Operaio lucano morto, lo sgomento della comunità

Il Quotidiano del Sud
Operaio lucano morto, lo sgomento della comunità

Dopo la morte dell’operaio lucano a Guidonia Montecelio, Diego Palladino, grande lo sgomento e il dolore nella comunità di Lauria. I social inondati di messaggi di cordoglio, ma anche di sdegno


LAURIA – È forte la commozione che stanno vivendo i familiari di Diego Palladino, operaio 58enne di Lauria morto nel tardo pomeriggio di lunedì 2 febbraio 2026 a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma, mentre lavorava per una ditta appaltatrice all’interno dello stabilimento Buzzi Unicem. La tragedia si è consumata mentre la vittima era impegnata in un’attività di manutenzione in un silos. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe rimasto bloccato ed esposto a una massiccia inalazione di polvere di clinker, componente base nella produzione del cemento. Ad essergli stato fatale sarebbe stato il materiale grezzo presente nell’impianto, che lo avrebbe travolto. Inutili i tentativi di soccorso e rianimazione: per lui non c’è stato nulla da fare. A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia, disposta dalla Procura della Repubblica di Tivoli. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale dell’Università “La Sapienza” di Roma.

PALLADINO, IL DOLORE DI PARENTI E DELLA COMUNITÀ LAURIOTA

Palladino viveva in una località del Comune valnocino denominata “Cavallo” ed ha lasciato la moglie e due figlie. Sconvolti dal dolore anche i parenti che abbiamo provato a contattare, i quali, comprensibilmente, hanno preferito non parlare.
Del resto, la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno ed ha colpito l’intera comunità lauriota. Chi lo conosceva ce lo ha descritto come «una bravissima persona ed un gran lavoratore», che «ha fatto sacrifici per una vita intera per dare alla sua famiglia nuove possibilità».

LO SDEGNO PER L’ENNESIMA MORTE SUL LAVORO

I social sono stati inondati di messaggi di cordoglio, ma anche di sdegno per l’ennesimo dramma sul lavoro: «Non si può morire ancora di lavoro», il più ripetuto. Dalle cronache locali era stata diffusa la notizia di un legame tra Palladino e Lagonegro, in realtà non ce ne sono di nessun tipo eccetto l’eventualità che possa essere nato all’Ospedale San Giovanni, dove vanno a partire praticamente tutte le donne di Lauria e dell’intero comprensorio.Lauria ripiomba nell’inferno delle morti bianche di suoi concittadini, deceduti mentre lavoravano lontano dalla Basilicata.

PRIMA DI PALDINO IL DOLORE DELLA COMUNITÀ PER LA MORTE DI RAFFAELE IELPO


Nel gennaio del 2020 lo stesso borgo aveva pianto il povero Raffaele Ielpo, morto a 42 anni mentre lavorava alla realizzazione della quarta linea della metropolitana di Milano, all’interno del cantiere del “Manufatto Tirana”. La corsa in ospedale fu inutile. Ma la città meneghina non lo ha dimenticato e dal mese di ottobre del 2024, ossia dall’inaugurazione della linea che gli costò la vita, nella stazione di San Cristofaro è esposta una targa a lui dedicata.

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