Pandoro-gate, così la riforma Cartabia ha salvato Chiara Ferragni: grazie all’ex ministra la truffa punibile solo a querela

  • Postato il 14 gennaio 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Per essere uscita penalmente intonsa dal pandoro-gate, Chiara Ferragni deve ringraziare soprattutto Marta Cartabia. La sentenza che ha dichiarato il non doversi procedere per l’accusa di truffa nei confronti dell’influcencer, infatti, non è affatto un’assoluzione nel merito (come è stato falsamente riportato da alcuni media) ma una decisione puramente tecnica, dovuta alla riforma del codice penale firmata nel 2022 dall’ex ministra della Giustizia. Per ridurre il carico di lavoro dei magistrati, la riforma ha stabilito che una serie di reati non siano più punibili d’ufficio – cioè ogni volta che gli inquirenti ne vengono a conoscenza – ma solo se la vittima presenta querela. Tra queste fattispecie, oltre a furti, scippi e danneggiamenti (che infatti sempre più spesso restano impuniti) c’è anche la truffa: “Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze” aggravanti “previste dal secondo e dal terzo comma”, recita il nuovo articolo 640 del codice penale.

Nel caso del finto pandoro benefico “Pink Christmas” venduto da Ferragni, i pm contestavano l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, una di quelle che rendono il reato procedibile d’ufficio. Il giudice Ilio Mannucci Pacini, invece, ha ritenuto che questa aggravante non sussistesse, riqualificando l’accusa in truffa semplice. E qui scatta la Cartabia: alla fine del 2024, infatti, l’associazione dei consumatori Codacons ha ritirato la querela sporta nei confronti di Ferragni per la vicenda, in cambio di un risarcimento e della donazione di 200mila euro in beneficenza da parte dell’influencer. Così il reato è stato dichiarato estinto per assenza della condizione di procedibilità (cioè la querela), mentre la difesa chiedeva l’assoluzione nel merito (possibile nel caso il giudice ritenga evidente l’assenza di responsabilità dell’imputato). “Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”, ha detto Ferragni dopo la pronuncia. Ma si è scordata di ringraziare anche Marta.

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Il Fatto Quotidiano

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