Olimpiadi, scoppia il “Penis Gate” nel salto con gli sci: doping ai genitali per rubare centimetri in pista
- Postato il 6 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Le frontiere del doping sembrano non avere confini a leggere quanto trapelato nelle ultime ore in merito a possibili brogli nel salto con gli sci maschile alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 tramite accrescimento delle… dimensioni del proprio pene. La stampa estera l’ha rinominato “Penis Gate”, una pratica che vedrebbe gli atleti sottoporsi a ritocchi mirati alle parti intime per aumentare il volume della propria tuta per rosicchiare qualche centimetro in gara. Una trovata che porta inevitabile imbarazzo alle federazioni e allunga una una ombra sul doping ai Giochi.
- "Penis Gate", interviene la WADA
- Un vantaggio effettivo aggirando il regolamento
- La risposta della FIS e gli accertamenti in pista
“Penis Gate”, interviene la WADA
Dopo il primo caso di doping che ha investito Rebecca Passler, alle Olimpiadi scoppia il “Penis Gate”. Ad agitare la vigilia dei Giochi di Milano Cortina è un articolo pubblicato dalla Bild sui presunti “ritocchi speciali” per gli atleti del salto con gli sci. Inevitabile il commento dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che ha annunciato misure di vigilanza speciali per individuare eventuali accrescimenti sospetti ai genitali tramite iniezioni di paraffina o acido ialuronico.
Un vantaggio effettivo aggirando il regolamento
Le testimonianze riportate dal quotidiano tedesco spiegano come una dimensione maggiore delle parti intime possa spostare il punto di misurazione della tuta indossata per l’intera stagione di salti. Avere tute più larghe permette, infatti, migliorare la performance e ottenere risultati migliori, visto che una divisa più ampia risulta maggiormente aerodinamica, riuscendo a catturare più aria durante il salto e spostare il punto di atterraggio di alcuni preziosi centimetri. Una pratica che, come confermato dai saltatori e dagli addetti ai lavori, restituisce effettivamente vantaggi in pista, aggirando le norme della competizione.
NON PERDERTI NULLA DEI GIOCHI INVERALI
La risposta della FIS e gli accertamenti in pista
A provare a calmare le acque ci ha pensato la Federazione internazionale sci e snowboard (FIS) che come ha provato a liquidare la questione spiegando come “non ci sia mai stata alcuna indicazione o prova in merito a presunte irregolarità”. Le voci su tale pratica rimbalzano però nell’ambiente del salto maschile già da tempo. Per evitare brogli, in ogni caso, il corpo degli atleti viene sottoposto a scansione completa, così da assicurarsi che le tute non presentino stoffa in eccesso nella zona dei genitali, punto in cui deve, da regolamento, cadere il cavallo della tenuta da gara.