Nuova giunta in Regione, l’opposizione insiste: “Una manovra politica”. Bucci: “Era necessario”
- Postato il 27 gennaio 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 1 Visualizzazioni

Genova. Altra mattinata di dibattito in consiglio regionale sulla nuova giunta varata dal governatore Marco Bucci con due assessori in più, Alessio Piana e Claudia Morich. Le opposizioni vanno all’attacco: “Una manovra politica per contenere le fratture interne alla maggioranza”. Il presidente, invece, difende la mossa come “necessaria”.
“Dopo questo nuovo assetto – dichiara il consigliere del Pd Andrea Orlando, ex candidato presidente – si tradisce, di fatto, l’apporto civico di questa maggioranza, che aveva rappresentato un elemento distintivo e decisivo, e che oggi risulta chiaramente ridimensionato. Con questo nuovo assetto si obbedisce a indicazioni politiche nazionali e si compie una scommessa precisa: Bucci affida la Regione Liguria a San Edoardo Rixi. È una scelta che segna un passaggio politico netto e che ha conseguenze evidenti. La Liguria sarà meno autonoma e sempre più normalizzata dentro il quadro politico nazionale. È un dato politico evidente: non si negozia con chi viene dato per scontato. Bucci, con questo nuovo assetto, è oggi molto più scontato, perché verrà considerato a tutti gli effetti un presidente di area Lega”.
“L’allargamento della giunta regionale non è un progetto per la Liguria, ma una manovra di sopravvivenza politica del centrodestra – dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Regione Armando Sanna -. Bucci parla di rafforzamento e competenze, ma i fatti raccontano altro: una maggioranza in tensione, un consiglio sospeso, riunioni convocate d’urgenza e consiglieri che prendono pubblicamente le distanze. Questa giunta non nasce per affrontare i problemi dei liguri, nasce per contenere le fratture interne alla coalizione di governo. La scelta di presentare come tecnica una figura che viene immediatamente ricondotta dentro gli equilibri di partito dimostra che non c’è alcuna apertura alla società civile: il nuovo dura lo spazio di una conferenza stampa, poi rientra nei ranghi. Nessuna discontinuità, nessuna visione, solo nomi già visti e già inseriti nei precedenti assetti di potere”-
Secondo Selena Candia, capogruppo di Avs, “questa manovra di palazzo conferma, a livello ligure, la crisi del sistema democratico in Italia. Bucci va avanti a colpi di delibere e incarichi, ma a pagare il conto sono i cittadini, perché le nuove poltrone, create dall’inizio della legislatura, costano un milione e mezzo di euro l’anno. La maggioranza è sempre più litigiosa ed è tenuta insieme solo con le poltrone, non da un progetto di Liguria. Il presidente della Regione continua ad accentrare i poteri e a controllare l’apparato tecnico e amministrativo, invece che impegnarsi per farlo funzionare. Invece che investire risorse nel funzionamento della struttura, si spendono soldi pubblici per premiare persone di fiducia del presidente”.
“Se dopo dodici mesi si sente il bisogno di rimettere mano alla macchina di governo, significa che qualcosa non ha funzionato nel centrodestra – prosegue Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando e rappresentante di Linea Condivisa – L’aumento del numero degli assessori non è di per sé un problema tecnico. Il punto vero è politico: se si rafforza l’esecutivo senza rafforzare allo stesso tempo la rappresentanza e il controllo del Consiglio, si crea uno squilibrio che indebolisce la democrazia regionale. Non basta aumentare il numero degli assessori: ciò che conta é se questa scelta produrrà davvero un salto di qualità nei servizi, la risposta è no. Non migliorerà l’efficienza amministrativa, le risposte ai territori che chiedono investimenti su sanità e trasporti”.
“La riorganizzazione della giunta regionale non è un atto tecnico né neutro, ma una scelta politica che arriva nel momento sbagliato e in un contesto profondamente fragile – interviene Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle -. La Liguria oggi è come una casa con problemi strutturali: sanità in affanno, conti incerti, liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso sotto pressione e sempre più persone costrette a rinunciare alle cure. A tutto questo si aggiungono lavoro debole e precario, crescita della povertà e dell’abbandono scolastico, un territorio esposto al dissesto idrogeologico e gestito troppo spesso solo in emergenza. In una situazione del genere, anziché mettere in sicurezza le fondamenta, la destra sceglie di aggiungere una stanza, allargando la giunta: una decisione che appare più legata agli equilibri politici interni che a un vero progetto di rilancio e di risposte concrete ai liguri”.
“La scelta di aumentare gli assessori era necessaria perché è un’opportunità data dal Parlamento di fare un lavoro migliore – risponde Bucci in aula -. Sono molto deluso dagli interventi della minoranza perché ho sentito discorsi non adeguati. L’aumento degli assessori deriva da una legge dello Stato, tuttavia sono d’accordo sul fatto che andrebbero aumentati anche i consiglieri. In ogni caso la spesa complessiva non aumenta”, ha aggiunto Bucci. Rispetto alle osservazioni sulle liste civiche, il presidente ha puntualizzato: “Nel marzo 2017 abbiamo fatto liste civiche per Genova che hanno avuto grandissimo successo, perché il civismo è offrire servizi per i cittadini senza essere condizionati dai partiti. Questo non vuol dire che i partiti hanno torto, ma essere civici significa avere la libertà di fare ciò che i cittadini chiedono senza essere assoggettati alle logiche dei partiti”.
“In questi giorni il ruolo delle liste civiche è stato più volte messo in discussione. Il nostro ruolo all’interno di quest’aula è chiaro: servire il territorio. Siamo qui come liste civiche perché legittimati da circa il 15.5% dei votanti, e questa è la prima risposta a chi parla di morte del civismo. Rappresentiamo tutti i cittadini liguri e siamo tenuti a dare risposte concrete. Il civismo non è un’alternativa ai partiti né una forza di contrapposizione ideologica. È una forma politica autonoma, radicata nei territori, capace di parlare alle persone prima che agli schieramenti. Per questo siamo stati votati, per questo siamo qui. Oggi non siamo di fronte alla fine del civismo, ma all’alba di una nuova era: il civismo assumerà una connotazione politica nazionale e sarà proprio la Liguria a esserne l’esempio. Un civismo maturo, responsabile e noi, in questo momento ,siamo il laboratorio di questa nuova stagione politica”. Così è intervenuto Federico Bogliolo, consigliere regionale di Vince Liguria.
“Come al solito, la sinistra, come Cassandra, pretende di prevedere come andranno le cose e quale sarà l’esito del lavoro di questa giunta. I consiglieri di opposizione hanno la convinzione assoluta che tutto sarà sbagliato, che tutto andrà male e giudicano ancora prima di vedere i risultati. Molto facile questo atteggiamento, che porta un unico grande danno a discapito dei cittadini – contrattaccano
Marco Frascatore, capogruppo di Orgoglio Liguria, e il collega Walter Sorriento -. Noi di Orgoglio Liguria diamo piena fiducia al prseidente Bucci, convinti che questo allargamento della giunta sia un investimento e non un costo. Un’ultima domanda ai consiglieri di opposizione: ci piacerebbe che chi oggi interviene in maniera disfattista avesse il coraggio di garantire che un domani in caso fosse chiamato a governare (cosa peraltro del tutto improbabile), riporterebbe di nuovo gli assessori di Regione Liguria da nove a sette“.
“Il nuovo assetto della giunta regionale va nella direzione giusta: più forza operativa e maggiore capacità di risposta ai bisogni concreti della Liguria – afferma Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione -. La vicepresidenza a Simona Ferro è una scelta di valore che rafforza il ruolo di Fratelli d’Italia nella maggioranza. Ora andiamo avanti con infrastrutture, sanità, sicurezza e sviluppo dell’entroterra perchè queste sono le priorità per la Liguria”.