“Ovunque Proteggi” 20 anni dopo: live Capossela a Pompei il 13 luglio
- Postato il 9 febbraio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
“Ovunque Proteggi” 20 anni dopo: live Capossela a Pompei il 13 luglio
Roma, 9 feb. (askanews) – Lunedì 13 luglio 2026 Vinicio Capossela porta dal vivo uno dei suoi lavori discografici più amati, “Ovunque Proteggi”, a vent’anni dalla sua pubblicazione, in un concerto unico e imperdibile e nel solo posto possibile, emblema di fine e di permanenza: l’Anfiteatro degli Scavi del Parco Archeologico di Pompei.
“Pompei è una città sottratta al tempo e restituita alla visione. Un corpo sepolto, una memoria intatta. Un luogo dove la fine non ha cancellato la forma. Qui, sotto il cielo aperto dell’Anfiteatro, all’interno della rassegna B.O.P – Beats of Pompeii, Ovunque Proteggi suonerà nuovamente e verrà attraversato integralmente. Non una celebrazione, ma una convocazione”, afferma Capossela.
“Abbiamo deciso di eseguire ‘Ovunque Proteggi’ a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale – racconta – Non è un’operazione museale, ma un intervento a cuore aperto. Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. La sede scelta per questa convocazione di prodigi è l’anfiteatro romano dell’area archeologica di Pompei. La scelta è dovuta più alla colata lavica terminale che all’emulazione dei Pink Floyd”.
“È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale. Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Pompei è il luogo in cui l’havel havalim… il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare. Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno”, aggiunge l’artista.
“Ovunque Proteggi” è il sesto album di Capossela, pubblicato nel 2006 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto; una pietra miliare del cantautorato in Italia e della discografia di Capossela e uno dei suoi lavori più apprezzati da pubblico e critica, nazionale e internazionale. Un disco “dal linguaggio biblico e visionario, che raccoglie e scaglia parole di pietra, di carne, dolore e sangue” (Marco Mangiarotti, QN ), in cui Capossela “canta come Tom Waits e scrive come Ovidio (Sunday Times): “un album che ha rappresentato un passaggio fondamentale per la musica italiana del nuovo millennio, indicando la strada a una generazione di cantautori. Un album arrivato a sorpresa al primo posto in classifica in un’epoca in cui non c’era Spotify e i dischi si vendevano ancora per davvero” (Giovanni Ansaldo, “La strada di Vinicio Capossela” Nottetempo, 2026).
(Credits photo: Valerio Spada)
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“Ovunque Proteggi” 20 anni dopo: live Capossela a Pompei il 13 luglio