No Tap, no arco degli innamorati
- Postato il 18 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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No Tap, no arco degli innamorati
E’ crollato l’arco degli innamorati, simbolo del Salento. Il luogo più instagrammato della Puglia, una cornice di roccia bianca sulle acque trasparenti dell’Adriatico: una finestra naturale mozzafiato sulla costa di Melendugno, il comune leccese tra i più turistici del Salento che da qualche anno ospita l’approdo del gasdotto Tap. Il tubo che con gli 8 miliardi di metri cubi di gas l’anno trasportati sott’acqua dall’Azerbaigian, ci ha liberati dalla dipendenza di Putin. Per anni i No Tap di ogni colore, sindaci, cantanti e politici, hanno raccontato che il gas e le trivellazioni per il cantiere avrebbero distrutto quella meravigliosa falesia, e con essa il paesaggio e il turismo salentino. E invece è stata la pioggia, che due giorni fa con un uragano e il mare in tempesta ha spazzato via l’arco degli innamorati, sgretolandolo nel mare pezzo per pezzo.
Lo skyline millenario del Salento disintegrato senza possibilità di recupero. Nonostante le tante avvisaglie degli ultimi anni. La cartolina della Puglia non esiste più, e la colpa è proprio della natura. Condita dall’incuria dell’uomo e dal disinteresse dei politici. Ieri il neo presidente della regione Antonio Decaro si è recato sul luogo del disastro, eppure l’ultimo bando regionale contro l’erosione costiera ha destinato 16 milioni di euro alle coste pugliesi, escludendo Melendugno. A dare un ingente sostengo per salvare il paesaggio voleva essere proprio il consorzio Tap, che già nel 2013 propose un contributo di 5 milioni di euro come ristoro al comune per difendere la falesia. Che fosse a rischio erosione era noto, ma gli enti locali rifiutarono di prendere risarcimenti dalla multinazionale, credendo di poter evitarne il crollo vietando la balneazione. Di fatto a fermare il turismo furono gli amministratori locali, non il gasdotto. Nel 2017 i ristori messi sul tavolo da Tap per difendere il territorio divennero 55 milioni. Ma il sindaco, il presidente Emiliano e tutti gli altri rifiutarono: “Non barattiamo la salute dei cittadini con i soldi di Tap”. Ecco il risultato.
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