Pagellone finale Olimpiadi Milano Cortina: la regina Brignone, la caduta di Malinin dio dei quadrupli, l'emozione di Arianna Fontana

  • Postato il 23 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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La potenza della lirica, nell’Arena di Verona, ha conferito un senso in più all’epilogo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Ma ogni dramma, sportivo e umano, che si è consumato nei giorni delle gare e in quelli che li hanno preceduti non è mai stato un falso. Mai. Per quanto si possano celare sgomento, delusione, stupore lo spirito olimpico prevale perché così è. Così l’unico valore che rimane: l’attaccamento al sogno, a chi si vuole diventare e all’identità che si è costruita o ricomposta con fatica immane. Lode a Federica Brignone, Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e al sorriso con piercing di Alysa Liu. Modificare il paradigma impone la cessione di tempo e spazio, l’esempio delle donne in questi Giochi è l’inizio.

La Determinazione di Federica Brignone

Federica Brignone 10 e lode: essere un talento è un merito ulteriore quando è abbinato a disciplina, mentalità, determinazione. perché le qualità senza il temperamento, la giusta educazione non sono abbastanza. Federica Brignone si sarebbe potuta fermare a quel 3 aprile 2025, quando l’incidente fece rumore. Nella sua vita come nella sua testa. Invece ha affrontato la sala operatoria, la fisioterapia, gli esercizi e si è rimessa sugli sci. Felice di esserci. Con due ori olimpici che mai aveva vinto. Si può sempre ricominciare. Ne è la dimostrazione vivente.

Federica Brignone

L’emozione di Arianna Fontana, il silenzio di Sighel

Arianna Fontana 10 e lode: nella notte ha mostrato, come mai prima, la sua emozione. Ripercorrere le sue aspirazioni da bambina, quando a sette anni incominciava a diventare già grande (già campionessa) deve averla davvero toccata. In questi Giochi non ha mai sgarrato, Arianna: ha superato difficoltà, interviste smentite, pressioni, il trauma della sventurata avversaria ferita che le è andata addosso involontariamente. Ha sempre dato il suo meglio, senza mai esserne davvero soddisfatta. Caduta, si è rialzata nonostante il dolore. E anche la paura. Ha dato tutto, e non solo il meglio, per Milano e la sua Valtellina. Campane a festa anche oggi, per Arianna Fontana.

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Kristen Santos-Griswold 0: posto che una simile manovra non ha nulla a che spartire con lo spirito della competizione, delle Olimpiadi e meno ancora con i valori olimpici, quanto causato dalla sua spregiudicatezza ha ferito l’incolpevole Kamila Sellier. Un pattino e la sua lama la feriscono al volto, perde molto sangue, perde i sensi. Arianna Fontana riporta delle contusioni. Chiudere i Giochi con questa squalifica è incomprensibile oltre che, francamente, folle.

Pietro Sighel 7: era partito con l’oro, che sembrava essere il primo. Ma qualcosa è cambiato e non è dipeso solo da Pietro. Ha optato per il silenzio, dopo tanto rumore. Ha chiuso con il bronzo ma rimanendo senza medaglie. La solitudine non sempre paga.

Arianna Fontana

Genitorialità ai Giochi Olimpici

Francesca Lollobrigida 10: due ori olimpici quando era in dubbio la sua presenza è dimostrazione di quanto sappia costruire Francesca. Ha deciso di mettere in queste medaglie tutto il suo essere, il quotidiano e ha acceso un dibattito su tempi ritenuti alquanto marginali, quando non lo sono affatto. Contro ogni pregiudizio, ogni presupposto ha rotto il silenzio e dato più profondità al suo essere atleta, madre. Donna.

Fenomeno Johannes Klaebo 10: le sei medaglie d’oro sono diventate oggetto di reel, balletti, post. Un fenomeno virale pari a quello sportivo. Ha inoltre portato a 11 i suoi trionfi olimpici, come nessuno nella storia dell’Olimpiade bianca. Non aggiungiamo la lode perché è chiaro che non finirà così.

MEDAGLIERE

Lindsey Vonn over the top

Lindsey Vonn over the top: nessuna come lei, Lindsey Vonn campionessa sugli sci e nella testa desiderava chiudere il cerchio a Cortina quando con il Trofeo topolino si affacciava al mondo dei pro dello sci. Ha segnato un decennio e più, oggi ha messo la sua firma sui Giochi di Milano Cortina non certo come aveva sperato e chiunque altro avrebbe ipotizzato.

Ilia Malinin 5: senza pressioni ha consegnato lo spettacolo e il pattinaggio al pubblico che lo ha amato oltre ogni misura. L’immagine eloquente, di quanto possano pesare certi giudizi e certe ambizioni, è quella del post gara accanto ai suoi. Persa la leggerezza, la gioia pur nella competizione, l’esito non poteva che essere la caduta per un ragazzo così giovane.

Ilia Malinin dopo le cadute

Alysa Liu 10: lontana dalle tensioni, ha riscoperto l’allegria che esprime sul ghiaccio con una interpretazione e una capacità di coinvolgere rara. Due anni erano indispensabile a scoprirsi capace di camminare, e ballare, da sola. Meravigliosa.

Menzione speciale Carolina Kostner

Carolina Kostner 9: la rinascita di Carolina Kostner, bronzo olimpico a Sochi 2014, è mite quanto delicata. E’ una progressione che ha edificato ripartendo da sé, dai drammi pubblici che l’hanno travolta e che hanno fatto vacillare la sua qualità agonistica. Si è ripresa i pezzi andati in frantumi della sua immagine, ha affrontato presente e futuro rimettendo assieme la sua storia, il pattinaggio e ha reso possibile il meglio. Per la Carolina che ha iniziato a pattinare e, oggi, il suo diletto allievo nel ruolo di allenatrice. Un esempio di resilienza e rinascita.

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Virgilio.it

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