 MW a Camponuovo di Cairo: presentato il progetto definitivo
- Postato il 17 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. Un nuovo impianto eolico da 29,4 megawatt di potenza complessiva è previsto nel territorio comunale di Cairo Montenotte, con opere di connessione e infrastrutture indispensabili che interesseranno anche i comuni di Carcare, Altare e Mallare. Il progetto, denominato “Bric Mund”, prevede la realizzazione di sette aerogeneratori di grande taglia per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.
A pochi giorni dal diniego sul progetto che interessa i Comuni di Murialdo e Osiglia, con la Provincia di Savona che ha respinto il parco eolico SV9 Monte Camulera per mancanza di infrastrutture autorizzate, e l’assemblea legislativa della Liguria ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno della Lega, sottoscritto da tutti i gruppi, che in sintesi si schiera contro la sua realizzazione, ecco farsi largo in Valbormida l’ipotesi di un nuovo insediamento.
L’intervento è promosso da SKI W A3 S.r.l., società appartenente al gruppo Statkraft, operatore internazionale attivo nel settore idroelettrico, eolico e solare che, sul proprio sito web, si definisce “il più grande produttore di energia rinnovabile in Europa”. L’impianto dovrebbe sorgere in località Camponuovo, a sud-est dell’abitato di Cairo Montenotte, in un’area al confine con la riserva dell’Adelasia individuata sulla base di criteri legati alla ventosità del sito, alla compatibilità urbanistica e all’assenza di vincoli paesaggistici e ambientali rilevanti.
Secondo il progetto redatto dall’ingegnere Girolamo Gorgone e pubblicato da Regione Liguria nel mese di dicembre (la richiesta autorizzativa era già stata presentata nel marzo 2025, ndr) il parco eolico sarà composto da sette turbine da 4,2 MW ciascuna, con altezza al mozzo fino a 105 metri e altezza complessiva massima di circa 180 metri. Ogni aerogeneratore sarà servito da un piazzale operativo e collegato agli altri mediante piste di accesso in parte già esistenti, utilizzate sia durante la fase di costruzione sia per le successive attività di manutenzione.
La produzione di energia elettrica sarà convogliata attraverso un sistema di cavidotti interrati in alta tensione, che collegheranno le turbine alla cabina di raccolta e quindi a una stazione elettrica di trasformazione a 380/132/36 kV, prevista nel territorio comunale di Mallare, in connessione con la linea della rete di trasmissione nazionale “Magliano – Vado Ligure”. Non sono previste ulteriori strutture fuori terra, ad eccezione degli aerogeneratori, poiché le apparecchiature elettriche saranno alloggiate all’interno delle navicelle.
Dal punto di vista territoriale, l’area interessata dal progetto presenta una morfologia collinare e montuosa, con quote comprese tra i 538 e i 660 metri sul livello del mare, ed è caratterizzata da boschi di castagno, prati stabili e vegetazione arbustiva in evoluzione. Le opere sono state progettate tenendo conto delle condizioni geologiche e idrogeomorfologiche dei siti, senza interferenze con sorgenti o falde idriche e con interventi specifici per la regimazione delle acque superficiali e il successivo ripristino ambientale.
Il progetto prevede inoltre specifiche opere di mitigazione ambientale, interventi di ingegneria naturalistica e il recupero dello stato naturale delle aree temporaneamente interessate dai cantieri. Al termine della vita utile dell’impianto è prevista la dismissione completa delle strutture e il ripristino delle condizioni naturali dei luoghi.
Dal punto di vista amministrativo, l’intervento rientra tra gli impianti eolici onshore con potenza superiore a 1 MW ed è soggetto al procedimento di Autorizzazione Unica, con avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale di competenza regionale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Dal punto di vista ambientale, la realizzazione del parco eolico consentirebbe una significativa riduzione delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici legati alla produzione di energia elettrica da fonti fossili. In base alle stime progettuali, a fronte di una produzione annua netta di circa 78,7 GWh, l’impianto permetterebbe di evitare ogni anno circa 32.664 tonnellate di anidride carbonica (CO₂).
Le emissioni evitate comprendono inoltre circa 15,5 tonnellate annue di ossidi di azoto (NOx), circa 3,2 tonnellate di ossidi di zolfo (SOx) e circa 0,19 tonnellate di polveri sottili PM10. Considerando una vita utile dell’impianto pari a 30 anni, il beneficio ambientale complessivo si tradurrebbe in una riduzione di quasi un milione di tonnellate di CO₂ immesse in atmosfera.