Cos'avevano in comune Ötzi, la mummia del Similaun, e l'individuo di Ust'-Ishim, un uomo preistorico vissuto in Siberia 45.000 anni fa? Stando a quanto scoperto da uno studio pubblicato in pre-print su bioRxiv (e dunque non ancora sottoposto a una revisione tra pari), entrambi sarebbero stati portatori di un ceppo cancerogeno del papilloma virus (HPV).
I risultati, frutto di una nuova analisi del DNA dei due individui, si basano su un campione troppo ristretto per dirsi definitivi: tuttavia, se venissero confermate, le ipotesi degli studiosi metterebbero in discussione l'idea che i Neandertal abbiano trasmesso ai Sapiens l'HPV.. HPV oncogeno. I ricercatori hanno scelto di analizzare i DNA di Ötzi e l'uomo di Ust'-Ishim perché si tratta di due dei genomi umani antichi meglio conservati in nostro possesso. Per giungere alle loro conclusioni, gli autori hanno cercato frammenti di DNA che coincidessero con i genomi dell'HPV conosciuti: hanno trovato in entrambi gli individui diversi frammenti compatibili con un particolare ceppo, l'HPV16A, noto come papilloma virus oncogeno, che può portare cioè allo sviluppo di alcuni tumori.. Un'evoluzione antica. Le ipotesi finora avanzate riguardo allo sviluppo dell'HPV16 negli umani moderni si basavano su modelli computazionali che simulavano l'evoluzione virale nel tempo: questi suggerivano che i papilloma virus si fossero evoluti insieme ai vertebrati centinaia di milioni di anni fa.
«Quanto scoperto supporta l'idea che l'HPV16 conviva con noi da molto tempo, probabilmente ben prima delle grandi migrazioni dall'Africa», spiega a Live Science Marcelo Briones, uno degli autori. «Questo rafforza l'idea che i papillomavirus umani oncogeni non siano patogeni recenti, ma compagni di lunga data dei loro ospiti».. E i Neanderthal? Questa nuova datazione cozza con un'ipotesi proposta da uno studio del 2018, secondo il quale sarebbero stati i Neanderthal a tramettere l'HPV16A alle popolazioni preistoriche di Homo Sapiens incrociandosi con loro. Secondo Koenraad Van Doorslaer, sentito da Live Science, i dati del nuovo studio non permettono di escludere la correttezza di questa ipotesi, perché era già stato dimostrato che l'individuo di Ust'-Ishim possedeva DNA neanderthaliano nel suo genoma, e quindi non è possibile dimostrare che l'HPV16 non provenga dai Neanderthal..