“Non sono esseri umani”, il padre di Davide Borgione contro i due sciacalli che hanno derubato il figlio mentre era in fin di vita

  • Postato il 27 gennaio 2026
  • Cronaca Nera
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Mentre Davide Borgione era a terra, agonizzante, qualcuno ha rovistato nelle sue tasche e gli ha rubato il portafoglio. Il diciannovenne è morto poche ore dopo, per il trauma cranico riportato dopo una caduta accidentale dalla bicicletta elettronica che aveva noleggiato per tornare a casa, dopo una serata passata con gli amici nella discoteca Milk. L’impatto è avvenuto a Torino, in San Salvario tra via Nizza e Corso Marconi. I soccorsi per il ragazzo, trasportato d’urgenza al Cto di Torino, sono arrivati tardi perché per ore nessuno li ha chiamati. Inizialmente si pensava che la caduta e la conseguente morte di Borgione fosse dovuta all’impatto avvenuto con un’auto, ma le telecamere della zona hanno evidenziato come questo sia avvenuto solo dopo.

L’uomo alla guida del mezzo ha testimoniato di non aver visto nessuno quella notte del 25 gennaio e, dalle telecamere, l’andamento dell’auto appare effettivamente costante – senza accelerazioni e frenate improvvise. Il conducente è stato comunque sottoposto ai test del caso e la pm della procura di Torino Delia Boschetto ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Borgione non utilizzava il casco, come praticamente nessuno alla guida dei mezzi elettronici a noleggio. Guidava una bici a pedalata assistita, ritrovata accanto al suo corpo. Il ragazzo era uno studente universitario, ex calciatore e grande tifoso del Torino che aveva smesso da poco di giocare, come racconta il padre in un’intervista a La Repubblica. Grande appassionato di musica, componeva canzoni rap con il nome d’arte “Borgi“.

“Non voleva mai andare in auto perché lì non si trova parcheggio”, ricorda il papà sulle pagine locali del quotidiano. Non è la prima tragedia della famiglia: due anni fa Andrea, l’altro figlio e vice comandante della polizia locale di Vercelli, era morto a 35 anni per un malore. E mentre Davide era a terra qualcuno, invece che aiutarlo, ne avrebbe addirittura approfittato. “Quando mi hanno detto che a Davide qualcuno aveva rubato il portafoglio sono rimasto scioccato, mi sembrava impossibile – ha dichiarato il papà Fabrizio Borgione a La Stampa – “Ma come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita sulla strada? Come si fa a non pensare di aiutarlo, chiamare i soccorsi. Davvero sono senza parole, impietrito. Come tutta la mia famiglia”. I fatti sono stati immortalati dalle telecamere della zona che hanno permesso alle forze dell’ordine di risalire all’identità degli sciacalli. Sarebbero due giovani ventenni, cittadini di Torino, che dovranno rispondere dei reati di furto e omissione di soccorso.

“Preferisco non incontrarli mai, perché non sono esseri umani – insiste l’uomo – Mi auguro solo vengano puniti adeguatamente”. E sull’automobilista i dubbi comunque persistono: “Mi sembra davvero strano che uno non si renda conto di aver urtato un corpo in mezzo a una strada. Ma come si fa a non vederlo? Ora ci siamo affidati a dei legali perché vogliamo che sia appurato tutto quello che è successo a Davide quella notte”. Come riportato in precedenza, l’automobilista è già stato rintracciato e interrogato, ed anche lui è indagato per omissione di soccorso.

La tragedia ha scosso fortemente il capoluogo piemontese e il mondo granata. In una nota del club, in memoria del diciannovenne, si legge: “Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Borgione nel ricordo del caro Davide Borgione, mancato tragicamente a 19 anni. Appassionato calciatore, studente esemplare, amante della musica, da sempre orgoglioso tifoso del Toro, Davide lascia un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Agli affetti più cari, ai parenti e ai tantissimi amici l’affettuosa vicinanza e il fraterno abbraccio di tutto il mondo granata”. Nei giorni scorsi, all’ingresso dello Stadio Olimpico, i tifosi della squadra hanno esposto uno striscione in memoria del giovane, che recita così: “Ad ucciderti è stata l’indifferenza. Ciao Davide”.

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