Nuova diga, Bucci: “Potenziale ritardo di sei mesi per i ricorsi sulla fase B ma troveremo una soluzione”

  • Postato il 31 dicembre 2025
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bucci diga

Genova. La posa dei cassoni, standard e maxi, procede secondo la tabella di marcia – “ne abbiamo tre pronti per essere messi in mare all’inizio di gennaio” – ma sulla nuova diga di Genova, la madre della grandi opere portuali, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che è anche commissario straordinario alla realizzazione della nuova diga foranea, teme un “potenziale ritardo di sei mesi relativamente alla fase B”.

Il motivo sono tre ricorsi, al Tar e al Consiglio di Stato, presentati da tre dei quattro soggetti che hanno partecipato alla gara per il project management (la direzione dei lavori). “Chi non ha vinto, ha presentato ricorso, la gara per la costruzione non ha avuto problemi ma quella per il project management sì e però abbiamo bisogno di entrambi per procedere” aggiunge Bucci, nell’intervista di fine anno a Genova24 che pubblicheremo nella sua forma integrale domani, giovedì 1 gennaio.

Come sempre, il governatore è “confidente”. “Questi ricorsi potrebbero rallentarci parecchio e quindi – dice – stiamo cercando di capire, insieme alla struttura commissariale, come trovare una soluzione per recuperare l’eventuale tempo perso in qualche altro modo, sono convinto che ci riusciremo e che i tempi di realizzazione della diga potranno essere rispettati, ad ogni modo il punto non è che questa infrastruttura sia conclusa qualche mese prima o qualche mese dopo, se ci sarà necessità affronteremo anche i possibili extra costi, ma quello che conta è che diventi realtà e su questo non ci sono dubbi, non si torna indietro”.

I ricorsi hanno chiesto l’annullamento, e quindi di fatto mettono in stand by, l’aggiudicazione dell’appalto per il project management & consulting (Pmc – direzione lavori) alla compagine guidata da Btp Infrastrutture (capofila del raggruppamento di imprese che sta redigendo insieme all’Autorità di sistema portuale di Genova il nuovo Piano regolatore portuale dello scalo) con Thetis, Seacon, Rogedil Servizi, Interprogetti.

Gli altri soggetti che hanno partecipato alla gara sono il raggruppamento temporaneo di professionisti che fa capo a Rina Consulting (con Artelia, Sjs Engineering e Pricewaterhousecoopers), Protos (con Hill International, Recchi Engineering Torino e Acquatecno Roma) e un quarto gruppo che ha come capofila Cioomm con altre società del gruppo Ernst Young.

Per quanto riguarda, invece, la costruzione della fase B le buste della gara sono state aperte il 15 dicembre ed è stata presentata una sola offerta, quella della cordata composta da Rcm (già impegnata a Genova per il nuovo maxi bacino di carenaggio dei cantieri navali di Sestri Ponente) con Sales e il Consorzio Integra. Il ribasso offerto porta il costo dell’opera a 435 milioni di euro. Dalla consegna del cantiere – che avrebbe dovuto essere a gennaio ma potrebbe avvenire fino a sei mesi dopo – sono stimati 38 mesi e mezzo di lavori. Il collaudo potrebbe quindi avvenire tra la metà del 2029 e l’inizio del 2030, tre anni dopo la conclusione della posa dei cassoni, auspicata a fine 2027. La fase B è quella relativa alla costruzione di 1,1 km di nuova diga e la rimozione 2,2 km di diga esistente.

Autore
Genova24

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