Nocera Terinese, dissequestro Odoardi, Consorzio Scavigno frena su “ripresa”

  • Postato il 5 gennaio 2026
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Nocera Terinese, dissequestro Odoardi, Consorzio Scavigno frena su “ripresa”

Nocera Terinese, dopo il dissequestro dei terreni Odoardi il Consorzio agricolo Scavigno chiarisce che Gregorio Lillo è fuori dal Consorzio dal 2015 e stoppa l’ipotesi di ripresa attività


Un altro capitolo della contesa giudiziaria tra i fratelli Giovan Battista e Gregorio Lillo Odoardi. Mentre l’Azienda agricola Odoardi di Nocera Terinese annuncia che la stessa azienda torna nella piena disponibilità del suo legittimo proprietario Gregorio Lillo Odoardi, per tutta risposta il Consorzio agricolo Scavigno, invece, precisa con una nota che «il dissequestro non riguarda la ripresa dell’attività del Sig. Gregorio Lillo Odoardi», il quale, si precisa ancora, «risulta escluso dalla compagine del Consorzio Agricolo Scavigno dal mese di aprile 2025, come da definizione intervenuta in sede giudiziaria».

ODOARDI, NUOVO CAPITOLO NELLA CONTESA CON IL CONSORZIO

«Ne consegue che qualunque lettura del dissequestro come “legittimazione” o “via libera” alla ripresa di attività in capo al predetto soggetto non è conforme al quadro già accertato». Viene ancora rilevato che «il provvedimento di dissequestro, per quanto consta, attiene all’area (terreno agricolo) intestata al Sig. Gregorio Lillo Odoardi, la quale è stata dallo stesso vincolata al Consorzio Agricolo Scavigno e rientra nel compendio funzionale e patrimoniale connesso alle attività consortili».

LE PRECISAZIONI DEL CONSORZIO SCAVIGNO

Si precisa, inoltre, che «il Sig. Gregorio Lillo Odoardi ha rivestito la carica di presidente del Consorzio agricolo Scavigno fino al 2015, circostanza che impone di leggere correttamente l’inquadramento storico e giuridico dei beni e dei rapporti consortili, evitando semplificazioni che possano ingenerare fraintendimenti».

E che «tale circostanza non può essere confusa né sovrapposta alla legittimazione di attività produttive in capo a soggetti privi di titolo, né può essere utilizzata per accreditare la tesi di una “ripresa” dell’attività del Sig. Gregorio Lillo Odoardi presso la sede di Campodorato n. 35. Nocera Terinese».

LE DICHIARAZIONI DI GREGORIO LILLO ODOARDI

Il tutto dopo che lo stesso Gregorio Lillo Odoardi, nella nota aveva dichiarato di essere «contento che la giustizia abbia fatto il suo corso e restituito al territorio 550 anni di storia dell’agricoltura con i prodotti di alta qualità che da sempre hanno contraddistinto il marchio Odoardi che è di mia esclusiva proprietà». Sempre nella stessa nota, l’azienda agricola rimarcava che «con il dissequestro, si apre ufficialmente quella che la proprietà definisce una “nuova vita”».

RAPPRESENTAZIONE “SEMPLIFICATA”

Ma per il Consorzio agricolo Scavigno si tratta di «una rappresentazione “semplificata” del contesto che, oltre a essere fuorviante, omette elementi decisivi per comprendere correttamente la vicenda. È principio noto che la titolarità e i diritti di proprietà vengono accertati nelle sedi competenti, in particolare in ambito civile, mentre l’Autorità giudiziaria requirente esercita poteri di indagine nell’alveo delle attribuzioni previste dalla legge».

ODOARDI, CONSORZIO E POLEMICHE

E che, infine, «ogni sovrapposizione impropria tra piani diversi (penale, civile, amministrativo) rischia di alterare la percezione pubblica e di alimentare narrazioni non aderenti agli atti».

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