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Ospedale Albenga, Marabello: “Sindaci centrodestra hanno rinunciato alla battaglia per la riapertura. Bucci? È come Toti”

  • Postato il 7 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Ospedale Albenga, Marabello: “Sindaci centrodestra hanno rinunciato alla battaglia per la riapertura. Bucci? È come Toti”

Provincia. Valori completamente a destra, battaglie condivise (anche) con la sinistra: nel vocabolario politico di Fabrizio Marabello, un passato tra le fila di Fratelli d’Italia e più di recente nel Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno, la parola “centro” non esiste.

La posizione è – senza se e senza ma – “a destra”, ma c’è un aspetto che sorprende: quando si tratta di prendere posizione su alcune delle grandi questioni del nostro territorio, come la riapertura dell’ospedale di Albenga oppure il raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora, allora Marabello non fatica ad allinearsi perfettamente con i partiti di centro-sinistra.

Tutto questo è emerso durante l’intervento di Marabello nel corso del primo episodio della quarta stagione del podcast di IVG (clicca qui e seguilo) La Telefonata: “Centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia alla fine – ha detto nel corso dell’episodio-. Mi ritengo intellettualmente onesto: se riconosco nell’avversario politico, e mai nemico, che ha ragione su un tema, io gli do ragione e lo appoggio pure. Ma sul contenuto e sulla sostanza, sempre entrando nel merito”.

ASCOLTA “LA TELEFONATA” CON FABRIZIO MARABELLO

Dopo aver lasciato Fratelli d’Italia e in attesa di un nuovo ruolo nel partito fondato da Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, a cui ha aderito, Marabello è attualmente portavoce sia della Fondazione Giorgio Almirante sia di Gianni Alemanno in Liguria. L’ex sindaco di Roma al momento si trova in carcere dopo una condanna per traffico illecito di influenze e dovrebbe uscire tra circa tre mesi, giusto in tempo per la fase costituente della nuova realtà creata dall’ex generale.

Sanità e ospedale di Albenga: “Burlando ha chiuso il pronto soccorso, Toti ha proseguito e Bucci è un Toti 2.0”

“Il centrodestra, e in particolare Fratelli d’Italia, in provincia di Savona è molto deludente – sottolinea Marabello -. Molti sindaci di centrodestra del comprensorio albenganese hanno rinunciato alle loro battaglie per la riapertura del pronto soccorso di Albenga”. E qui Marabello fa un esempio preciso: “Quando il sindaco di Alassio Marco Melgrati si era candidato in Regione – ricorda – ha portato avanti questa battaglia, poi forse ha rinunciato perché gli conveniva o non poteva fare diversamente. Io ricordo bene che avevamo fatto delle battaglie insieme quando ancora non ero in Fratelli d’Italia”.

Durante il podcast, Marabello ha poi richiamato la grande manifestazione per l’ospedale di Albenga, una mobilitazione molto partecipata per difendere il presidio sanitario cittadino, che ha visto la presenza di migliaia di persone e di numerosi sindaci del territorio ingauno: “La verità – ha proseguito – è che Claudio Burlando (ex governatore del PD, ndr) ha chiuso il pronto soccorso, Toti ha proseguito con mettendoci del suo e Bucci si sta dimostrando un Toti 2.0. E qui i sindaci di centrodestra non stanno seguendo il loro pensiero iniziale, ovvero riaprire il pronto soccorso e tutti i servizi necessari per riaprirlo”.

Insieme ad altri cittadini di diversa estrazione politica, Marabello ha dato vita ad un comitato cittadino per la riapertura del pronto soccorso: “È una realtà che non c’entra niente con la politica – sostiene il portovoce del comitato -. È un impegno civico, anche perché nel comitato sono presenti sensibilità diverse”.

Raddoppio Finale-Andora: la destra che dice “no”

Marabello fa parte del comitato territoriale contro lo spostamento della ferrovia a monte: “Ne faccio parte come cittadino, non come politico – spiega nel podcast -. Perché dire no a quest’opera? Avremo un impatto ambientale importante, un sollevamento di terra che creerà problemi alle falde acquifere. Residenti e turisti non utilizzeranno più il treno, proprio come sta accadendo nell’estremo ponente. Spostare le stazioni dal centro per diversi km non agevolerà studenti e lavoratori. Tutto questo penalizzerà il turismo locale”.

“Io capisco che Loano subisca un impatto pesante a causa dei diversi passaggi a livello – aggiunge -, ma c’è da dire che oggi nemmeno ci sono i soldi per un’opera del genere”. Ed effettivamente al momento le cose stanno così, anche se sulla carta c’è l’impegno preso il 22 ottobre scorso dal viceministro Edoardo Rixi a destinare parte dei fondi necessari per la realizzazione del progetto con l’ultima finanziaria del governo Meloni (a fine 2026).

Parlano di grandi progetti, ma alla fine senza denaro – taglia corto Marabello -. Tutti i sindaci sono d’accordo? In realtà molti comuni hanno presentato delle osservazioni che poi non sono state percepite dalla Regione. Io resto convinto che molti sindaci, sapendo che non ci sono i soldi, hanno la convinzione che questa opera non si farà, e sicuramente non si farà in tempi brevi”.

Sicurezza in provincia di Savona, Marabello: “La ricetta? La remigrazione”

L’ordine e la sicurezza sono tra i cavalli di battaglia del nuovo partito di Vannacci. Secondo Marabello, in particolare, “il problema esiste anche in provincia di Savona ed è legato soprattutto ai cittadini di seconda e terza generazione, che hanno aumentato statisticamente i reati. La ricetta per risolvere questo problema è la remigrazione. Io faccio parte del comitato remigrazione e ho accettato a livello provinciale di rappresentarlo”.

“E voglio precisarlo – spiega ancora Marabello nel corso del podcast -. La remigrazione non vuol dire deportazione. La remigrazione significa rimandare al loro Paese di provenienza gli extracomunitari di prima, seconda e terza generazione, anche quelli che hanno la cittadinanza italiana, che commettono reati. E poi dare l’opportunità a queste persone un domani di tornare nel loro Paese, perché generalmente chi emigra in altri Stati, magari ha il desiderio di tornare del proprio Paese e con questa proposta di legge abbiamo intenzione di aiutare queste persone a tornare a casa”.

Per Marabello il percorso è ormai tracciato: il Movimento Indipendenza si è sciolto e i circa 2.500 iscritti in tutta Italia stanno confluendo nel progetto politico di Roberto Vannacci. Una fase transitoria, con la nascita dei primi comitati locali (anche ad Albenga) durante la quale gli ex membri parteciperanno alla costruzione del nuovo soggetto politico, in vista del congresso di Futuro Nazionale previsto a fine giugno: “Io creerò sicuramente un comitato a Ceriale”, ha spiegato Marabello.

Il Movimento Indipendenza, invece, continuerà a esistere ma con un ruolo diverso: diventerà un centro studi e un’associazione culturale, mantenendo il proprio simbolo ma senza più attività politica: “I nostri incarichi si sono chiusi – conclude – e ora ripartiamo da zero insieme a Vannacci. Poi sarà il congresso a stabilire i nuovi ruoli a livello provinciale e regionale”.

Puoi ascoltare l’episodio completo del podcast “La Telefonata” su Spotify cliccando qui. Durante la puntata sono stati affrontati molti altri temi, non tutti riportati in questo articolo.

Autore
Il Vostro Giornale

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