Palo del Colle, imprenditore aggredito nel parcheggio dell’azienda

  • Postato il 28 febbraio 2026
  • Aggressione
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Palo del Colle, imprenditore aggredito nel parcheggio dell’azienda

Quattro uomini incappucciati aggrediscono l’imprenditore Peppino Milo nel parcheggio della sua azienda sulla statale 96 a Palo del Colle. Rubano l’auto e gli oggetti preziosi, poi danno fuoco alla vettura


Violenza e paura sulla statale 96, nel territorio di Palo del Colle (Bari). Una banda di quattro uomini incappucciati ha aggredito e rapinato l’imprenditore Peppino Milo, amministratore delegato del Gruppo Milo Spa, nel parcheggio della sua azienda.
I malviventi gli hanno rubato l’auto, un orologio Rolex e due braccialetti Tennis, dopo averlo picchiato e minacciato di morte

IMPRENDITORE AGGREDITO A PAOLO DEL COLLE, AGGUATO PIANIFICATO


L’aggressione è avvenuta la sera del 18 febbraio, poco dopo le 19. Secondo quanto emerso dalle indagini, i rapinatori hanno manomesso le fotocellule del cancello elettronico per introdursi nel parcheggio dello stabilimento.
Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’intera scena: tre uomini vestiti di nero e con guanti alle mani si sono avvicinati alla Bmw X6 della vittima, impugnando oggetti metallici.

Proprio in quel momento, Milo ha raggiunto la sua auto e li ha sorpresi. «Sono rimasto pietrificato» racconta, spiegando che «uno di loro mi ha immobilizzato da dietro, mi ha stretto la gola e mi ha puntato al fianco un oggetto appuntito».
Subito dopo, i tre lo hanno scaraventato a terra e derubato dei gioielli, minacciandolo in dialetto: “Sappiamo che hai figli a casa, stai attento”.

La fuga e l’auto distrutta


Dopo l’agguato, i banditi sono fuggiti a bordo della Bmw rubata, seguiti da un’altra vettura che li aspettava all’esterno con un quarto complice. Il giorno seguente, i carabinieri hanno ritrovato l’auto incendiata in campagna.

La denuncia e lo sfogo dell’imprenditore


Nonostante lo shock, Peppino Milo ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, assistito dal suo avvocato Nicola Pasculli, e ha consegnato i video delle telecamere. I militari stanno ora analizzando le immagini per identificare i responsabili della rapina.

L’imprenditore ha riportato ferite guaribili in sette giorni, ma ha dichiarato di sentirsi ancora profondamente scosso:
«Non mi sento tutelato – ha detto – Ho dovuto assumere una guardia armata per proteggere i miei dipendenti. Tuttavia, queste spese riducono gli investimenti aziendali. La sicurezza dovrebbe essere garantita dalle istituzioni».

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