Olimpiadi, Odermatt è l'uomo da battere in discesa: Franzoni e Paris valgono una medaglia, von Allmen e Kriechmayr pure
- Postato il 6 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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L’ultima prova non ha avuto ragione d’esistere, con quasi tutti i big che se ne sono stati buoni da una parte a preservare energie in vista della discesa di domani che aprirà il programma olimpico dello sci alpino. E allora tanto vale lanciarsi in qualche pronostico azzardato per una gara che promettere subito tanto per i colori italiani, considerando che in stagione l’unica bandiera alternativa a quella rossocrociata che ha sventolato sul gradino più alto del podio è stata appunto quella tricolore. E dovesse accadere domani mattina (ore 11,30) a Bormio, sarebbe un’apoteosi.
- Italia d'assalto: quattro uomini jet per puntare alle medaglie
- Alle olimpiadi non sempre vincono i favoriti...
- Gli uomini per l'oro: supersfida Italia-Svizzera
- Occhio agli outsider: Monney e Kriechmayr valgono una medaglia
Italia d’assalto: quattro uomini jet per puntare alle medaglie
Le cartucce che proverà a sparare il contingente azzurro hanno una loro ragione d’essere. Dominik Paris, Giovanni Franzoni, Mattia Casse e Florian Schieder in stagione qualcosa di importante l’hanno saputo fare: Franzoni in discesa ha vinto (e la più iconica di tutte, a Kitzbuhel) ed è arrivato terzo a Wengen, Paris ha alzato notevolmente i giri del motore con il secondo posto ottenuto nell’ultima discesa a Crans Montana dopo che assieme a Schieder aveva fatto podio in Val Gardena (un terzo posto ciascuno nelle due libere sulla Saslong, la prima delle quali recuperava quella saltata a Beaver Creek).
Casse quest’anno ha come migliori risultati due settimi posti ottenuti sempre in Val Gardena e a Crans Montana, ma nella seconda prova cronometrata sulla Stelvio ha chiuso davanti a tutti (seppur col salto di una porta nel finale).
Solo la Svizzera in stagione vanta risultati migliori degli italiani, con Odermatt e von Allmen che hanno fatto incetta di vittorie (tre per il leader di Coppa del Mondo, due per il giovane alfiere). Il che però non autorizza entrambi a pensare che due medaglie siano già prenotate.
Alle olimpiadi non sempre vincono i favoriti…
Perché è vero, Odermatt è di gran lunga il favorito e il maggiore indiziato alla vittoria, ma una gara come quella olimpica sfugge spesso a qualsiasi controllo. Anche se nelle ultime edizioni più o meno gli uomini più attesi hanno tutti risposto presente: Beat Feuz a Pechino 2022, Aksel Lund Svindal a Pyeongchang 2018, Matthias Mayer a Sochi 2014.
Ma la storia ha raccontato anche della vittoria del francese Antoine Deneriaz a Torino 2006 (sorpresona clamorosa: aveva vinto tre gare, ma ben tre stagioni prima…), quella ancor più clamorosa del connazionale Jean Luc Cretier a Nagano 1998 (resterà l’unico trionfo di tutta la carriera), per non parlare del trionfo dello statunitense Tommie Moe a Lillehammer 1994, dove si presentò ancora all’asciutto di vittorie in Coppa del Mondo (e poi ne vinse una in Canada un mese dopo e non si ripeté più in tutta la carriera).
Insomma, una gara olimpica può sempre prestarsi a sorprese, ma la Stelvio di Bormio è una pista che conoscono tutti perché viene affrontata ogni stagione, e pertanto stavolta i pronostici potrebbero rivelarsi assai più azzeccati e precisi.
Gli uomini per l’oro: supersfida Italia-Svizzera
Ricapitolando: Odermatt è l’uomo da battere, anche se in discesa sulla Stelvio ha fatto due secondi posti (ma ha vinto due volte in supergigante: prendere appunti per la gara successiva). Von Allmen è il primo antagonista, Paris probabilmente il secondo: a Bormio ha vinto 7 volte in carriera, di cui 6 in discesa (l’ultima nel 2021), ma conosce la pista a occhi chiusi (come lui stesso ha ricordato dopo la seconda prova) e sa che questa è l’occasione per infrangere una volta per tutte il tabù olimpico, che l’ha visto sempre giù dal podio, mentre ai mondiali vanta un oro e un argento. Sta bene, s’è preparato a dovere, deve solo sperare di trovare le condizioni ideali per scendere e poi le gambe e la classe farà il resto.
Franzoni però in questo momento si trova in uno stato di forma celestiale: non ha forzato troppo in prova ma è stato davanti, è velocissimo e ha licenza di sognare. La medaglia d’oro, salvo grosse sorprese, potrebbe (dovrebbe) finire al collo di uno di questi 4 atleti. Anche se le alternative non mancano.
Occhio agli outsider: Monney e Kriechmayr valgono una medaglia
Ryan Cochran-Siegle, due volte sul podio in stagione (secondo a Beaver Creek, terzo a Crans Montana), in prova ha mandato segnali. Più di James Crawford, che ha chiuso davanti a tutti l’ultima prova cronometrata, alla quale però mezzo contingente e forse più non s’è presentato, è di Cameron Alexander.
Gli svizzeri avrebbero anche una terza carta: Alexis Monney lo scorso anno vinse l’ultima discesa di Coppa del Mondo disputata sulla Stelvio, ma in stagione è sembrato un po’ più appannato (secondo a Livigno in supergigante a fine dicembre, ma in discesa non ha mai visto il podio). E poi c’è sempre Vincent Kriechmayr, vincitore a Bormio nel 2022, sul podio a Wengen dietro a Odermatt tre settimane fa, 19 vittorie in Coppa del Mondo ma nessuna medaglia olimpica in bacheca, il che lo rende particolarmente affamato.
Qualunque altro nome è da considerare un outsider, inclusi Sejerstud a Babinskyi, fino ad arrivare francese Maxence Muzaton, che a Kitz ha chiuso terzo sfruttando un pettorale altissimo e condizioni assai particolari.