Nordio: "Referendum nella seconda metà di marzo. Confronto con i giudici? Anche domani"

  • Postato il 2 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Nordio: "Referendum nella seconda metà di marzo. Confronto con i giudici? Anche domani"

"Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi", a dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato dal Corriere della Sera. Il dibattito sulla giustizia, dopo settimane di fuoco, sembra essersi calmato, o semplicemente si sta caricando in vista del voto. Ma un dibattito tra Nordio e l'Associazione nazionale magistrati (Anm), ancora non c'è stato. Per il ministro "è l'Anm che ha detto no. Io ho chiesto un confronto 'uno a uno'. Prima ha rifiutato il presidente Parodi. Poi il segretario Maruotti e poi tutti gli altri". Il ministro non ci sta e li accusa della loro ipocrisia: "Prima dicevano di non volerla buttare in politica, poi, siccome avevano partecipato a dibattiti con politici hanno corretto il tiro dicendo che va bene discuterne con altri politici ma non con esponenti di governo. Se non vengono (a fare un dibattito, ndr) vuol dire che hanno paura del confronto con me". 

 

Qualche giorno fa, avevamo raccontato che sotto a un post su LinkedIn di un avvocato torinese, che annunciava di votare "No" alla riforma Nordio e descriveva il governo come "fascista e liberticida". era spuntato un commento da parte del presidente dell'Anm Cesare Parodi: "Io apprezzo moltissimo. E non mi sorprendo. Grazie!", generando il disappunto di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati e responsabile della campagna referendaria per il Sì di Forza Italia, che aveva chiesto la sua smentita e innescando un battibecco tra i due.

 

A ogni modo, anche l'Anm ha costituito un comitato per il No, e questo secondo Nordio è "un atto politico", inoltre "ha rifiutato un confronto con me, con la motivazione che non vuole attribuirvi un significato politico, e questa è già una contraddizione". 

 

Successivamente, rispondendo alle critiche sollevate in merito alla pubblicazione del suo nuovo libro sul referendum, ha spiegato di voler rispondere "a tutte le obiezioni" che gli sono state mosse, dato che la sua uscita è stata interpretata come un tentativo di sminuire il Parlamento: "Avrei risposto (in Aula, ndr), ma si sarebbe riaperto il dibattito e si sarebbe andati alle calende greche. E che non ci sarebbe stato tempo per l'altra riforma, sul premierato. Ma soprattutto il prossimo Csm in scadenza sarebbe stato rieletto con i vecchi criteri. È questo che terrorizza, non la separazione delle carriere, ma il sorteggio".

   

Sulla possibilità di una dilatazione dei tempi pre-referendum, Nordio sembra sereno, conscio del fatto che la dilatazione "dipende da una ragione tecnica". Mentre su coloro che hanno depositato un nuovo quesito referendario sembra più sorpreso, perché "il quesito è molto semplice: un Sì o un No a una riforma, senza possibilità di modifiche. E poiché era stato chiesto proprio da noi, e la Cassazione l'aveva dichiarato ammissibile, non se ne vedeva la ragione". Infine auspica un "dibattito aperto e, per quanto acceso, nei limiti della ragionevolezza", denunciando le critiche che gli sono state recapitate negli ultimi tempi: "Mi hanno dato del piduista, del mafioso, del demolitore della Costituzione. Finché lo fa la politica lo accetto, ma se lo fanno i magistrati no".

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Il Foglio

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