Ospedale di Cairo, la Cgil: “Preoccupati per la possibile riduzione delle attività emato-oncologiche”
- Postato il 16 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. La Cgil di Savona e la Fp-Cgil Savona esprimono “forte preoccupazione per la situazione della sanità nella Provincia di Savona e, in particolare, per quanto sta accadendo in Val Bormida”.
I sindacati da tempo denunciano “una carenza sempre più grave di personale sanitario e socio-sanitario: infermieri, tecnici e medici insufficienti a garantire servizi e attività adeguate ai cittadini. In queste condizioni le lavoratrici e i lavoratori della sanità continuano a garantire i servizi con grande professionalità e spirito di sacrificio, spesso andando ben oltre le proprie possibilità. In questo contesto destano forte preoccupazione le prospettive che riguardano il presidio sanitario di Cairo Montenotte. Mentre si susseguono inaugurazioni parziali legate all’ospedale di comunità, la realtà rischia di essere ben diversa: invece di un rafforzamento dei servizi, il territorio continua a registrare una loro progressiva riduzione”.
Secondo Cgil “il caso più emblematico riguarda il reparto di emato-oncologia attivo a Cairo Montenotte, struttura fondamentale per circa 180 pazienti oncologici della Val Bormida. Il servizio, oggi sotto la responsabilità dell’ospedale San Paolo di Savona, garantisce attività di trasfusione e terapia marziale con 4 posti letto e un’apertura quotidiana dalle 7 alle ore 14. Secondo le informazioni in nostro possesso, nei prossimi mesi questo servizio potrebbe subire una significativa riduzione: si ipotizza infatti il passaggio da 4 a 3 posti letto e un’apertura limitata a soli tre giorni alla settimana, mentre oggi è aperta cinque giorni”.
“Si tratterebbe di una scelta gravissima per il territorio e per i cittadini della Val Bormida, un’area che purtroppo registra una delle incidenze oncologiche più elevate del Paese. Ridurre l’offerta sanitaria in questo contesto significherebbe costringere molte persone malate e fragili a spostarsi verso Savona, presso l’Ospedale San Paolo, struttura già fortemente impegnata nella presa in carico dei pazienti oncologici. Una prospettiva che rischia di compromettere concretamente il diritto alle cure per centinaia di cittadini, in un territorio già penalizzato da collegamenti infrastrutturali insufficienti e difficoltà di mobilità”.
Per queste ragioni Cgil Savona e Fp-Cgil Savona chiedono chiarezza alla Regione Liguria e all’Asl: “Quali sono le reali intenzioni rispetto al futuro delle attività oncologiche a Cairo Montenotte; quale personale verrà impiegato negli ospedali di comunità; quando saranno completati tutti i lavori previsti nel presidio sanitario di Cairo Montenotte, considerato che già oggi si registrano ritardi significativi. È inoltre indispensabile intervenire con urgenza sul tema del personale, sbloccando le prove dei concorsi pubblici degli infermieri e procedendo con nuove assunzioni. Anche qualora le procedure venissero attivate immediatamente, l’ingresso di nuovo personale non avverrebbe prima dell’autunno mettendo a rischio sia la fruizione delle ferie estive che la sicurezza sui posti di lavoro, dove personale già provato con età avanzata e con limitazioni dovrà farsi carico di ulteriori problemi”.
“La sanità della Val Bormida non può permettersi ulteriori arretramenti. Servono risposte chiare e scelte concrete per garantire servizi adeguati ai cittadini e condizioni di lavoro sostenibili per il personale sanitario”.