Omicidio di Molassana, l’interrogatorio del figlio di Maria Marchetti: “Mi occupavo di lei, sono una brava persona”
- Postato il 14 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova “Mi occupavo io della mamma, facevo la spesa, andavo dal macellaio. In passato avevamo avuto qualche litigio ma nell’ultimo periodo andava tutto bene”. Ha risposto così Fabio Fibrini questa mattina alla gip Angela Nutini nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel “repartino” dell’ospedale San Martino di Genova dove il 52enne accusato di omicidio aggravato si trova ricoverato dal giorno successivo all’arresto.
“Io sono una brava persona” ha voluto ribadire più volte. Dopo il primo interrogatorio di garanzia saltato per il diniego dei medici, oggi Fibrini ha provato a rispondere alle domande del gip. “E’ stato rispettoso e collaborativo – spiega l’avvocata Roberta Barbanera che lo assiste insieme al collega Giorgio Zunino – ma rispetto al fatto continua ad avere un vuoto totale”.
Come era già avvenuto la sera del fermo davanti al pm Luca Scorza Azzarà anche oggi l’uomo ha infatti detto di non ricordare nulla: “Ero stanco è sono andato a dormire” ha spiegato alla giudice senza essere in grado di collocare il momento. Non ha saputo spiegare se fosse giorno o se fosse buio. Quando è arrivata la polizia che lo ha accompagnato a vedere il corpo della madre deceduta da molte ore, lui dice di aver visto “tutto quel sangue” ma di non essere in grado di spiegare. L’interrogatorio è durato circa trenta minuti, poi è stato interrotto perché ogni tentativo della gip di chiedergli qualche elemento utile a riscostruire il delitto è stato vano.
Fibrini nei prossimi giorni dovrebbe essere trasferito, come è stato disposto dall’ordinanza, nel carcere di Marassi. I suoi avvocati anticipano che chiederanno nei prossimi giorni una perizia psichiatrica a meno che con sia lo stesso pm a disporre una consulenza.
Fibrini era in cura da diversi anni per un disturbo bipolare. Solo uno psichiatra a questo punto potrà valutare se la mente dell’uomo abbia o meno consapevolmente voluto cancellare il ricordo del delitto e se al momento del fatto fosse o meno in grado di intendere e di volere.