Oggi la Milano-Sanremo, Alessandro Petacchi: “La mia corsa dei sogni”
- Postato il 21 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Oggi è il giorno della Milano-Sanremo, una delle corse più attese e iconiche del calendario internazionale, a fare il punto della situazione è Alessandro Petacchi, nome di primo piano del ciclismo italiano e tra i velocisti più vincenti della sua generazione, presente in occasione dell’intitolazione dello Juventus Club Pietra Ligure a Fabrizio Ravanelli.
Spezzino, classe 1974, Petacchi ha costruito una carriera di altissimo livello tra la fine, imponendosi come uno dei migliori sprinter al mondo. Nel suo palmarès spiccano numerose vittorie di tappa nei grandi giri e successi di prestigio nelle classiche, tra cui proprio la Sanremo, conquistata nel 2005.
Oggi, da osservatore esperto, analizza una corsa che conosce profondamente, tra strategie, protagonisti annunciati e possibili sorprese, con uno sguardo attento anche al movimento del ciclismo italiano.
È il grande giorno della Milano-Sanremo: che aspettative hai?
Per me è sempre stata la corsa dei sogni, quindi è una gara speciale. Credo che sarà molto condizionata da quello che farà Tadej Pogačar sulla Cipressa. Sappiamo che vuole affrontarla in circa nove minuti per mettere tutti in difficoltà. Ha una squadra molto forte, con compagni che lo porteranno fino ai punti chiave, poi sarà lui a fare la differenza. Dovrà guadagnare parecchio perché, dopo la Cipressa, c’è ancora la discesa e soprattutto il Poggio.
Chi vedi come favorito?
Per me Mathieu van der Poel resta il favorito. Per caratteristiche, se riesce a restare con i migliori, allo sprint è molto più veloce. Poi c’è Filippo Ganna: speriamo possa fare come l’anno scorso. Non sarà facile, perché affrontare la Cipressa a quel ritmo è più complicato per uno come lui, però ha dimostrato di stare bene. Pogačar, invece, è quello che può davvero decidere la corsa. Quando è in queste condizioni, cambia completamente lo scenario. Per i velocisti sono tempi duri.
Pogačar riuscirà a vincerla prima o poi?
Sì, credo di sì. È un corridore molto ambizioso, punta sempre ai grandi obiettivi. Nel suo palmarès manca ancora la Sanremo e la sta cercando da qualche anno. Sono convinto che la vincerà, anche perché ha dimostrato di voler essere protagonista anche in corse come la Parigi-Roubaix.
A livello italiano, chi ti sta convincendo di più?
Sicuramente Giulio Pellizzari ha fatto vedere ottime cose. È cresciuto molto e credo che farà un buon Giro d’Italia. Già l’anno scorso era competitivo, anche se lavorava per Roglič. Poi abbiamo una certezza come Jonathan Milan, che oggi è uno dei velocisti più forti al mondo. E ci sono anche giovani interessanti come Finn Fisher-Black: è ancora molto giovane, ma il movimento si sta muovendo.
Questa sera hai incontrato Fabrizio Ravanelli. Che effetto fa?
Non l’avevo mai incontrato di persona, ma so che è un grande appassionato e pratica molto ciclismo. Fa sempre piacere incontrare campioni di altri sport. C’è un bel legame tra ciclismo e altri sport: tanti atleti, anche di calcio, Formula 1 o MotoGP, usano la bici per allenarsi o per passione. È qualcosa che unisce davvero tanti sportivi.