Olimpiadi a Roma nel 2040 dopo il successo di Milano Cortina: prende quota la candidatura con Napoli e Firenze

  • Postato il 24 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina sono state un successo a livello organizzativo, istituzionale e d’immagine. Le parole di elogio all’Italia della presidente del CIO Coventry sono state tutt’altro che di maniera: i Giochi diffusi, con gare e discipline sapientemente spalmate tra una città e l’altra, hanno dato una dimensione “interregionale”, per non dire “nazionale”, che è stata promossa a pieni voti dal Comitato Olimpico Internazionale. Al punto da poter esser presa a modello per le prossime edizioni. Quelle, per lo meno, che non sono state ancora assegnate. E allora, perché non riprovarci?

Milano Cortina, il trionfo dei Giochi “diffusi”

Oltre che un eccezionale volano promozionale per i territori, i Giochi diffusi – che pure inizialmente erano stati criticati dalla stampa internazionale – hanno un pregio non da poco: consentono agli enti locali di contenere spese e costi e di massimizzare i ricavi. In fondo, se per i Mondiali di calcio si sono messi insieme Stati Uniti, Messico e Canada, perché non fare altrettanto con le Olimpiadi? L’esempio di Milano Cortina s’è rivelato vincente. E il paradigma potrebbe essere ripetuto per il 2040. Per i Giochi Estivi, ancora più importanti e prestigiosi di quelli Invernali, con una platea di stakeholders e di pubblico notevolmente più alta. Negli ambienti che contano già se ne parla. Dopo Milano, toccherebbe a Roma.

Roma, Napoli e Firenze insieme: il progetto

Ma non solo, perché per essere ancora più forte la candidatura “diffusa” potrebbe arricchirsi con altre due città d’arte gettonatissime da turisti e vacanzieri: Napoli e Firenze. Un’Olimpiade di sport, cultura e tradizione, un vero e proprio trionfo del Made in Italy, a costi – relativamente – moderati. Ne scrive il Corriere della Sera, che suggerisce gare di vela in riva al Golfo di Napoli, teatro dell’America’s Cup del 2027, e il nuoto in acque libere sul litorale toscano. Roma, ovviamente, rimarrebbe il cuore della kermesse, con l’area del Foro Italico come base e con pochi impianti da costruire ex novo: almeno un paio di palazzetti da 15mila posti, un velodromo, qualche altro impianto collaterale.

Le Olimpiadi in Italia: sport, arte e cultura

Nessuna capitale europea come Roma può contare su un polo sportivo tanto vicino al centro storico. Magari con la possibilità di organizzare gare di scherma, pentathlon o la maratona in strutture come il Circo Massimo o l’Appia Antica, luoghi simbolo degli antichi fasti dell’Urbe, contando anche sulla ristrutturazione del Flaminio o la costruzione del nuovo stadio della Roma, che per il 2040 – si spera – dovrebbero essere realtà. Anche Parigi, del resto, aveva scelto il Grand Palais per la scherma: speriamo che a Roma a nessuno venga in mente di organizzare gare nel Tevere, come hanno fatto i francesi con la Senna.

Anche Venezia punta a entrare nel giro olimpico

Che l‘eventuale Olimpiade a Roma sia vista ora come un’opportunità piuttosto che come un peso lo dimostrano le dichiarazioni dei diversi soggetti politici. “Siamo pienamente disponibili a sostenere il progetto se Cio, Coni, Governo saranno uniti perché sarebbe una grande opportunità di proseguire un lavoro di riqualificazione”, ha fatto sapere il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Se proprio vogliamo tener dentro la Capitale pensiamo che un’operazione condivisa Roma-Toscana potrebbe essere win-win“, ha sottolineato Matteo Renzi. Persino Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto, ha fatto orecchie da mercante, immaginando possibili sinergie con Venezia.

Olimpiadi 2040 a Roma: perché si può sperare

Ma perché proprio il 2040? Perché la rotazione delle edizioni precedenti (già assegnate quella del 2028 a Los Angeles e quella del 2032 a Brisbane, per il 2036 l’India è favorita su un’eventuale candidatura africana) dovrebbe riportare i Giochi in Europa. L’Italia potrebbe essere l’unica a presentarsi, ma deve muoversi alla svelta e agire con astuzia. L’assegnazione potrebbe avvenire prima del previsto – si parla del 2029 – e per allora bisognerà avere le idee chiare. Unico inconveniente: la mancata rielezione di Giovanni Malagò nel board del Cio potrebbe farsi sentire. Ma forse è solo un eccesso di preoccupazione.

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