Nuovo Def con meno dati, sì anche in commissione bilancio al Senato. Le opposizioni: “Violata la legge”
- Postato il 2 aprile 2025
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Anche la commissione Bilancio del Senato, dopo il sì di ieri alla Camera, ha approvato la risoluzione della maggioranza sul nuovo Documento di economia e finanza. Che il governo Meloni, con la nuova giustificazione che il nuovo Patto di Stabilità Ue ha reso obsoleta la legge di contabilità in vigore, vuol presentare in forma depotenziata coi numeri dei conti pubblici solo per un biennio e col solo quadro tendenziale, senza quello “programmatico” nel quale vanno inseriti i principali obiettivi di finanza pubblica e il Mef di fatto deve anticipare cosa intende fare sui fronti più rilevanti per i cittadini.
La risoluzione, passata con il solo parere favorevole della maggioranza, impegna l’esecutivo a trasmettere alle Camere entro il 10 aprile, al posto del Documento di economia e finanza ancora previsto per legge, “un documento contenente due sezioni tra loro integrate” con, tra l’altro, le informazioni per la relazione annuale sui progressi del Piano strutturale di bilancio e “le previsioni tendenziali a legislazione vigente, riferite all’orizzonte 2025-2027, del quadro macroeconomico, dei flussi di entrata e di uscita del conto economico delle amministrazioni pubbliche e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche, articolate per sottosettori, e le medesime informazioni relative all’anno 2028, che saranno aggiornate nel successivo documento autunnale”.
Le opposizioni protestano. Maria Cecilia Guerra del Pd già ieri aveva attaccato: “Si nascondono dietro le nuove regole europee per ridurre il contenuto informativo del Documento e per trasformarlo da strumento di programmazione e indirizzo politico in vista della futura legge di bilancio, a strumento di monitoraggio delle politiche già decise nella precedente legge di bilancio. In aperto contrasto con la normatività in essere”. L’effetto è “negare il ruolo di indirizzo del Parlamento, il ruolo di controllo delle autorità indipendenti e il diritto ad essere informata in modo trasparente di tutta la collettività”, visto che in questo modo il governo “non sarebbe tenuto a dare neppure vaghe informazioni su cosa intende fare in campi rilevanti come l’adeguamento della età pensionabile alle aspettative di vita, l’aumento della spesa per la difesa, la richiesta di una proroga per la scadenza del Pnrr”. “Non sono in grado di dirci tecnicamente perché non si possono fare” le cose che chiedevamo, “quindi è solo una motivazione politica”, ha aggiunto Gianmauro Dell’Olio del M5s.
In commissione alla Camera Azione si è astenuta, imboccando una strada che allontana il partito dal centrosinistra.
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