OpenAI lancia ChatGpt Salute: “Supporterà gli utenti e non sostituirà i medici”
- Postato il 10 gennaio 2026
- Salute
- Di Blitz
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Un tempo si diceva di non affidarsi a ‘Dottor Google’ per le diagnosi mediche. Chissà se quell’espressione colloquiale potrà essere usata per ChatGpt che ora lancia una sezione dedicata alla salute. Sviluppata da OpenAI, la società madre della piattaforma di intelligenza artificiale, con oltre 200 sanitari di tutto il mondo, ChatGpt Salute punta a unire cartelle cliniche e app salute per supportare un utente “senza sostituire i medici”. La società di Sam Altman promette privacy sui dati che non userà per l’addestramento dell’IA.
“Le informazioni sanitarie sono spesso frammentate tra portali, app, dispositivi indossabili, Pdf e note mediche – scrive OpenAI sul suo blog -. Questo rende difficile avere una visione completa e costringe le persone a orientarsi da sole in un sistema sanitario complesso. Molte persone poi hanno condiviso storie di come si siano rivolte a ChatGpt per dare un senso a tutto questo”. Da qui l’idea di creare uno spazio separato dal tradizionale chatbot, spesso usato per domande mediche. Secondo una stima della società, oltre 230 milioni di persone in tutto il mondo pongono domande su salute e benessere alla sua piattaforma di IA ogni settimana.
ChatGpt Salute permette di collegare le cartelle cliniche elettroniche e le app di benessere per “aiutare a comprendere i risultati recenti degli esami, prepararsi agli appuntamenti medici, ricevere indicazioni su alimentazione e routine di allenamento o valutare i compromessi tra diverse opzioni assicurative in base ai modelli di assistenza sanitaria”. La piattaforma è stata sviluppata nel corso di due anni collaborando con oltre 260 medici attivi in 60 Paesi coprendo 30 aree di analisi “per comprendere cosa renda una risposta a una domanda sulla salute utile o potenzialmente dannosa”.
ChatGpt Salute, aggiunge OpenAI, “è progettato per supportare l’assistenza medica, non per sostituirla. Non è destinato né alla diagnosi né al trattamento. Aiuta, invece, a orientarsi tra le domande quotidiane e a comprendere gli andamenti nel tempo non solo i singoli momenti di malattia”.
Riguardo la gestione dei dati degli utenti, tasto dolente delle piattaforme tecnologiche, la società di Sam Altman promette “ulteriori livelli di protezione”. “Le conversazioni e i file sono crittografati per impostazione predefinita, sia a riposo sia in transito, le conversazioni su ChatGpt Salute non vengono utilizzate per addestrare i modelli di base. È inoltre possibile rafforzare la sicurezza abilitando l’autenticazione a più fattori”, scrive OpenAI. L’accesso alle cartelle cliniche è riservato agli utenti di età pari o superiore a 18 anni e può essere revocato in qualsiasi momento. Al momento ChatGpt Salute è in fase di test con un gruppo ristretto di utenti.
“È un passo avanti rilevante che consente un uso più appropriato dell’IA tra cittadini e pazienti sui temi della salute”, commenta Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano.
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