Non c’è momento migliore per una pazza battaglia per il garantismo
- Postato il 25 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Non c’è momento migliore per una pazza battaglia per il garantismo
Al direttore - Forse Giuliano Ferrara ha ragione. Forse i princìpi saldi non sono una cosa seria, forse sono ancora meno una cosa politica. Però sono una cosa. Il resto sembra piuttosto la produzione di nulla. “L’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere”. Come diceva quello.
Carlo Calenda
Al direttore - Buongiorno a tutta la redazione. Scrivo semplicemente per ringraziarvi dell’eccellente lavoro che svolgete nel panorama informativo italiano. Davvero notevole, in particolare quanto avete fatto per una piena e onesta comprensione del quesito referendario e per i commenti, spesso divertentissimi, con cui avete accompagnato gli ottimi articoli di approfondimento. Cordiali saluti.
Prof. Enrico Lui
Continueremo naturalmente a farlo. E se ci pensa un istante, caro Enrico, non c’è mai stato un momento più importante di questo per portare avanti una sana, giusta, responsabile, spensierata e pazza battaglia per il garantismo. Per ragioni infinite. Ma per una in particolare: scongiurare che la vittoria del No possa essere un bollino definitivo alla trasformazione finale dell’Italia da Repubblica parlamentare a Repubblica giudiziaria.
Al direttore - Dopo il No alla riforma, e se si volesse seguire il principio per il quale il diritto deve sempre adattarsi ai mutamenti della società, si dovrebbe porre mano alla Costituzione e proclamare che: art. 1 L’Italia è una Repubblica fondata sul potere giudiziario; art. 2 Il Parlamento non può legiferare su materie sgradite alla magistratura; art. 3 Il governo prima di adottare qualsiasi provvedimento in fatto di diritti e di assetto istituzionale è tenuto a sentire il parere del Consiglio superiore della magistratura e delle associazioni rappresentative dei magistrati. Si tratta, evidentemente, di un paradosso e di una provocazione che però, come spesso accade, cela una verità. Cordiali saluti.
Carlo Giulio Lorenzetti Settimanni, avvocato e già docente universitario
Il rischio della vittoria del No è proprio questo: legittimare questa scellerata Costituzione materiale. Per evitare questo rischio sarebbe bene ripartire dai fondamentali. Uno su tutti, che torna spontaneo da citare dopo aver visto le scene incredibili dei magistrati a Napoli cantare festanti “Bella ciao” dopo la vittoria del No, intonando cori come questo: “Chi non salta Meloni è”. “Giudici e pubblici ministeri hanno il dovere di essere e di apparire irreprensibili e imparziali in ogni contesto, anche nell’uso dei social media, con la consapevolezza che, nei casi in cui viene fondatamente posto in discussione il comportamento di un magistrato, ne può risultare compromessa la credibilità della magistratura”. Era il 26 maggio 2025. A parlare era Sergio Mattarella. Irreprensibili e imparziali. Verrebbe da chiedersi cosa succede quando un magistrato non appare come tale. La risposta purtroppo la conoscete: nulla, ovviamente.
Al direttore - Dieci anni fa ho votato a favore del referendum di Renzi. Avevo 24 anni ed ero rimasto amareggiato dalla sconfitta, convinto che sarebbe stato impossibile riformare questo paese. Avevo scritto la mia amarezza in una lettera al direttore. Sono passati dieci anni, ancora una volta sono amareggiato e più che mai convinto che questo paese sia irriformabile.
Gianluca Damiani
Al direttore - Onore ai magistrati per il Sì che hanno fornito un contributo di qualità e credibilità alla battaglia per una giustizia più giusta e imparziale. E un onore più grande sarà loro dovuto se lasceranno l’Anm per fondare un altro sindacato davvero indipendente.
Giuliano Cazzola
Al direttore - Aderisco con entusiasmo alla vostra iniziativa del 9 maggio.
Antonio Corbo, architetto
Al direttore - Aderiamo all’iniziativa.
Annalisa Biondi, Rodolfo Falvo
Al direttore - Giusto non censurare l’arte russa, ma giusto anche manifestare il dissenso verso il governo russo! Bravi! Veniamo anche noi!
Nicoletta Oddera, Fulvio Quattroccolo
Al direttore - Aderisco alla gondola per Navalny. Grazie di questa iniziativa.
Mario Campli
Al direttore - Veniamo anche noi per Navalny, Politkovskaja e tutti i morti ammazzati dal poliziotto del Cremlino.
Anna Giordano, Rodolfo Granafei
Al direttore - Aderisco sperando che il 9 maggio le gondole antiputiniane intasino la laguna di Venezia!
Pietro Del Re
Al direttore - Aderisco all’iniziativa della gondola con la gigantografia di Navalny. Una bella idea e un’iniziativa doverosa. Ancora meglio, purtroppo, sarebbero tante gondole con tante gigantografie. Ma non poniamo limiti alla provvidenza. Cordialmente.
Giuseppe Sciortino
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